5 EYES, 9 EYES, 14 EYES. GLI INFINITI OCCHI DEL “GRANDE FRATELLO” AMERICANO

Secondo un’indagine interna ai servizi segreti militari della Danimarca, resa nota da un’inchiesta dell’emittente pubblica danese Dr, tra il 2012 e il 2014 l’Intelligence della Difesa danese (Fe) avrebbe collaborato con la National Security Agency (Nsa) nelle attività di spionaggio di politici francesi, svedesi, norvegesi e tedeschi, tra i quali la cancelliera Angela Merkel e l’ex ministro degli Esteri e attuale presidente della Repubblica Federale Germania (RFG) Frank Walter Steinmeier

1. Gli 007 danesi avrebbero raccolto, per conto dei colleghi americani e all’insaputa del governo di Copenaghen, dati, telefonate, messaggi, e-mail e chat transitanti dai cavi sottomarini che si dipanano nei fondali del Mare del Nord, prelevandoli dalla stazione di ascolto di Sandagergård, dalle piattaforme terrestri di atterraggio dei cavi (la penisola danese è sede di 3 Internet exchange pointsIxp) e da un data center situato sull’isola di Amager. I metadati venivano poi analizzati dalla Nsa attraverso un software denominato Xkeyscore.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito “inaccettabili le intercettazioni tra alleati”, mentre uno degli spiati, l’ex candidato alla leadership della Spd Peer Steinbrück, ha definito le notizie danesi uno “scandalo politico”. Le notizie confermerebbero infatti la prosecuzione dello spionaggio politico di paesi alleati anche dopo le vane promesse di Barack Obama di interromperlo dopo le rivelazioni fatte al Guardian e al Washington Post dall’ex contractor della Nsa Edward Snowden, che nel 2013 descriveva l’impareggiata potenza di fuoco cibernetica di Washington, le sue quotidiane operazioni di penetrazione su vasta scala nelle reti governative di mezzo mondo, i piani di intercettazione globale della Nsa, attivi anche nei confronti degli “alleati”.

Snowden riferì che negli anni della guerra globale al terrore, nel post-11 settembre, la Nsa aveva avviato programmi di intercettazione dei segnali (telefonate, sms, ecc.) a livello planetario, agganciando milioni di persone anche al di fuori degli Usa, compreso il telefono cellulare della cancelliera Angela Merkel e quelli di altri 35 leader mondiali, costringendo operatori telefonici come Verizon a consegnare i tabulati telefonici su base quotidiana e continuativa.

2. Le notizie danesi ci rammentano alcune caratteristiche della superpotenza egemone.

Anzitutto, l’ossessione geopolitica americana per Berlino. Socio fellone da presidiare ed osservare da vicino. Stante i suoi profondi legami geoeconomici con Russia e Cina. Accusato dagli 007 washingtoniani di coprire i rapporti della propria Intelligence, direttamente legata agli apparati di sicurezza americani, che denunciavano la penetrazione dell’influenza cinese in ogni settore della vita pubblica tedesca – politica, economia, cultura.

In secondo luogo, ci ricordano come gli Usa possano vantare una copertura satellitare e una rete d’intelligence planetaria. Unica al mondo. Grazie agli accordi di collaborazione e condivisione di informazioni stretti con gli apparati securitari di alleati e partner, nella disponibilità strategica dell’egemone americano dal punto di vista militare e di intelligence (vedi Germania, Italia, Giappone), perché create e infiltrate da “barbe finte” americane negli anni del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra.

Un network concentrico il cui nucleo è composto dalla rete spionistico-militare anglofona dei Five Eyes (Usa, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda), con paesi strategici come il Giappone sempre più integrati in essa in funzione anti-cinese, tanto da indurre Tokyo ad anelarne l’ingresso.

Peraltro, la stessa intelligence francese era coinvolta nei programmi di spionaggio di massa della Nsa, essendo parte dei Nine Eyes, insieme a Danimarca, Norvegia e Paesi Bassi, quali paesi d’appoggio dell’intelligence Usa nel Vecchio Continente in chiave anti-russa e anti-tedesca. Ai Nine Eyes si aggiungono i Fourteen Eyes, che ricomprendono anche Svezia, Italia, Spagna, Belgio e Germania, il cui servizio segreto estero aveva collaborato con i colleghi Usa nel monitorare obiettivi politici e economici in diversi paesi europei, tra cui la Francia.

Da notare, peraltro, come tutti questi paesi europei, pur essendo parte della catena del valore tedesco, dispongano di apparati fedeli strategicamente a Washington. Spettacolare dimostrazione della subordinazione dell’economia alla strategia.

3. Queste notizie non devono stupire. L’attività di spionaggio è vecchia quanto la geopolitica. Da sempre nazioni ed imperi ne hanno fatto ricorso per proteggere la sicurezza nazionale, per ottenere vantaggi competitivi, in tempo di pace ed in tempo di guerra, per acquisire informazioni di carattere strategico o tattico sulle intenzioni e sulle capacità di nemici ed amici.

Prima dello sviluppo delle tecnologie di informazione e comunicazione (Ict), ciò avveniva solo attraverso la human intelligence (HUMINT). Quindi, dopo l’invenzione di telegrafi, telefoni, aerei e satelliti, anche attraverso la ricognizione aerea e satellitare, l’intelligence dei segnali (SIGINT) e delle comunicazioni elettroniche (ELINT).

Avere a disposizione dati ed informazioni afferenti a collettività allogene significa disporre di un potenziale rilevantissimo se sfruttati ed analizzati in ottica geopolitica. Sia in chiave tattica, per condurre operazioni di destabilizzazione mediatica di massa e di disinformazione mirata. Sia in chiave strategica.

Per tentare di predire (attraverso gli algoritmi di intelligenza artificiale) ed anticipare i trends sociali, politici, economici ed antropologici delle masse. Per studiare la traiettoria geopolitica delle singole potenze, alleate e rivali. Per saggiarne il livello di accettazione della violenza da parte delle popolazioni autoctone. La loro disponibilità ad assimilare o integrare gli allogeni, a perseguire il benessere materiale e individuale piuttosto che la potenza geopolitica. Per cogliere in anticipo, indirizzare e manipolarne da remoto il corso politico/geopolitico in modo funzionale agli interessi dell’egemone.  

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from USA E CANADA