ELEZIONI PARLAMENTARI A CIPRO: IN TESTA I CONSERVATORI, AVANZA L’ESTREMA DESTRA

Le difficoltà legate alla pandemia, la crisi migratoria e lo scandalo legato ai “passaporti d’oro” certamente hanno influenzato le preferenze degli elettori, portando ad una ridistribuzione dei seggi tra i partiti. 

Domenica 30 maggio si sono svolte le elezioni per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti, il Parlamento della Repubblica di Cipro. Il Parlamento cipriota è costituito da 80 seggi, di cui il 70% (56 seggi) riservati ai rappresentanti della comunità greco-cipriota del Paese e il 30% (24 seggi) riservati ai rappresentanti turco-ciprioti.

Il voto, tuttavia, ha consentito di assegnare solo i 56 seggi dei greco-ciprioti, in quanto, di fatto, i restanti 24 seggi sono vacanti sin dal 1964, anno in cui la comunità turco-cipriota decise di abbandonare il Parlamento, a seguito degli scontri che avrebbero portato all’autoproclamazione della Repubblica Turca di Cipro del Nord. 

Con un’affluenza del 65,72%, in lieve calo rispetto alle elezioni del 2016 ma comunque superiore alle aspettative, considerando le difficoltà connesse alla pandemia, sono stati oltre 366mila gli elettori ciprioti che si sono recati alle urne per votare. I partiti che hanno superato la soglia di sbarramento del 3,6% e che hanno ottenuto dei seggi in Parlamento sono 7: il partito di centrodestra DISY, il partito di sinistra AKEL, il partito di centrosinistra DIKO, l’estrema destra di ELAM, il centrosinistra di EDEK, il partito di centro DEPA e i Verdi di KOSP. Il voto di domenica scorsa ha confermato la maggioranza dei conservatori di DISY, il partito del presidente Nikos Anastasiades, ma ha anche portato ad una significativa ridistribuzione dei seggi tra i partiti. 

Il partito di centrodestra DISY, con il 27,77% dei voti, si conferma al primo posto ma, con un calo di quasi tre punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni, riscuote il peggior risultato degli ultimi 40 anni. Anche il partito di sinistra AKEL perde oltre il 3% dei consensi ma, con il 22,34% di voti, si attesta al secondo posto. Aumentano, invece, i consensi per il partito ultranazionalista di estrema destra ELAM che, con il 6,78% di voti, raddoppia i propri seggi in Parlamento. Molti partiti minori, infine, non hanno raggiunto la soglia di sbarramento e sono rimasti fuori. 

Il voto non altera la composizione del governo ma questo risultato, certamente, riflette l’influenza che i principali temi della campagna elettorale hanno esercitato sulle preferenze degli elettori. Le misure di contenimento della pandemia di Covid-19, il rilancio dell’economia del Paese, la gestione delle immigrazioni e la questione dei “Golden Visa”, infatti, in queste elezioni che rappresentano una sorta di banco di prova intermedio prima delle elezioni presidenziali del 2023, hanno messo a dura prova il partito del presidente Nikos Anastasiades, che tuttavia ne è uscito vincitore, ma con una maggioranza ristretta in Parlamento. 

Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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