BRASILE E LE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEL 2022

Lula da Silva ha confermato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2022. Che cosa dicono gli ultimi sondaggi politici sulle intenzioni di voto dei brasiliani in merito alla prossima corsa elettorale?

L’ex presidente del Brasile Lula da Silva ha confermato ufficialmente la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2022 in un’intervista alla rivista francese Paris Match[1]. Nell’intervista pubblicata lo scorso 19 maggio, Lula ha dichiarato che non esiterà a disputare la corsa contro l’attuale Presidente del Brasile Bolsonaro. Quando gli è stato chiesto se è possibile che vi sia un Presidente Lula nel 2022, il leader del PT ha risposto tranquillamente che sì, è possibile, basta rivolgere la domanda al popolo brasiliano. Ha voluto aggiungere inoltre che se starà al vertice dei sondaggi alla corsa presidenziale, e in buona salute, certamente non esiterà a candidarsi. 

Molti sono i temi di cui ha voluto discutere nell’intervista, importanti per conoscere meglio il futuro oppositore dell’attuale Presidente di destra del Brasile Bolsonaro. Il leader della sinistra brasiliana ha sostenuto di essere stato un buon Presidente, di aver creato dei forti legami anche a livello internazionale con la Cina, la Russia, gli Stati Uniti, l’Africa, l’Europa e la stessa America del Sud. Con lui il Brasile è diventato un importante player nello scenario mondiale creando, tra l’altro, relazioni con altri Paesi del Sud del mondo, come l’Africa e il Medio Oriente, con l’obiettivo di stabilire e rafforzare la relazione e la cooperazione Sud-Sud e dimostrare, una volta per tutte, che il predominio geopolitico del Nord (dei Paesi dell’emisfero nord) non è intoccabile.

La figura di Lula ha fatto notizia recentemente, non solo in Brasile ma anche a livello internazionale, a seguito della decisione del Supremo Tribunale Federale del Brasile (STF) di annullare le sue condanne penali riguardanti l’inchiesta giudiziaria brasiliana in materia di corruzione denominata Lava Jato. L’inchiesta, condotta dall’ex giudice (ed ex Ministro della Giustizia) Moro, per Lula è stata una grande farsa, una grande bugia che ha coinvolto non solo la magistratura ma anche i mass media brasiliani che lo hanno condannato ancora prima di essere giudicato in via definitiva.

Il carattere determinato del leader del PT si è potuto notare già dalla sua prima testimonianza in giudizio, quando ha ribadito a gran voce che era ‘pronto a lottare fino al suo ultimo respiro’ per provare che c’era stato un complotto unanime per non farlo concorrere alle elezioni politiche presidenziali. Che cosa ne pensa poi Lula del Presidente Bolsonaro? Certamente le critiche non sono mancate. Si sa che all’attuale Presidente della Repubblica ‘non interessano i movimenti sociali, i sindacati, i partiti di sinistra, i movimenti femministi, gli indigeni e le persone di colore. Bolsonaro ha inoltre incoraggiato molte volte i brasiliani a non attenersi alle misure di isolamento, a non usare la mascherina durante le manifestazioni di protesta e ha dichiarato che rimanere a casa è un comportamento da codardi’. 

Che cosa dicono gli ultimi sondaggi politici sulle intenzioni di voto dei brasiliani in merito all’imminente corsa elettorale? Molti sono i sondaggi che stanno circolando in Brasile negli ultimi mesi riguardo la sfida elettorale del 2022. Nell’ultimo sondaggio pubblicato dopo l’intervista di Lula alla rivista francese Paris Match, il leader del PT è in testa con il 45% delle intenzioni di voto contro il 37% di Bolsonaro, nel caso in cui vi fosse un ballottaggio al secondo turno delle elezioni presidenziali del prossimo anno (EXAME/IDEA)[2].

Secondo il fondatore dell’IDEA, che ha realizzato il sondaggio, è palese come il sempre maggior consenso verso Lula sia dovuto ad una sempre maggior insoddisfazione della classe medio-alta della gestione politica di Bolsonaro. L’attuale Presidente infatti sembra stia perdendo sempre di più popolarità, almeno rispetto determinati segmenti di popolazione, che risulta essere la chiave in una disputa per una possibile rielezione. Bolsonaro mantiene il consenso nella regione Nord, Sud e Centro-Ovest del Brasile, mentre Lula guadagna il Nord-Est e Sud-Est, le regioni con più elettori del Brasile.

La futura corsa alle elezioni presidenziali del Brasile sembra essere caratterizzata da un vero e proprio scontro a due tra Bolsonaro e Lula, tanto che gli eventuali altri candidati, secondo i sondaggi, sono sempre sconfitti da una delle due parti. Uniche eccezioni sembrano essere l’ex Governatore dello Stato del nord-est brasiliano Cearà, Ciro Gomes del Partito Democratico Laburista PDT che in un eventuale ballottaggio al secondo turno con Bolsonaro riuscirebbe a raggiungere il 37% delle intenzioni di voto, e il 35% nel caso in cui si dovesse scontrare con Lula. Un altro candidato, che sembra essere possibile di un quasi pareggio contro Lula in un eventuale secondo turno, è poi l’ex giudice ed ex Ministro della Giustizia del governo BolsonaroSergio Moro (40%).

Il recente sondaggio ha poi messo in evidenza come per il 54% dei brasiliani il Presidente Bolsonaro non meriti di essere rieletto per altri quattro anni di mandato, mentre per quanto riguarda il Presidente Lula, la percentuale scende al 50%. Il rifiuto verso l’attuale Presidente del Brasile è notevole anche tra quegli elettori a cui è stato chiesto quale candidato non voterebbero sicuramente alle prossime elezioni. Tra gli intervistati, infatti, il 39% ha dichiarato che non voterebbe certamente per Bolsonaro, seguito dal 36% che non voterebbe mai per Lula. 


[1] https://www.parismatch.com/Actu/International/Exclusif-Lula-Je-serai-candidat-contre-Bolsonaro-1738535

[2] https://exame.com/brasil/exame-ideia-lula-consolida-lideranca-para-2022-e-vence-bolsonaro-com-45/

Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso is Editor of IARI Latin America Section. MSc in International Affairs (2020), MSc in Global Economics and Social Affairs (2017) and BA in Communication applied to International and Affairs and Diplomacy (2015). Her main research interests are Latin American affairs,
with a focus on South American geopolitics and EU foreign policy towards Latin America.

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