LA CINA METTE GLI OCCHI SUL CANALE DI PANAMA

L’importanza del canale di Panama per gli Stati Uniti non è una novità, ma ora la Cina ha gli occhi puntati su questo territorio di gran rilevanza strategica.

La costruzione del Canale di Panama ha contribuito a far sorgere una nuova nazione centroamericana e allo stesso tempo ha permesso agli Stati Uniti di diventare una potenza globale. Di particolare importanza economico e commerciale, l’apertura del canale ha ridotto drasticamente i tempi di trasporto permettendo alle navi di evitare la circumnavigazione di Capo Horn, il punto più meridionale dell’America Latina.

Inoltre, la creazione della Zona di libero scambio di Colón ha consolidato la presenza statunitense consentendo alle aziende a stelle e strisce di penetrare nel mercato latinoamericano. Dal punto di vista militare, il canale permette agli Stati Uniti, in caso di necessità, di unire le flotte del Pacifico e dell’Atlantico molto più rapidamente. Washington, di fatto, gode ancora di alcune prerogative: le sue navi militari, per esempio, hanno il diritto di passare attraverso il canale senza ostacoli.

La Cina è il principale partner commerciale dell’America Latina per cui una parte significativa delle sue importazioni ed esportazioni passa attraverso il canale. Di fatto, Pechino è diventato il suo secondo fruitore a partire dall’ultimo decennio del XX secolo.

Nel 1999 l’amministrazione del canale è stata ceduta dagli Stati Uniti a Panama in virtù del trattato Carter-Torrijos, nello stesso anno il governo panamense ha assegnato alla ditta cinese Hutchison-Whampoa le concessioni per gestire i porti sia sul lato Atlantico che su quello Pacifico, permettendo a Pechino di posizionarsi alle due estremità del canale.

Da allora, le compagnie di navigazione cinesi sono diventate il secondo più grande utente del canale e la maggior parte delle merci che passano attraverso la zona di libero scambio sono d’origine cinese. Questa assegnazione è stata la prima concessione portuale importante della Cina nella regione e, in combinazione con l’importanza strategica della zona, ha iniziato a sollevare qualche preoccupazione a Washington.

Il cambio decisivo nelle relazioni sino-panamensi è avvenuto nel 2017 quando Panama ha riconosciuto diplomaticamente la Repubblica Popolare Cinese, interrompendo così le relazioni con Taiwan. Una svolta cristallizzata l’anno successivo con la visita di stato a Panama di Xi Jinping culminata in 19 accordi di cooperazione nel commercio, infrastrutture e altri settori.

Questi trattati non sono stati solo vittorie economiche per la Cina, la visita del presidente cinese ha rappresentato l’intenzione di attirare i restanti alleati di Taiwan nella propria orbita. Il riconoscimento diplomatico di Pechino da parte di Panama ha causato un effetto a catena, infatti la Repubblica Dominicana ed El Salvador hanno entrambi tagliato i legami con Taipei.

Inoltre, nel 2018 Panama è diventato il primo paese latinoamericano a firmare un accordo sotto la Belt and Road Initiative. Considerando l’importanza di Panama, la prima mossa del governo cinese è stato l’avvio dei negoziati per un accordo di libero scambio. Sotto l’amministrazione Varela, i due governi hanno condotto cinque cicli di negoziati commerciali. Tuttavia, i colloqui sono stati sospesi quando il presidente panamense ha lasciato l’incarico e da allora non sono stati più ripresi.

Di fatto, nonostante il cambio di riconoscimento a favore della Cina, Panama continua ad avere un accordo di libero scambio con Taiwan. Pechino ha fatto pressioni sul governo panamense per scinderlo, ma a Panama rimane un certo sostegno per Taipei. Per esempio, il ministro del canale, Aristides Royo Sánchez, ha richiesto al governo d’istituire un ufficio commerciale in rappresentanza di Taiwan.

Di fatto, con l’amministrazione Cortizo i progetti cinesi a Panama hanno iniziato a essere ridimensionati, cancellati o respinti. Un progetto ferroviario ad alta velocità da 4 miliardi di dollari è stato cancellato. La costruzione di una linea di metro da 2,5 miliardi di dollari, che collega Panama City con la sua periferia occidentale, è andato alla Hyundaidella Corea del Sud invece che, come previsto in precedenza, a una società cinese. Il ponte del canale di Panama che doveva essere costruito da un’importante azienda statale cinese è stato ridimensionato. Inoltre, il governo ha dichiarato che sta valutando se rinnovare la concessione a Hutchison Ports che scadrà nel 2022. Infine, nell’aprile 2020, mentre il COVID-19 cominciava a dilaniare l’America Latina, la sinistra del Senato ha proposto una legge che avrebbe consolidato ulteriormente le relazioni con Pechino. I senatori sostenevano che la pandemia avrebbe reso il sostegno cinese, sotto forma di maschere e ventilatori, ma anche investimenti, commercio e possibilmente un vaccino, cruciale nei prossimi anni. Tuttavia, la proposta è stata respinta in un Senato ancora controllato dal partito di destra. 

L’apertura verso la Cina avvenuta con l’amministrazione di Juan Carlos Varela (2014-2019) si è paralizzata quindi con l’attuale presidenza Cortizo. I colloqui commerciali congelati e i progetti cancellati suggeriscono che la pressione diplomatica degli Stati Uniti sul governo panamense sia stata efficace.

In Cortizo, Washington ha trovato un alleato più malleabile. Nel 2018 il segretario di Stato Mike Pompeo ha visitato Panama City per mettere in guardia contro “l’attività economica predatoria” delle imprese cinesi. Le pressioni statunitensi, per esempio, hanno messo fine ai piani della Cina di costruire una gigantesca ambasciata all’imbocco del canale sul lato del Pacifico.

L’istmo è centrale per la politica panamense, sia per la sua vitalità economica sia perché la cessione del canale da parte degli Stati Uniti è stata una pietra miliare fondamentale per Panama come nazione sovrana. Quindi la prospettiva che la bandiera cinese sventoli all’entrata del canale simboleggia la preoccupazione per l’erosione di questa sovranità.

Il dibattito politico in Paraguay riflette una discussione più ampia che infuria in tutta l’America Latina sull’influenza crescente della Cina. I paesi della regione sono alle prese con una serie di sfide alle loro economie e guardano sempre più spesso non al nord, ma all’est.

Le relazioni della Cina con Panama riflettono la enfasi strategica e la crescente influenza cinese nel continente latinoamericano. Una strategia che si concentra sull’integrazione economica attraverso il commercio, gli investimenti e i prestiti, che sono guidati sia dall’appetito della Cina per le materie prime che dalla sete di investimenti infrastrutturali della regione.

Lo statecraft economico di Pechino è sempre più utilizzato per espandere la sua presenza e la sua influenza in America Latina. L’economia panamense è stata una delle più colpite dalla pandemia COVID-19 con una contrazione del 17,9% nel 2020 che ha accresciuto la sua vulnerabilità alle avance cinesi. La posizione di Panama, sia come hub commerciale internazionale e sia come choke point, gli conferisce una notevole importanza strategica. Di fatto, questa ubicazione unica ha distinto le relazioni commerciali con Pechino rispetto a quelle con i suoi vicini latinoamericani.

Il commercio complessivo tra i due paesi è cresciuto notevolmente da quando Pechino è entrato nell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001. Le esportazioni panamensi verso la Cina sono cresciute da 2 milioni di dollari nel 2002 a 33 milioni di dollari nel 2019, mentre le importazioni sono aumentate da 41 milioni di dollari nel 2001 a 905 milioni di dollari nel 2019. 

In conclusione, la repentina apertura di Panama alla Cina è stata sostituita da un atteggiamento più prudente e distaccato nei suoi confronti. Washington è infastidito e sospettoso dell’attenzione cinese su Panama, quindi molto probabilmente il cambio di rotta del governo panamense è stato dovuto alle sue pressioni. L’importanza di Panama per gli Stati Uniti non è una novità e neppure lo è il valore geostrategico del paese centroamericano nella scena del commercio globale. 

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