LA RUSSIA SI RITIRA DAL TRATTATO OPEN SKIES

epa08939129 (FILE) - Belgian defence minister Andre Flahaut (R) views the Russian unarmed Antonov plane in Melsbroek, Brussels, Belgium, 13 August 2002 (reissued 15 January 2021). Russia on 15 January 2021 said it would withdraw from the Open Skies international treaty that allows observation flights over military facilities after the United States quit the agreement in November 2020. The 'Open Skies' operations were active since 01 January 2002. EPA/BENOIT DOPPAGNE BELGIUM OUT *** Local Caption *** 99335257

Il 7 giugno, il presidente Putin ha firmato la legge per ritirare il paese dal trattato sui cieli aperti.

Il trattato era entrato in vigore nel 2002 e aveva l’obiettivo di promuovere la trasparenza nelle attività militari dei paesi membri, che al momento dell’entrata in vigore erano 33.

La Russia non è il primo paese a prendere una decisione del genere, anche gli Usa, sotto la presidenza di Donald Trump aveva preso una analoga scelta scatenando le reazioni di Mosca, la quale aveva chiesto assicurazioni agli altri stati membri sul fatto che i dati raccolti non sarebbero stati condivisi con il paese allora uscente.

La decisione presa dalla precedente amministrazione è stata poi confermata dall’attuale, e potrebbe essere stato anche questo a convincere definitivamente i vertici di Mosca a prendere questo passo; ma non solo, negli scorsi mesi infatti le relazioni fra occidente e Russia sono crollate ai minimi storici.

A partire dal caso Navalny, si è aperto un “effetto domino“ che ha visto la contrapposizione fra “due” parti assumere diverse forme, dall’imposizione di nuove sanzioni, alle tensioni nel Donbass ucraino che hanno fatto per un attimo temere per un’escalation del conflitto, e di recente con il caso Protasevich che ha causato il dirottamento di un volo Ryanair, con il conseguente divieto imposto da Usa di sorvolare i cieli bielorussi e che ha scatenato la reazione di Mosca che aveva bloccato alcuni voli verso la Russia.

Adesso è proprio Mosca a prendere la stessa decisione, ed era stata la Duma ad approvare all’unanimità il provvedimento firmato da Putin.

la permanenza della Russia nel trattato non è stata semplice, e più volte da Washington sono arrivate accuse di piegare i meccanismi in base alla convenienza del momento, accuse, prontamente respinte al mittente.

Dunque, la decisione di Mosca si pone nel solco dell’irrigidimento dei rapporti fra Russia da una parte, e occidente dall’altra, e a poco valgono i tentativi di disgelo rappresentati dalla calendarizzazione dell’incontro fra Biden e Putin del 16 Giugno a Ginevra.

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