LA TRAGEDIA DEL COVID IN INDIA RINSALDA IL DECENNALE LEGAME TRA MOSCA E NUOVA DELI

La situazione della nazione nell’Asia Meridionale sembra apparire giorno dopo giorno sempre più drammatica e nonostante il mondo tenga la situazione sempre sotto la lente di ingrandimento, l’unico Paese straniero che ad oggi sembra essersi realmente interessato alla vicenda è la Russia. Esiste qualche motivo in particolare dietro il forte interessamento di Mosca?

Più di 3.689 decessi per Covid-19 in India, il numero più alto registrato in un solo giorno dall’inizio della pandemia. Ad oggi le vittime complessive sono almeno 215.542, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute del Paese.

L’interesse di Mosca è da ricercarsi nella sinergica collaborazione indo-russa che non è di recente origine; le intense relazioni  bilaterali tra i due paesi sono iniziate dopo la seconda metà del secolo scorso, con l’inizio della Guerra Fredda. In quel periodo inizia una decisa collaborazione tra l’India e l’Unione Sovietica (URSS) basata su una simbiotica relazione strategica, militare, economica e diplomatica.

 Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica , la Russia ha ereditato il fiduciario rapporto con l’India; questo ha fatto si che anche il nuovo soggetto di diritto internazionale – la Federazione Russa – potesse continuare a condividere quella relazione speciale che era stata specifica dell’URSS. Sia la Russia che l’India definiscono questa relazione come una “partnership strategica speciale e privilegiata”

Tradizionalmente, il partenariato strategico indo-russo è stato costruito su cinque pilastri principali: politica , difesa , energia nucleare civile , cooperazione antiterrorismo e spazio. Questi pilastri  sono stati citati in occasione di un discorso tenuto dall’ex ministro degli esteri indiano Ranjan Mathai in Russia. 

Tuttavia, negli ultimi anni una sesta componente economica è cresciuta in importanza, con entrambi i paesi che hanno fissato l’obiettivo di raggiungere i 30 miliardi di dollari nel commercio bilaterale entro il 2025, da circa 9,4 miliardi di dollari nel 2017. Per raggiungere questo obiettivo, entrambi i paesi stanno cercando di sviluppare un accordo di libero scambio; in ragione di ciò il commercio bilaterale tra i due paesi nel 2012 è cresciuto di oltre il 24%. 

Nell’ultimo decennio le relazioni bilaterali dei due Paesi, grazie anche alla bonhomie condivisa dai rispettivi leader dei paesi, il primo ministro Narendra Modi e il presidente Vladimir Putin, hanno visto un’ulteriore crescita e sviluppo, come dimostrato dal caloroso incontro avvenuto tra i due leader nel 2018 a Sochi. 

Dati i recenti nefasti sviluppi,  dopo la telefonata di mercoledì 28 aprile scorso, con il primo ministro Narendra Modi, il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato al leader indiano che Mosca è impegnata ad aiutare Nuova Delhi. Motivo per cui, prontamente già all’indomani di quella chiamata, l’India ha ricevuto, giovedì 29 aprile, la sua prima spedizione Russa di aiuti relativi a COVID, con oltre 20 tonnellate di materiale, inclusi i ventilatori per l’ossigeno e il farmaco “Coronavir”, che viene utilizzato come sostituto di Remdesivir nel paese asiatico. Più specificatamente il pacchetto di aiuti russi comprende 20 unità per la produzione di ossigeno, 75 ventilatori, 150 monitor medici e 200.000 confezioni di medicinali.

Due voli urgenti operati dalla russa EMERCOM sono arrivati ​​qui oggi, che hanno portato un carico con un peso totale di 22 tonnellate. Si tratta di ventilatori per l’ossigeno, apparecchiature per la ventilazione polmonare, monitor da comodino, medicinali, incluso Coronavir e altri prodotti farmaceutici essenziali “, ha detto l’ambasciatore russo in India Nikolay Kudashev in una dichiarazione nelle prime ore di giovedì mattina.

Come già anticipato in precedenza, il rapporto di solidarietà e amicizia tra Mosca e Nuova Delhi non è di certo nuovo; infatti, proprio l’India aveva, a sua volta, aiutato – con forniture di emergenza di idrossiclorochina – la Russia durante la prima ondata di Covid avvenuta nel marzo 2020. ” È un comportamento che ricordiamo e apprezziamo ”, ha continuato Kudashev, definendo inoltre la “lotta congiunta” contro il coronavirus come l’area più importante della cooperazione bilaterale al momento; a ciò si aggiunga che l’ambasciatore russo ha osservato che le prime consegne del vaccino Sputnik V saranno consegnate anche in India a partire dal prossimo mese.

A conferma di ciò, le parole dell’ambasciatore russo non lasciano adito a nessuna interpretazione “La Russia sta seguendo da vicino la situazione in India, che sta diventando sempre più allarmante per la diffusione senza precedenti dell’infezione da coronavirus. Siamo sinceramente empatici con il popolo indiano grazie alle nostre relazioni tradizionalmente calorose e amichevoli“.

In attesa che le massicce dosi di Sputnik V arrivino in India, la casa farmaceutica russa Pharmasyntez ha affermato che è pronto a consegnare fino a un milione di confezioni di farmaco antivirale Remdesivir entro la fine di maggio.

L’interesse di Mosca  per l’India  non è da ricercarsi solamente nella volontà di venire in aiuto di una nazione amica, ma deve essere inquadrato nella realpolitik che il Cremlino sta cercando di attuare sul continente asiatico, che deve suo malgrado condividere con due potenti economie, una emergente nella parte meridionale, l’India, e l’altra già pienamente matura, la Cina.

Va specificato che Mosca utilizza le proprie relazioni privilegiate con l’India in funzione anticinese, motivo per cui la Russia attualmente è uno degli unici due paesi al mondo (l’altro è il Giappone) che ha un meccanismo per le revisioni annuali della difesa a livello ministeriale con l’India.  

La Commissione intergovernativa indo-russa (IRIGC) è uno dei meccanismi governativi più ampi e completi che l’India abbia avuto con qualsiasi paese a livello internazionale e quasi tutti i dipartimenti del governo indiano vi partecipano. La strategia russofila e anticinese che l’India sta attuando nella regione già da qualche anno è stata presa di mira già da tempo dagli Stati Uniti, i quali, più volte hanno provato a divenire partner privilegiati di Nuova Delhi in modo da rompere definitivamente l’idillio diplomatico con Mosca.  In merito a ciò, il ministro degli Esteri russo, Sergey Larvov, ha accusato l’Occidente di cercare di minare la stretta collaborazione della Russia con l’India. 

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