IL “NUOVO” QANON

Il 15 giugno 2021 il Federal Bureau of Investigation (FBI) unitamente al Dipartimento di sicurezza interna americana (DHS) hanno pubblicato un report sulla situazione della sicurezza in America. La minaccia che preoccupa in modo particolare è quella legata ai gruppi estremisti di destra influenzati dalla retorica cospirazionista di Qanon, l’ormai rinomato gruppo cospirazionista diventato famoso in tutto il mondo dopo le rivolte violente tenutesi al palazzo di Capitol Hill il 6 gennaio 2021.

Si sente sempre più spesso parlare di Q (o Qanon) ma si sa ancora troppo poco a riguardo. Il gruppo si è formato nel 2017 e ha goduto di un riconoscimento a livello mondiale grazie alla sua capacità di sfruttare ogni social platform e ogni applicazione a proprio vantaggio, infatti è proprio grazie al sapiente e oculato uso della tecnologia che il gruppo è riuscito a crescere rapidamente, arrivando ad essere conosciuto in tutto il mondo, raccogliendo sempre più consensi a livello sociale e politico.

“Q” è riuscito a passare dall’essere un soggetto poco conosciuto che pubblicava post criptici sulle cospirazioni sulla piattaforma estremista 4chan ad essere il creatore di un vero e proprio impero: ha cominciato dalla creazione di video e all’apertura di una community su Reddit, all’avere un business globale che comprende gadgets come cappellini e magliette e un’intera mitologia di intrighi e segreti governativi a cui alludere, includendo nel suo percorso la mitizzazione della figura presidenziale di Donald Trump. Egli infatti è visto come il rappresentante della lotta che ha intrapreso Q per smascherare i segreti e le cospirazioni del governo degli Stati Uniti d’America.

La principale battaglia di Q è contro il “Deep State” americano, ovvero quell’insieme di individui composto da politici, ricchi banchieri, imprenditori, ricche famiglie ebree e altre figure di spicco, che sarebbero pedofili che adorano Satana e che tengono in mano le redini del mondo, decidendo il corso degli eventi come epidemie, crisi e guerre a loro piacimento. L’epidemia da Covid-19 non ha fatto altro che dare credibilità alle teorie complottiste del gruppo, rafforzando l’immagine di Qanon e la sua mission in tutto il mondo.

Quello che Qanon ha fatto in questi anni, specialmente durante il periodo del governo Trump, è stato di fornire a tutti i gruppi underground di estrema destra, anti democratici, antisemiti e anti governativi, la sicurezza e la confidence per uscire dall’oscurità e di avere un interlocutore che li ascoltava e che poteva proteggerli dalle alte sfere del potere politico americano. 

Con queste premesse si è assistito ad un ritorno della violenza senza precedenti sia in America che in Canada, centro nevralgico di molti gruppi estremisti far-right e suprematisti. 

L’FBI e il DHS con il nuovo report pubblicato il 15 giugno 2021 dichiarano che i sostenitori di Qanon, frustrati dalla mancata realizzazione delle profezie tanto sostenute da Q, diventeranno sempre più violenti. 

Questo fatto è importantissimo se lo si legge alla luce dei recenti avvenimenti che hanno interessato non solo l’America ma soprattutto il Canada e la Germania, ma anche l’Italia e l’Australia. Questi paesi infatti a partire dal 2020 hanno assistito ad un preoccupante incremento dei crimini d’odio e di attacchi da parte di gruppi far-right contro un vasto gruppo di soggetti: governi, membri della comunità ebraica, membri della comunità lgbtq+, persone di colore, musulamani, asiatici, ma non solo. 

Tutti questi gruppi estremisti seguono la narrativa che trovano online di gruppi come Qanon, pronto a fomentare rabbia e odio tramite messaggi criptici. 

La preoccupazione è che questa ondata di violenze sia solo all’inizio e che in realtà si stiano cominciando a formare ora nuovi gruppi estremisti. Se così fosse, le misure che sono in atto al momento per contenere, ma soprattutto per contrastare, questo tipo di violenza devono essere riviste e aggiornate. Il governo Biden spera in questo senso di poter stringere una cooperazione stretta con le principali piattaforme social, al fine di limitare la condivisione di contenuti estremisti e per poter intervenire rapidamente per toglierli. Diventa importante, quindi, monitorare anche le applicazioni e le piattaforme social meno conosciute, perché la possibilità che i gruppi trasferiscano lì le loro attività è molto alta. 

Il governo invece non interverrà per investigare la natura delle credenze del gruppo, in pieno rispetto della libertà di espressione, prevista dal First Amendment della Costituzione americana.

Con il report del 15 giugno l’FBI e il DHS sottolineano anche come Qanon stia perdendo seguaci, disillusi dalla mancanza di azione e prove a carico delle cospirazioni che sostenevano. Questo potrebbe portare, secondo chi scrive, alla creazione di gruppi d’azione Q più piccoli e più compatti, ma soprattutto più motivati, pronti ad intraprendere appunto azioni violente contro i loro bersagli. Si assisterebbe al passaggio da un ruolo del “soldato digitale” puramente virtuale, ad uno più pratico e violento dei sostenitori del nuovo Qanon. 

La narrativa di Q allora potrebbe subìre un cambiamento per adattarsi alla nuova immagine del gruppo, che si sta a poco a poco trasformando. 

Devono essere tenute monitorate in modo particolare le piattaforme social meno usate perchè in luce dei provvedimenti 

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