UN NUOVO MINISTRO DEGLI ESTERI PER IL BRASILE

Il Brasile dà il benvenuto al nuovo Ministro degli Esteri Carlos Alberto França che già dal suo discorso di insediamento delinea le priorità della politica estera brasiliana per il 2021.

Qualche settimana fa il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha nominato l’ambasciatore Carlos Alberto Franco França come nuovo ministro degli esteri del Brasile, dopo le dimissioni (dovute alle notevoli pressioni politiche e malcontento da parte del Congresso brasiliano) del ministro Ernesto Araújo.

L’ambasciatore, di 56 anni e con una laurea in giurisprudenza e relazioni internazionali conseguita all’Università di Brasilia (UNB) ricopriva il ruolo di Assessore Capo presso il Gabinetto del Presidente Bolsonaro. Descritto da molti come una persona ‘discreta’ e con pluriennale esperienza, durante la sua carriera diplomatica ha attuato all’estero presso le Ambasciate brasiliane negli Stati Uniti, Bolivia e Paraguay, dedicandosi soprattutto al tema dell’energia.

Dal suo discorso di insediamento all’Itamaraty dello scorso aprile è possibile delineare quali siano le priorità della politica estera per il Brasile, almeno per quest’anno: diplomazia della salute, economica e sviluppo sostenibile. Il Brasile non può più perdere tempo, così come sottolineato dal nuovo ministro, il Paese vive un momento di urgenze in ambito sanitario, economico e in materia di sviluppo sostenibile. 

Il tema della salute e della lotta alla pandemia da COVID-19 è un compito che spetta anche al ministero degli esteri attraverso la cosiddetta diplomazia della salute portata avanti anche dal lavoro delle missioni diplomatiche e consolati brasiliani nel mondo.

Fondamentale sarà sviluppare molteplici relazioni, contatti con i governi e con i laboratori, e l’impegno di França sembra star proprio in questo: più diplomazia per poter portare maggiori risultati per la vita dei brasiliani. Più diplomazia significa una maggiore cooperazione internazionale, senza esclusioni o preferenze. Per esempio, in merito al tema, l’Itamaraty sta attualmente portando avanti un’iniziativa sul commercio e salute presso l’OMC – Organizzazione Mondiale del Commercio.

Una seconda urgenza è quella economica, nelle parole del Presidente Bolsonaro ‘i brasiliani vogliono due cose: il vaccino e poter lavorare’. Per far crescere il Brasile, per garantire una maggiore occupabilità c’è bisogno di modernizzazione, ovvero più commercio ed investimenti, una maggiore e migliore integrazione globale e partecipazione nelle catene globali di valore, dunque promuovere le negoziazioni commerciali a livello internazionale. Non esiste una modernizzazione senza un’esposizione del Brasile ai più elevati standard di politiche pubbliche per questo è importante sempre di più rafforzare le relazioni con l’OSCE.

Una modernizzazione significa un’apertura al mondo e per questo la politica estera brasiliana condotta dal ministro França si propone essere universalista e guidata dalla protezione dei legittimi interessi del Brasile. La terza urgenza quella dello sviluppo sostenibile e del cambiamento climatico. Risulta prioritario che il Brasile si possa dedicare alle energie rinnovabili, che vi sia un settore elettrico con basse emissioni di carbonio, un agrobusiness che possa essere sostenibile e delle politiche ambientali ben strutturate (e che il Paese si pre-occupi ad adempiere agli impegni stipulati con l’Accordo di Parigi). 

Per il nuovo integrante dell’Itamaraty, la chiave per far fronte a tutte queste urgenze è il dialogo. Un dialogo multilaterale che non significa aderire ad ogni singolo tentativo di consenso che possa emergere a livello internazionale, bensì un dialogo basato sulla tutela dei valori e degli interessi del Brasile, un dialogo diplomatico che possa dare la possibilità di adempiere agli impegni e ad un consenso multilaterale che possa comunque essere espressione della sovranità nazionale brasiliana.

Un dialogo che promuova non solo le relazioni internazionali, ma anche le relazioni regionali, fondamentali per lo sviluppo del Paese, come per esempio il processo di integrazione regionale nel Mercosur. Il dialogo esterno può essere possibile solo se vi è un dialogo interno, a livello politico e con il settore produttivo e sociale.

Il nuovo ministro degli esteri ha assunto la guida dell’Itamaraty in un momento storico che vede il Brasile segnato da molteplici sfide. Ha giurato di condurre le relazioni estere promettendo di ‘costruire ponti’(e non innalzare muri) e di promuovere politiche pubbliche, perché la politica estera altro non è che una politica pubblica e come tale deve essere al servizio dei brasiliani.

Molte sono le sfide che França dovrà affrontare durante il suo mandato, ma maggiore sembra essere la sua volontà pubblica nel superarle. Citando l’ex diplomatico brasiliano Barone di Rio Branco auspica, in conclusione, di riuscire a coniugare l’apertura al mondo, la difesa della pace e del diritto e il rafforzamento della sovranità nazionale.

Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso è analista e membro della redazione geopolitica dello IARI, scrive per la sezione “America Latina” occupandosi principalmente di geopolitica sudamericana.

Nicole Bruttomesso is an Italian political analyst and member of the editorial staff of the Institute of International Relations Analysis (IARI). She writes for the Latin American section, focusing mainly on South American geopolitics.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from AMERICA LATINA

URUGUAY, CINA E L’OMS

Il Presidente dell’Uruguay Lacalle Pou ha rimarcato l’appoggio della Cina di Xi Jinping nell’affrontare la pandemia