LA CRISI INDIANA E LA SUA PORTATA GLOBALE

La crisi indiana potrebbe portare ad una crisi economica mondiale.

La seconda ondata di Covid-19 ha messo in ginocchio l’intero sistema indiano, ormai giunto al collasso, aprendo una vera e propria crisi umanitaria. Al dolore e alla sofferenza umana per le migliaia di morti, che vengono registrate giornalmente, si aggiungono le preoccupazioni delle autorità per la possibilità che la crisi incida, fin troppo, sull’andamento economico internazionale. Cerchiamo, dunque, di capirne il perché. Per rispondere è necessario fare un breve recall della situazione indiana, pre e post Covid. 

Secondo i dati provenienti dalle autorità economiche e finanziarie mondiali, l’India è la quinta economia del mondo, con una popolazione di 1,4 miliardi di persone e con dei tassi di crescita davvero elevati che, pre-Covid, si aggiravano tra il 4-8%.

A causa della prima ondata, l’economia indiana ha subito una forte battuta di arresto, in quanto le misure molte rigide di lockdown hanno inciso su ogni tipo di settore, soprattutto quello primario, provocando un aumento considerevole sia della disoccupazione sia della povertà.

Ciò nonostante, il governo sperava che, con il ritorno ad una certa normalità e introducendo alcuni leggeri correttivi di ammortizzazione sociale, l’economia indiana potesse ripartire. Il sopraggiungere della seconda ondata ha però allontanato ogni ipotesi speranzosa. Nel giro di pochi giorni la situazione è diventata insostenibile sotto ogni punto di vista, soprattutto sanitario ed economico.

Come può la crisi indiana trasferirsi sul piano internazionale? Ciò può avvenire, in primis, per la necessità di ridurre la diffusione della variante indiana, portando le compagnie di volo, i punti aeroportuali e tutte le aziende, che lavorano in questo settore, a ridurre il più possibile i rapporti con l’India, almeno fino a quando la situazione non sarà sotto controllo.

Meno contatti significa avere meno lavoro. Un secondo motivo riguarda l’industria farmaceutica indiana: essa, in termini di volume, si posiziona al terzo posto in tutto il mondo. L’ India produce un’ampia fetta delle esportazioni dei farmaci generici a livello mondiale (20%) e il 70% dei vaccini, tra cui anche l’AstraZeneca.

Dalle sue forniture, dunque, dipendono quelle di altri Paesi. Se queste forniture subissero dei ritardi o degli annullamenti, quasi tutta l’assistenza sanitaria mondiale ne risentirebbe. Anche il settore dei servizi globale è messo in pericolo; questo dipende dal fatto che l’India fornisce servizi di back-office per attività, economiche e sanitarie, svolte in tutto il mondo occidentale (USA e UE), ma l’ esecuzione di queste attività, attualmente, è messa in seria difficoltà dalla drammatica situazione vissuta dalla popolazione indiana. Infine, potrebbe risultare difficile per l’India rispettare anche gli impegni commerciali assunti con l’UK dopo la Brexit.

Da questa breve analisi, si può intuire come l’interconnessione e l’interdipendenza economica tra il sistema indiano e quello internazionale siano veramente reali e significative. Diventa, dunque, un imperativo categorico, per tutta la comunità internazionale, cercare di intervenire il prima possibile per evitare che il sistema economico internazionale risenta, fin troppo, delle difficoltà indiane, provocando un ulteriore down nella ripresa. 

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