EUROPA GLOBALE: VIA LIBERA AL NUOVO STRUMENTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO DELL’UNIONE EUROPEA

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Lo scorso 9 giugno, il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria ha approvato il finanziamento di 79,5 miliardi di euro per il programma “Europa Globale”, il nuovo fondo europeo nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo.  Come strumento di politica estera dell’Unione europea, il fondo verrà utilizzato anche per favorire programmi relativi alla promozione dei diritti umani e dei principi democratici nel mondo.

Dopo quindici mesi di assenza dall’aula di Strasburgo a causa della pandemia, più della metà degli europarlamentari si sono finalmente riuniti in presenza per la prima sessione plenaria di giugno.  Nel corso di questo tanto atteso ritrovo, percepito dagli addetti ai lavori come l’inizio di un ritorno alla normalità, il Parlamento europeo ha dato il via libera a NDICI-Global Europe, lo strumento di politica estera istituito per rendere più coerente ed efficace l’azione esterna dell’Ue a livello globale.

L’accordo provvisorio raggiunto con il Consiglio nel dicembre 2020 è stato dunque confermato il 9 giugno e il regolamento relativo al nuovo Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument (NDICI) è entrato in vigore lunedì con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2021. Come dichiarato sulle pagine di Euractiv da David McAllister, presidente della Commissione Affari esteri del Parlamento europeo, il programma Global Europe renderà l’azione esterna dell’Ue più veloce e snella, dal momento che esso ingloberà sotto un unico strumento i ben undici fondi di finanziamento della cooperazione esterna istituiti nel corso degli anni a livello europeo.

Considerando che l’Unione europea rimane ad oggi il maggior donatore mondiale di aiuto pubblico allo sviluppo (APS), avendo erogato nel 2020 quasi 67 miliardi di euro di aiuti, Global Europe giocherà un ruolo fondamentale per far mantenere all’Ue questo primato. Tale strumento si articolerà secondo tre componenti: geografica, tematica e risposta rapida. 

La componente geografica

La componente geografica di Global Europe mira ad incrementare i flussi di aiuti della politica di coesione attraverso la cooperazione con i paesi partner nel vicinato europeo, nella regione dell’Africa subsahariana, nella regione dell’Asia e Pacifico e in quella delle Americhe e Caraibi.

La dotazione finanziaria prevista per questa componente ammonta a più di 60 miliardi di euro ed è dunque la componente che riceverà l’investimento più sostanzioso. Ciascuna dotazione regionale è adattata alle esigenze e alle priorità dei rispettivi paesi e delle rispettive regioni, che rispecchiano le priorità strategiche dell’Ue.

Inoltre, in questo inedito momento storico, i fondi destinati ai partner regionali aiuteranno questi ultimi a far fronte all’impatto socioeconomico della pandemia. L’Unione si impegna a dare priorità a tutti quei paesi più bisognosi, in particolare i paesi meno sviluppati, i paesi a basso reddito, i paesi fragili o colpiti da crisi.

La cooperazione geografica tra l’Ue e i paesi partner contribuirà a sostenere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, tra cui la good governance, la crescita economica inclusiva, l’ambiente e la sostenibilità, l’eradicazione della povertà e la lotta contro le disuguaglianze, la prevenzione dei conflitti e la stabilità. 

La componente tematica e la componente di risposta rapida

Oltre a favorire lo sviluppo sostenibile, Global Europe si focalizza su alcuni importanti aspetti “tematici” della politica estera dell’Unione europea. Con un budget dedicato di più di sei miliardi di euro, il programma sosterrà azioni legate alla promozione dei valori europei, tra cui  il rispetto dei diritti umani e delle forme democratiche di partecipazione, il supporto alle organizzazioni della società civile, l’inclusione dei governi locali, la stabilità e la pace.

Con il nuovo Global Europe, inoltre, l’Unione europea intende affrontare tutte quelle sfide globali che riguardano la salute, l’istruzione, il raggiungimento della parità di genere, il lavoro e la protezione sociale, la cultura, le migrazioni e i cambiamenti climatici. Alle azioni di risposta rapida sono invece dedicati tre miliardi di euro.

In questo caso, i finanziamenti sono destinati a rafforzare le capacità dell’Unione di reagire efficacemente e in modo coeso nei casi di crisis management, di conflict prevention e di peace building. In questo modo, l’Unione si impegna a rendere i paesi partner più resilienti alle situazioni di conflitto e di crisi, adottando al tempo stesso misure tempestive per affrontare le priorità della politica estera europea. Infine, Global Europe garantisce una riserva di nove miliardi di euro che potranno servire all’Unione per gestire sfide emergenti o per promuovere iniziative in ambito internazionale.

Il coinvolgimento del Parlamento europeo nella definizione degli obiettivi di Global Europe

Il nuovo strumento, proposto per la prima volta dalla Commissione europea nel 2018, fa parte del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Nel corso delle negoziazioni, il Parlamento europeo si è assicurato un maggiore coinvolgimento nella definizione dei principali obiettivi strategici dello strumento, oltre a uno stretto controllo che comprende un dialogo geopolitico ad alto livello con la Commissione sull’attuazione di Global Europe.

Tale dialogo avverrà con l’Alto rappresentante e i due Commissari responsabili dei Partenariati internazionali e dell’Allargamento e la politica di vicinato. Lo scorso 15 giugno, si è tenuto il primo dialogo geopolitico nel contesto di NDICI-Global Europe tra gli esponenti della Commissione e gli europarlamentari. Alla riunione ha preso parte anche l’Alto Rappresentante Josep Borrell, attore immancabile quando si parla di politica estera europea.

Già il 9 giugno, giorno dell’adozione del programma, Borrell aveva: “Con questo nuovo strumento di finanziamento flessibile e di taglio programmatico, saremo in grado di affrontare le sfide globali, tra cui la ripresa post-pandemia. Il nuovo strumento contribuirà a sostenere il ruolo esterno dell’Ue nella promozione dei suoi valori e interessi. Esso sostiene l’impegno dell’Ue in materia di cooperazione, in quanto attore globale affidabile, e dimostra la sua determinazione a rispettare gli impegni internazionali assunti in relazione agli Obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030 e all’Accordo di Parigi”. Il prossimo dialogo geopolitico è previsto tra sei mesi.

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