CPLP BUSINESS CONFEDERATION: UN PASSO IN AVANTI VERSO LA COOPERAZIONE ENERGETICA TRA I PAESI DELL’AFRICA PORTOGHESE

Credits: https://www.verangola.net/va/en/052020/Politics/20050/CPLP-Summit-to-be-held-in-July-2021-in-Luanda.htm

Il primo vertice d’affari della CPLP Business Confederation (Confederazione degli imprenditori della Comunità dei Paesi di lingua portoghese), che ha riunito circa 250 funzionari governativi e dirigenti aziendali della Guinea-Bissau, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Portogallo, Brasile e Mozambico, si è tenuto sotto il motto “Insieme siamo più forti e facciamo avanzare il mondo” a Simpopo, in Guinea Equatoriale.

Tale summit è stato considerato come un passo in avanti volto ad avviare lo sviluppo delle imprese in maniera sostenuta in quanto rende tangibili immense opportunità di business networking e strategie di costruzione; inoltre, esso ha offerto un importante impulso per rafforzare la futura collaborazione aziendale tra i Paesi protagonisti del vertice. Secondo gli organizzatori, l’obiettivo principale è quello di esplorare modi per attirare gli investimenti in blocco verso i Paesi membri, nonché rafforzare i legami economici tra essi e migliorare il contesto imprenditoriale.

Ma, durante il summit promosso dalla CPLP, non sono mancati i riferimenti alle problematiche politiche; infatti, il Presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang, ha sottolineato la gravità dei frequenti attacchi militari a Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, e ha ribadito la necessità di intervenire per porre fine a tali disordini da parte della  stessa CPLP: “La Repubblica del Mozambico è teatro di aggressioni perpetrate, pianificate e finanziate al di fuori dei suoi confini, e tale situazione ha determinato lo spezzarsi di vite umane, sfollamento della popolazione e distruzione delle proprietà personali e pubbliche, seminando così il terrore nel nord del Paese”. Sotto questo profilo, la CPLP non dovrebbe rimanere all’oscuro di questo clima di tensioni che va oltre le dimensioni di un semplice conflitto interno poiché si tratta di una vera e propria aggressione; di fatto, risolvere il problema del perdurante conflitto permetterebbe di vincere le sfide che i partner della CPLP devono affrontare e cercare modi per facilitare gli scambi e la cooperazione tra loro, alfine di attrarre maggiori investimenti. 

A tal proposito, Obiang ha dichiarato che: “Il nostro desiderio è che la comunità imprenditoriale colga questa opportunità per formare un fronte comune quando si tratta di affrontare le sfide che influenzano la sua attività. Dovrebbe anche sfruttare al meglio i suoi rispettivi vantaggi per partecipare attivamente alla promozione della cooperazione economica tra i Paesi CPLP, garantendo una corsia preferenziale proprio ai membri della CPLP”.

In questa cornice, il Presidente di Capo Verde, Jorge Carlos Fonseca, che ha partecipato virtualmente al vertice, ha sostenuto la creazione di una struttura doganale univoca per i Paesi CPLP, sostenendo che “È urgente creare soluzioni comuni per la protezione reciproca degli investimenti, riducendo o addirittura eliminando, ove possibile, la doppia imposizione e facilitare la circolazione di documenti pubblici all’interno della nostra comunità senza eccessivi oneri di autenticazione e di non privatizzazione”; da parte sua, il Presidente di São Tomé e Príncipe, Evaristo Carvalho, ha parlato della necessità di rendere sostenibili gli investimenti nei Paesi della CPLP, con particolare riferimento alla Guinea Equatoriale che stava vivendo un boom di risorse minerarie.

Tra le varie questioni affrontate durante la sessione di due giorni del vertice, è emerso un particolare interesse per quel che concerne lo sfruttamento minerario e lo sviluppo della produzione del petrolio e del gas all’interno del blocco. A tal riguardo, il panel dedicato allo sviluppo energetico nel quadro della CPLP ha toccato ampiamente le varie dimensioni e gli aspetti cardine del settore; infatti, il Ministro delle miniere e degli idrocarburi della Guinea Equatoriale ha suggerito la creazione di un progetto comune dei Paesi di lingua portoghese per l’esplorazione del gas, sottolineando la necessità di una transizione energetica più lunga in alcuni Paesi africani. 

De facto, è molto importante che i Paesi produttori di idrocarburi come Guinea Equatoriale, Angola, Mozambico o Brasile e Portogallo, possano lavorare su un progetto coordinato nell’area della CPLP con lo scopo di essere in grado di sfruttare il gas a vantaggio delle loro economie. D’altra parte, ciò dovrebbe avvenire nel breve termine poiché sarà sempre più difficile ottenere finanziamenti per sviluppare prodotti energetici localmente perché, come è evidente, si presenta un alto tasso di competitività a livello mondiale per quel che riguarda il portare avanti la transizione energetica dagli idrocarburi alle energie rinnovabili.  D’altro canto, però, secondo alcuni osservatori in Paesi africani come la Guinea Equatoriale questa transizione richiederà almeno altri 20 anni per poter raggiungere il livello dei Paesi sviluppati.

In questo contesto, è importante evidenziare che, durante il summit, i funzionari governativi della Guinea-Bissau, Capo Verde,  São Tomé e Príncipe nonché i rappresentanti di Portogallo, Brasile e Mozambico hanno messo in luce il ruolo dei governi nell’attrarre investimenti esteri; infatti, parlando durante la sessione plenaria, Luís Moreira Testa del Partito Socialista del Portogallo ha spiegato che con l’avvento delle energie rinnovabili il Portogallo ha il potenziale per passare da semplice consumatore di energia alla sua produzione: “gli idrocarburi serviranno nei prossimi decenni come combustibili di transizione e il Portogallo è un grande consumatore di gas naturale, proveniente principalmente dall’Algeria”. Secondo Luis Testa, i gasdotti che trasportano gas dall’Algeria potrebbero presto prelevarlo dalla Guinea Equatoriale o in Mozambico e ciò potrebbe rivelarsi una grande opportunità per la CPLP di divenire un produttore competitivo a livello globale. 

Questa visione è stata condivisa dallo stesso Ministro del Commercio, dell’Industria e dell’Energia di Capo Verde, Alexandre Dias Monteiro, il quale, anche se ha valutato la mobilità all’interno della comunità di lingua portoghese come un fattore critico per la creazione di un quadro favorevole per le imprese e gli investimenti esteri, ha sottolineato i progressi compiuti in questo settore negli ultimi anni che dovrebbero consentire di raggiungere un accordo di mobilità al prossimo vertice dei capi di Stato e di governo nel luglio 2021 a Luanda.

Inoltre, il Ministro dell’Economia della Guinea-Bissau, Victor Mandinga, ha ribadito l’urgenza di creare un’agenzia di promozione degli investimenti a livello comunitario per garantire una continua comunicazione tra le imprese energetiche di ciascun Paese appartenente alla CPLP. D’altronde, è chiaro che questo meccanismo è essenziale alfine di rendere la legislazione sugli investimenti più omogenea, determinando così una distribuzione delle opportunità di investimento tra i partner della CPLP.

In ultimo, proprio alfine di favorire gli investimenti nel settore energetico dei Paesi della CPLP, si è proposto agli Stati membri di accelerare il processo di creazione della Banca comunitaria di sviluppo della CPLP per facilitare il finanziamento dei progetti nel quadro della cooperazione energetica; sotto questo profilo, la banca potrebbe essere uno strumento in grado di sostenere i progetti delle piccole, medie o grandi imprese, superando così la difficoltà di accesso al finanziamento che spesso ha un costo elevato nei Paesi dell’area africana di lingua portoghese .

Un ulteriore ambito rilevante che deve essere considerato riguarda l’aspetto giuridico che caratterizza la creazione della cooperazione energetica della CPLP; sotto questo profilo, Edite Ten Jua, Ministro degli Esteri di São Tomé e Príncipe, ha messo in luce l’importanza di creare un clima di fiducia per attrarre investimenti sia in termini di protezione giuridica e giustizia fiscale, sia in termini di semplificazione delle procedure amministrative.

Allo stesso modo, Salimo Abdula, Presidente della Comunità dei Paesi di lingua portoghese, ha proposto la creazione di un tribunale arbitrale della CPLP perché, pur essendo uniti dagli stessi interessi economici, potrebbero sorgere conflitti tra le parti interessate; di fatto, questo tribunale renderebbe più facile risolvere le controversie tra imprenditori nella comunità. Inoltre, al momento il progetto sulla creazione della Corte Arbitrale CPLP è in una fase molto avanzata: infatti, un’equipe di esperti è stata formata e sta lavorando duramente sull’argomento, producendo diverse proposte di documenti e definendo un modello ideale per la costruzione del tribunale arbitrale. 

Gas, turismo, agricoltura, pesca, valorizzazione del patrimonio, banche e formazione sono alcuni dei settori di intervento delle imprese portoghesi che hanno partecipato al vertice aziendale; un segnale molto forte che preannuncia un futuro di sviluppo economico per gli Stati africani parte della CPLP. C’è sicuramente ancora molta strada da fare, ma le basi poste dal summit sono un ottimo punto di partenza. 

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