POLITICA ESTERA EUROPEA: IL CASO DEL DIROTTAMENTO DEL VOLO RYANAIR

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Nonostante ci siano ancora dubbi sulle dinamiche del dirottamento del volo ryanair FR4978 verso la Bielorussia, il 24 maggio il Consiglio europeo si è riunito per discutere sulle misure da adottare contro il regime di Lukashenko, accusato di aver escogitato la deviazione dell’aereo. l’Europa ha congelato i 3 miliardi di aiuti destinati al paese, che già oggetto di sanzioni europee per via dei brogli elettorali e le pressioni violente da parte del regime. Dubbi sulle dinamiche del dirottamento del volo ryanair FR4978 verso la Bielorussia, il 24 maggio il Consiglio europeo si è riunito per discutere sulle misure da adottare contro il regime di Lukashenko, accusato di aver escogitato la deviazione dell’aereo. l’Europa ha congelato i 3 miliardi di aiuti destinati al paese, che già oggetto di sanzioni europee per via dei brogli elettorali e le pressioni violente da parte del regime.

Il volo Ryanair FR4978 partito da Atene e diretto a Vilnius è stato dirottato domenica 23 maggio verso Minsk, in Bielorussia, diventando un problema di politica estera europea. I ventisette paesi membri hanno adottato il giorno seguente delle sanzioni contro la Bielorussia, tra cui il congelamento degli aiuti destinati al paese e il divieto di volo nello spazio aereo comunitario per la compagnia Belavia. Charles Michel, presidente del Consiglio, ha commentato l’evento come una “minaccia internazionale che ha messo in pericolo la vita dei cittadini europei”. 

Secondo le ricostruzioni più recenti, mentre stava sorvolando la Bielorussia l’aereo della compagnia irlandese Ryanair è stato costretto dalle autorità nazionali ad atterrare col pretesto di un falso allarme bomba. Una volta atterrato a Minsk, la polizia bielorussa ha arrestato uno dei passeggeri a bordo: Roman Protasevitch, un blogger ventiseienne che in questi anni ha condotto e promosso diverse proteste contro il regime dittatoriale del presidente Lukashenko. La vicenda ha scatenato preoccupazione in molti paesi europei, che hanno chiesto l’immediata liberazione del blogger, oltre che delle sanzioni contro la Bielorussia. 

LA REAZIONE DEI PAESI EUROPEI

In Europa sul fronte sanzionatorio è necessaria l’unanimità, ed in effetti i Paesi hanno da subito mostrato durezza nei confronti della Bielorussia dopo l’accaduto. 

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato nelle ultime conferenze stampa il congelamento degli aiuti destinati al paese e la Commissione europea il 28 maggio ha presentato al Consiglio la bozza circa il sostegno economico a una futura Bielorussia democratica. Il piano riflette l’impegno dell’Unione europea a sostenere i desideri del popolo bielorusso per una transizione democratica pacifica nel paese dopo le elezioni presidenziali dell’agosto 2020, che non sono state né libere né eque. Una volta che la Bielorussia avrà intrapreso una transizione democratica, l’UE attiverà il piano di sostegno.

Una posizione altrettanto ferma e decisa è stata adottata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel, che ha immediatamente chiesto un approfondimento delle indagini da parte dell’Organizzazione Internazionale dell’aviazione civile. Proprio all’interno del Consiglio europeo c’è stato un giudizio unanime circa la condanna dell’azione, definita come un attacco alla sovranità europea. Pertanto, il Consiglio europeo ha deciso che ci saranno ulteriori sanzioni che colpiranno le persone coinvolte nel dirottamento, le imprese e le entità economiche che finanziano il regime bielorusso.

LA POSIZIONE DELLA BIELORUSSIA

La leader della Bielorussia democratica Sviatlana Tsikhanouskaya ha sostenuto il coinvolgimento dei servizi speciali del paese nel dirottamento al fine di fermare l’attivista. La Tsikhanouskaya ne ha chiesto tempestivamente il rilascio e ha anche chiesto di essere invitata al vertice del G7 che si svolgerà a giugno in Gran Bretagna.

Al contrario, il Presidente bielorusso nel suo primo discorso in pubblico dopo il dirottamento del volo ha accusato l’Occidente di portare avanti un “guerra ibrida” contro di lui,  il cui fine ultimo sarebbe quello di destabilizzare la Russia. Al contempo, Lukashenko ha giustificato l’arresto dell’attivista come legittimo dal momento che Protasevich è stato l’organizzatore di “sanguinose ribellioni” e promotore di tentativi di colpi di stato. 

È necessario ricordare che Lukashenko è al potere dal 1994 e a settembre ha assunto il suo sesto mandato. In questa occasione, non sono mancante le proteste e le manifestazioni per chiederne le dimissioni. 

INTANTO LA RUSSIA…

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov non ha condannato l’azione promossa dalla Bielorussia, al contrario ha esortato la comunità internazionale a “mantenere il sangue freddo”.  Mosca e Minsk sono alleati politici e soci commerciali e inoltre la posizione “cuscinetto” della Bielorussia, che si colloca tra la Russia e la Nato, è troppo strategica per Putin. Seppure diverse testate giornalistiche abbiano affermato che Putin non ha apprezza il carattere imprevedibile del presidente bielorusso, è stato anche sottolineato che quest’ultimo non si è mai opposto all’influenza di Mosca e non ha mai avuto intenzione di stringere i rapporti con la vicina Unione Europea. I leader europei continuano a sostenere un “coinvolgimento” russo e di nuovo vedono nelle azioni e nelle dichiarazioni del Cremlino un tentativo di indebolire l’Unione europea e gli Stati membri.  In questo contesto, l’Alto Rappresentante e la Commissione sono stati incaricati di presentare un rapporto al Consiglio europeo circa lo stato delle relazioni tra Europa e Russia. 

La Casa Bianca, invece, ha escluso il coinvolgimento della Russia ma ha condannato l’azione di Minsk per arrestare il reporter Roman Protasevich, azione che è stata definita come “un oltraggioso assalto al dissenso e alla libertà di stampa”. 

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