QUESTA DIGA NON S’HA DA ATTIVARE

Il ministero degli Esteri etiope ha confermato martedì scorso che la seconda fase di riempimento della Grand Ethiopian Reinassance Dam (GERD) avverrà entro luglio. Egitto e Sudan sono contrari.

Il ministero degli Esteri etiope ha confermato martedì scorso che la seconda fase di riempimento della Grand Ethiopian Reinassance Dam (GERD) avverrà entro i tempi previsti, ovvero luglio di quest’anno. Tuttavia, Egitto e Sudan chiedono la necessità di firmare un accordo legale vincolante prima di questo passo.

Nel 2011 l’Etiopia ha avviato la costruzione della GERD sull’affluente del Nilo situato nell’altopiano settentrionale del paese, il Nilo blu, da cui proviene l’85 % delle acque del fiume. La messa in funzione della GERD consentirebbe ad Addis Abeba di diventare il maggiore produttore ed esportatore di energia idroelettrica nel continente africano, contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nazionale di cui il 65 % non dispone di energia elettrica sufficiente. D’altra parte, la sua attivazione significa per l’Egitto una perdita delle quantità d’acqua a diposizione pari al 20 % con conseguenti perdite economiche non indifferenti. 

Il Ministro sudanese dell’irrigazione e delle risorse idriche, Yasser Abbas, ha espresso più volte preoccupazione riguardo il riempimento della diga da parte dell’Etiopia in quanto minaccia la produzione elettrica delle dighe di Merowe e Roseires causando serie difficoltà agli oltre 20 milioni di sudanesi che vivono a valle del Nilo. 

La crescita demografica che ha caratterizza negli ultimi anni il bacino idrografico del Nilo ha portato ad un forte aumento della domanda d’acqua da parte dei due paesi più popolosi del continente africano: Egitto ed Etiopia. Il Cairo rivendica il suo diritto di utilizzo delle acque del fiume sulla base dei trattati coloniali – in particolare quello del 1959 che ha sancito l’egemonia del paese sul Nilo a discapito degli altri stati del bacino idrico – e dell’importanza economica, nonché culturale, di quest’ultimo nella storia del paese. Addis Abeba, invece, difende il suo diritto di utilizzo di questa preziosa risorsa sulla base di argomentazioni di natura idrografica in quanto il Nilo Blu, uno dei principali affluenti del fiume, ha origine proprio nel suo territorio. 

Ad oggi, nonostante gli sforzi statunitensi e dell’Unione Africana, nessun accordo è stato preso da parte dei tre stati ripariali in merito alla messa in funzione della GERD. Intanto luglio si avvicina e il rischio che scoppi una guerra per l’acqua si fa sempre più concreto.

Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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