VERSO UNA NUOVA INTIFADA PALESTINESE?

Le recenti tensioni a Gerusalemme Est, in particolare nel quartiere di Sheikh Jarrah, fanno presagire a una nuova Intifada Palestinese

Dall’inizio del mese di Ramadan Gerusalemme Est è teatro di affrontamenti violenti tra gruppi nazionalisti ebrei, forze di sicurezza israeliane e comunità arabe residenti nell’area. Gli scontri hanno causato centinaia di feriti e molti arrestati nelle ultime settimane. In quest’area vivono circa 358.000 palestinesi e 225.000 ebrei israeliani. Gli ultimi risiedono nei quartieri più moderni, come Gilo e Ramat Shlomo.

All’inizio di quest’anno un tribunale distrettuale di Gerusalemme ha stabilito lo sgombero forzato e l’espropriazione di centinaia di famiglie palestinesi residenti nell’area orientale della città per permettere alle famiglie ebree di riappropriarsi delle abitazioni appartenenti alle loro famiglie prima del 1948, anno d’inizio del conflitto arabo-israeliano, sulla base di una legge emanata da Israele nel 1970.

Il quartiere maggiormente interessato da queste nuove operazioni di sfratto è Sheik Jarrah dove risiedono 3000 palestinesi, discendenti delle comunità arabe che nel 1948 sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni.  

A seguito dell’accordo del 1956 tra la Giordania e l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro (UNRWA) era stato promesso alle famiglie arabe un alloggio nell’area in questione ma l’annessione di Gerusalemme Est ad Israele nel 1967 ha impedito l’attuazione di tale decisione.

Al termine della Guerra dei sei giorni, infatti, Israele ha preso il controllo su Gerusalemme Est, la Cisgiordania e Gaza.  Oggi, se Israele continuerà ad agire indisturbata, il destino del quartiere di Sheik Jarrah sarà di essere abitato da nazionalisti ebrei di destra e 200 famiglie palestinese saranno costrette allo sfratto.

I due principali movimenti politici palestinesi – Fatah e Hamas – si sono entrambi espressi sulla questione di Sheikh Jarrah. Il leader dell’ala armata di Hamas, Mohammad Deif, ha dichiarato che Israele pagherà “un prezzo pesante” in caso di espulsione delle famiglie palestinesi.

Muhammad Abbas, il presidente in carico dell’Autorità palestinese, ha detto di voler appellare la Corte penale internazionale chiedendo di includere il caso di Sheikh Jarrah nelle indagini relative ai presunti crimini di guerra compiuti da Israele.

A fine gennaio dello scorso anno il famigerato ‘’Accordo del Secolo’’ proposto dall’amministrazione Trump prevedeva ampie concessioni territoriali allo stato di Israele ostacolando la soluzione dei due stati. Poco dopo il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato l’intenzione di annettere allo stato di Israele gran parte dei territori della Cisgiordania, a discapito delle comunità palestinesi.

In conseguenza di ciò, nonché del processo di normalizzazionetra Israele e i paesi arabi avviato dagli Emirati Arabi Uniti, le fazioni politiche palestinesi avevano scelto di accantonare le loro divergenze sugellando, dopo anni di conflitti e rivalità interne, un accordo storico per dare nuova vita alla soluzione dei due stati. 

Oggi si profila il rinvio delle elezioni legislative palestinesi, fissate per il 22 maggio, complice la preoccupazione americana verso il rafforzamento di Hamas e l’eventualità che Israele impedisca l’apertura delle urne a Gerusalemme Est. 

 In considerazione di ciò, si prevedono nuovi disordini nei territori occupati e il fulcro della nuova Intifada palestinese potrebbe essere proprio Gerusalemme Est dove si trova il quartiere di Sheikh Jarrah, epicentro di una nuova Nakba

Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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