L’INCERTEZZA DELL’IRLANDA DEL NORD

Origine dell’IRA (Irish Republican Army)

Come sempre accade, per capire i fatti di oggi è necessario rivolgere lo sguardo anche al passato: cosa si intende per IRA e perché si tratta di qualcosa che è stata devastante per i rapporti tra l’Inghilterra e l’Irlanda del Nord, e che torna oggi a far parlare di sé.

La conquista dell’isola irlandese da parte dell’Inghilterra avviene solo nel XVI secolo sotto il regno di Elisabetta I: immediata conseguenza di questo è l’imposizione della religione anglicana ad un popolo prevalentemente cattolico. Gli irlandesi non accettano tale imposizione di buon grado, ma iniziano da qui una serie di rivolte che per secoli saranno gestite solo tramite la più feroce repressione.

Tra queste facciamo un salto in avanti per ricordare quella del Lunedi di Pasqua, l”Easter Monday” del 1916. A seguito del fallimento della rivoluzione, lo Sinn Féin (movimento indipendentista irlandese fondato nel 1905 da Arthur Griffith) istituìsce tempo dopo un proprio esercito, tutt’oggi conosciuto con il nome di IRA (Irish Republican Army).

Ma andiamo per gradi. Nel maggio 1914 viene approvato dal parlamento britannico il Government of Ireland Act, che intende dare all’Irlanda un governo autonomo all’interno del Regno Unito. Ciò porta alla formazione di milizie armate unioniste e nazionaliste, rispettivamente i Volontari dell’Ulster e i Volontari Irlandesi.

Nonostante l’assenso reale nel settembre dello stesso anno, lo scoppio della Grande Guerra rinvia quello che era già noto con il nome di Third Home Rule Act. In questo contesto il Sinn Fein cresce velocemente, fino a conquistare la maggioranza dei seggi irlandesi nelle elezioni generali del 1918. Il 21 gennaio 1919 i membri del Sinn Féin si ritirarono dal parlamento britannico e dichiarano la nascita della Repubblica Irlandese nella Mansion House di Dublino, dando vita al primo Dáil Éireann, l’ “Assemblea d’Irlanda” indipendente. In quella sede gli Irish Volunteers si organizzano sotto la guida di Micheal Collins con il nome di Irish Repubblican Army, diventando l’esercito della neoproclamata Repubblica.

Il 6 dicembre 1921 viene siglato il Trattatto Anglo-Irlandese dando origine allo Stato Libero d’Irlanda, precursore dell’odierna Repubblica d’Irlanda. Gli oppositori lamentano però il fatto che il trattato in questione mantiene forti legami costituzionali tra Irlanda e Regno Unito, e reclamano in tal senso la definitiva separazione dell’isola, perché le sei contee a maggioranza protestante dell’Irlanda del Nord non sarebbero state incluse nello Stato Libero.

La ratifica del trattato da parte del Dail crea una grande spaccatura in seno all’IRA: la parte dell’IRA a favore del trattato diviene ben presto il nucleo del nuovo Irish National Army e coloro che erano contrari si staccano invece dal controllo del Dail, dichiarando tramite uno dei suoi leader, Rory O’Connor, che l’IRA non avrebbe più obbedito al Dail, in quanto questo aveva violato il suo giuramento di fedeltà alla Repubblica Irlandese. Era tutto pronto per lo scoppio di una guerra civile, e così fu.

Tra il 1919 e il 1921 l’IRA condusse una campagna di guerriglia contro l’esercito inglese, in quella che viene tutt’oggi considerata dagli irlandesi come una vera e propria guerra d’indipendenza che sfocia nella guerra civile il 28 Giugno 1922. Per circa un anno la guerra insanguina il paese, fino a quando nel maggio del 1923 Frank Aiken, capo del’IRA, dichiara il cessate-il-fuoco.

La sovranità completa é concessa allo Stato d’Irlanda solamente nel 1949, dopo la fine della Seconda guerra mondiale; il Nord resta tuttavia inglese (l’Ulster, con capitale Belfast, rimase parte del Regno Unito)

L’IRA sembra lentamente dissolversi, tenuta appena in vita dalla tenacia di una piccola minoranza, a seguito del raggiunto “Good Friday Agreement” nel 1998 che determina la fine della lotta armata tra unionisti e repubblicani. Il  28 Luglio 2005 l’IRA lascia un comunicato con il quale chiede a tutte le cellule attive di terminare la lotta armata. Qualcosa, oggi , è nuovamente cambiato.

L’accordo sulla Brexit

Il “Withdrawal Agreement” è entrato in vigore il 1 gennaio 2021, in particolare con una modifica che ha riguardato le relazioni con l’Irlanda del Nord. È  stata emanata la Direttiva (UE) 2020/1756 del Consiglio del 20 novembre 2020 che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda l’identificazione dei soggetti passivi nell’Irlanda del Nord.

La modifica tiene conto della peculiare situazione dell’Irlanda del Nord che, a partire dal 1° gennaio 2021, per evitare una frontiera fisica tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord, rimarrà soggetta alla normativa dell’UE sull’IVA per le cessioni, gli acquisti intracomunitari e le importazioni di beni ivi situati. Più in generale le relazioni tra UE e UK sono disciplinate da quattro trattati:

  • accordo sugli scambi e la cooperazione UE-Regno Unito, entrato provvisoriamente in vigore il 1º gennaio 2021, che riguarda una serie di ambiti di interesse reciproco per l’UE e il Regno Unito. Consiste in un accordo di libero scambio, un’ambiziosa cooperazione su questioni economiche, sociali, ambientali e relative alla pesca e uno stretta collaborazione per la sicurezza dei cittadini;
  • l’accordo sulla sicurezza delle informazioni tra l’UE e il Regno Unito, collegato alla struttura istituzionale dell’accordo sugli scambi e la cooperazione UE-Regno Unito e applicabile in via provvisoria dal 1º gennaio 2021, che consentirà a entrambe le parti di scambiarsi informazioni riservate fornendo solide garanzie in merito alla gestione e protezione di tali informazioni;
  • l’accordo UE-Regno Unito sulla cooperazione per l’uso sicuro e pacifico dell’energia nucleare, anch’esso in vigore provvisoriamente dal 1º gennaio 2021, che prevede un’ampia collaborazione in materia di sicurezza nucleare e uso pacifico dell’energia nucleare, basata sulla garanzia che entrambe le parti rispetteranno gli obblighi internazionali di non proliferazione e non allenteranno le attuali norme sulla sicurezza nucleare.

Le conseguenze dell’Accordo per l’Irlanda del Nord.

Il 56% degli abitanti dell’Irlanda del Nord ha votato per restare nell’Unione Europea. Il risultato a favore della Brexit ha acceso gli animi degli unionisti: se la brexit ha scongiurato il timore della creazione di una dogana reale che separasse l’Irlanda del Nord (extra UE) dalla Repubblica d’Irlanda (UE) lo ha però di fatto creato nel Mare d’Irlanda, tra l’Irlanda del Nord e le altre parti del Regno Unito grazie all’inserimento del “Northern Ireland Protocol” nel “Withdrawal Agreement”.

È questo punto dell’Accordo che ha determinato la rinascita dei “troubles”, sebbene non ai livelli degli scontri degli anni ’60, ’70 e ’80. In particolare, gli unionisti temono che in futuro il confine possa materializzarsi realizzando così la loro più grande paura iniziale: separarli fisicamente dal resto della Gran Bretagna e trasformarli quindi una minoranza protestante nell’Irlanda cattolica repubblicana.

Dalla porta opposta gli indipendentisti, costretti adesso a vedersi fuori dall’UE. Quello che più si teme è che ciò determini nuove violente proteste da parte di questi ultimi ed in particolare a causa della rinascita della cosiddetta “new IRA”: l’organizzazione paramilitare (ri)nasce nel 2012 ed è fatta di opponenti del Good Friday Agreement che vogliono battersi con la forza vista come unica arma per riunificare l’isola. Già ad aprile la città di Belfast è stata teatro di disordini e violenze, (incrementate anche dal fatto che mancano i prodotti nei supermercati dovute alle lentezze dei controlli doganali e delle tariffe doganali da pagare).

Tra i motivi degli scontri, in realtà, rientra anche la mancata condanna da parte della polizia locale  dei membri dell’IRA che hanno violato le norme anti-covid per presenziare al funerale di uno dei suoi maggiori esponenti, che ha causato la rabbia degli oppositori lealisti. Quello che più sembra preoccupare è il coinvolgimenti nei disordini di giovanissimi, chiaramente non interessati alle questioni politiche legate alle sorti dell’Irlanda del Nord; messaggio dunque dell’esistenza di un grande disagio per i più giovani che popolano quelle vie e che và ben al di là degli Accordi sulla Brexit.

Fonti:

  • Henry Farrel, “northern ireland’s brexit problem”, foreign affairs , 29 Marzo 2018.
  • I percorsi della storia, “la guerra civile irlandese”, 2018.

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