IL PAKISTANI STREAM E LA COOPERAZIONE FRA MOSCA E ISLAMABAD

Lo scorso 28 maggio, il ministro dell’energia della federazione Russa e l’inviato pakistano hanno firmato il protocollo sulle modifiche all’accordo per la costruzione del gasdotto denominato “Pakistani Stream Gas Pipeline”.

Il gasdotto, formalmente noto come “North-South Pipeline” i cui lavori dovrebbero iniziare a luglio del prossimo anno, conterebbe 1,100 km di lunghezza per una capacità di 12.4 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, per un costo stimato di circa 2,25, miliardi che stando alle parole del viceministro dell’Energia Yanovsky, saranno finanziati per il 75% dal Pakistan e dal restante 25% dalla Russia.

Il progetto mira a collegare le città di Karachi nel sud del paese, a Kasur che si trova invece nel nord (da qui il nome North-South).

L’accordo, firmato inizialmente nel 2015, è stato più volte rimandato continuando però,  ad essere di fondamentale importanza per il paese per via delle carenze nella produzione e nelle importazioni di gas, eventualmente coperte dai progetti in corso.

I rapporti fra i due stati hanno a lungo risentito degli strascichi provocati dalla guerra d’indipendenza di quello che, fino agli anni ’70, era conosciuto come Pakistan orientale, oggi Bangladesh, sostenuto da Nuova Delhi a sua volta in buoni rapporti con L’Unione Sovietica (che arrivò a sostenere apertamente i due paesi in lotta contro il Pakistan). 

Ma da qualche anno, Mosca spinta anche dalle sanzioni occidentali è alla ricerca di nuovi partner, fra cui appunto il paese asiatico, contemporaneamente corteggiato da Pechino.

La collaborazione, fra Islamabad e Mosca non opera solo sul piano degli investimenti, ma anche sul piano militare preoccupando uno storico partner di quest’ultima nella regione: l’India.

Con la creazione del gasdotto, Mosca punta ad acquisire una maggiore influenza nel paese asiatico cercando quindi nuovi sbocchi non solo diplomatici, ma anche economici, visti i sempre maggiori attriti con l’occidente, ma l’obbiettivo non è facilmente raggiungibile e la Russia deve impegnarsi a non indispettire eccessivamente Nuova Delhi.

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