LA CINA FA SUL SERIO CON IL NUCLEARE

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Pochi giorni fa la Cina e la Russia hanno dato avvio ad un grande piano di cooperazione nucleare che porterà  due loro istituti a collaborare per la costruzione di 4 reattori nelle centrali elettriche cinesi di Tianwan e Xudapu.

La componente energetica del sistema economico cinese è arrivata ad una grande svolta. Si sono, infatti, aperti i lavori per l’ attivazione di 4 reattori nucleari in 2 centrali elettriche cinesi, quella di Tianwan e quella di Xudapu. Questo è il risultato di un accordo di cooperazione energetica nucleare tra la Cina e la Russia, risalente al 2018.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta in video conferenza e vi hanno partecipato sia Putin che Xi Jinping e tutti i membri delle delegazioni nazionali per l’energia atomica. Puntando sull’energia nucleare, la Cina dimostra di mantenere fede alla promessa fatta di fronte alle NU di diminuire le proprie emissioni di anidride carbonica e l’uso del carbonio entro il 2060. In particolare, è da sottolineare l’importanza dell’intervento del capo della commissione per l’energia nucleare cinese, He Lifeng che, entrando nei dettagli tecnici, ha affermato che i reattori VVER-1200 raggiungeranno la loro massima potenza nel 2026, riducendo le emissioni di anidride carbonica di 30, 7 milioni di tonnellate.

Come si svolgerà nel concreto la collaborazione? Essa si basa su un accordo tra la China National Nuclear Corporation, di proprietà statale, e la russa Rosatom State Atomic Energy Corp, per il quale la prima attingerà i componenti necessari per la costruzione dei reattori, dei loro impianti, compreso, lo scudo di protezione, e il know-how tecnico proprio dalla seconda.

Alcune fonti interne riportano, però, diverse informazioni, secondo le quali il numero dei reattori, soprattutto di quelli della centrale Tianwan, dovrebbe essere maggiore: si parla di 8 reattori, di cui 4 provengono proprio da Rosatom e 3 di quest’ultimi sono attivi, in modalità commerciale, dal 2007. Sempre secondo le stesse fonti poi, solo i primi reattori delle centrali sarebbero di origine russe, perché la Cina punterebbe a crearne dei propri o a produrli in collaborazione con la stessa Russia.

Dunque, questo passaggio di competenze e conoscenze non è assolutamente fine a stesso, ma mirerebbe ad allargare e perfezionare quelle cinesi. Ciò potrebbe essere confermato dal fatto che la Repubblica Popolare Cinese, in realtà, ha già una propria industria nucleare ad uso commerciale, che si è concentrata nella costruzione di reattori, di tipo Hualong, che fatica a crescere a causa delle regole molto rigide che disciplinano il settore, anche nel caso delle esportazioni, come dimostra il fallimento del tentativo di esportarli in Gran Bretagna.

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