PHOENIX EXPRESS 2021: LA PROIEZIONE DELL’OMBRA STATUNITENSE SUL NORDAFRICA

Il 17 maggio è partita da La Goulette Phoenix Express 2021. L’esercitazione navale tesa a promuovere la cooperazione militare regionale nel Mediterraneo rappresenta un’occasione ghiotta per allargare il sistema di alleanze statunitense sul Nordafrica.

Gli USA di sicuro non soffrono il mal di mare: ad oggi l’America è l’unica potenza in grado di vantare una nerboruta indole talassocratica.

Il dominio della marina militare statunitense si estende sulla totalità delle acque presenti nel globo e quindi, naturalmente, arriva a coprire anche il Med Sea dove è dispiegata la United States Sixth Fleet. Ed è qui che sotto la guida del CNE-CNA sono riprese le esercitazioni militari congiunte dopo un anno di pausa forzata imposta dalla pandemia per coronavirus.

A fare da cornice a Phoenix Express 2021 sono questa volta le acque tunisine. Il training navale multinazionale -giunto quest’anno alla sua sedicesima edizione- ha avuto inizio il giorno seguente la cerimonia di apertura che si è tenuta presso il Centro Nazionale di Cartografia e Telerilevamento di El Aouina. 

Lunedì 17 maggio sono salpati dalla base navale di La Goulette, porto di Tunisi, quattro natanti della guardia costiera tunisina, cinque navi straniere e un’imbarcazione dell’AFRICOM. L’addestramento diretto dal Capitano Harry Knight terminerà il 28 maggio ed ospita 130 ufficiali appartenenti alle marine militari di tredici diversi paesi: Tunisia, Libia, Egitto, Mauritania, Algeria, Marocco, Italia, Malta, Grecia, Spagna, Francia, Belgio e Stati Uniti. 

La parte in mare degli esercizi si svolgerà a largo di La Goulette e della costa settentrionale di Biserta e prevederà il coinvolgimento di unità d’élite e di forze speciali quali ad esempio le SOF e le SOCAF.  Questi momenti di formazione in ambito di cooperazione regionale rappresentano fruttuose opportunità per implementare le skills operative e le pratiche comunicative di condivisione di informazioni-dati dei diversi partner

L’obiettivo sarebbe quello di sviluppare le capacità dei diversi apparati militari grazie allo scambio di expertise in materia di dispositivi di ritenuta e schemi tattici. Attraverso la pianificazione e l’esecuzione di scenari di formazione viene addestrata la competenza di interdizione di attività illecite in mare.  Entrando più nello specifico, l’intensificazione degli sforzi per la promozione della sicurezza nel Mediterraneo è tesa al contrasto della pirateria, della criminalità marittima, dei traffici illeciti, della migrazione irregolare e della pesca illegale.

L’esercizio di queste operazioni navali in concerto, guidate dalla U.S. Navy, simboleggia in realtà il primo step per il perseguimento di ambizioni ben più mirate e personali. L’approccio collaborativo euro-nordafricano, lungi dal preconizzato traguardo di realizzazione di obiettivi condivisi per le parti “in causa” e ancor più dal rappresentare una translatio imperii a favore di queste sul Med Sea, non sottintende nient’altro che una tattica statunitense pro domo sua.

In un bacino oggi tanto frastagliato da trovarsi quasi a rischio di scomposizione, le sole vetero-alleanze del Patto Atlantico non sono più sufficienti a garantire all’attore americano l’esercizio del proprio potere attraverso la VI Flotta.  Sotto questa luce, l’integrazione di un sistema di alleanze nordafricano a quello NATO, assume significato cogente: vuol dire stabilire una nitida gerarchia dove il gruppo di controllo agisce nei confronti degli alleati come fossero clientes.

Nell’area non esiste un nemico comune in ambito militare. Gli attori rivieraschi della costa settentrionale sono accomodati da decenni nella sfera d’influenza del Nuovo Mondo, mentre gli stati falliti della sponda meridionale vagano in maniera indefinita senza ricadere con precisione sotto alcun ombrello securitario.

Operazioni congiunte tra i diversi apparati militari infondono un sentimento amicale che quasi si confonde con alleanza. E per una potenza egemone come gli Stati Uniti d’America avere alleati significa dissuadere da ambizioni di potenza sobillatrici. Significa impedire che possa nascere un’altra potenza egemone in grado di contrapporsi a sé.

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