IL DESTINO DEL PARAGUAY SI GIOCA TRA CINA E TAIWAN

Il Paraguay è l’unico paese del Sud America a riconoscere Taiwan. Al momento però, l’alleanza sembra rivelarsi controproducente: il Paraguay si ritrova senza vaccini e il governo di Pechino è dietro l’angolo.

L’alleanza con Taiwan

Il Paraguay fa parte dei 15 stati al mondo che riconoscono Taiwan come legittimo rappresentante della Cina continentale ed è anche l’unico in America Latina. Le relazioni tra i due paesi, instaurate a partire dal 1957 e incentrate su visite bilaterali e accordi di libero scambio, si sono rivelate estremamente solide negli ultimi anni. In cambio del riconoscimento da parte del Paraguay, lo Stato di Taiwan si è fatto promotore di programmi di assistenzasociale ed infrastrutturale che hanno spesso avvantaggiato la popolazione paraguaiana. Tuttavia, al momento, il riconoscimento di Taiwan come rappresentante ufficiale del governo cinese sembra creare alcuni problemi al paese sudamericano, che si ritrova isolato, senza vaccini contro il Covid-19 e a corto di alleati che possano distribuirgliene.

Di fatti, appoggiando esplicitamente il governo di Taipei, il Paraguay è impossibilitato ad acquistare dosi di vaccino direttamente dal governo di Pechino, principale fornitore delle altre nazioni sudamericane. La crisi legata alla pandemia di Covid-19 sta avendo forti ripercussioni in Paraguay: negli ultimi giorni i casi di Covid-19 sono aumentati rapidamente ed il sistema sanitario sembra essere vicino al collasso. La situazione, assai critica, ha inoltre causato varie proteste durante il mese scorso: la popolazione paraguaiana è scesa in piazza dimostrando il proprio disappunto verso la gestione della pandemia da parte del Presidente Mario Abdo Benítez.

Per tali ragioni, al momento, l’alleanza con Taiwan sembra rivelarsi controproducente. La mancanza di vaccini ed il conseguente aggravarsi della crisi sanitaria ed economica potrebbero rivelarsi fatali per il Paraguay, un paese di piccole dimensioni, fortemente impoverito dalla pandemia e con gli ospedali bloccati. Con sette milioni di abitanti, il governo di Taipei ha, ad oggi, ricevuto solamente 160 mila vaccini, di cui 20 mila dosi del vaccino cinese offerte al Paese dal Cile. 

La strategia cinese

La presenza di un numero assai limitato di vaccini sul territorio sudamericano ed il ritardo delle consegne da parte del COVAX, il programma delle Nazioni Unite che mira ad un’equa distribuzione di vaccini, soprattutto nei paesi a basso reddito, hanno consentito a Pechino di aumentare la propria influenza nella regione. Attraverso la strategia definita “diplomazia sanitaria”, ossia l’invio di dispositivi medici e l’esportazione del vaccino cinese Sinovac, il governo cinese sta di fatto diventando un alleato indispensabile delle nazioni sudamericane per la lotta contro la pandemia.

Al fine di consolidare la sua influenza in America Latina, il governo di Pechino sembra essere intervenuto anche riguardo alla mancanza di vaccini in territorio paraguaiano. Di fatti, alcuni funzionari governativi del Paraguay hanno affermato di essere stati contattati dal governo cinese che, in cambio di un avvicinamento diplomatico e di un disconoscimento di Taipei, avrebbe provveduto all’invio di ingenti quantità di vaccini nel paese sudamericano. Il governo di Pechino ha prontamente smentito l’accaduto incolpando Taiwan, che a sua volta ha accusato la Cina di usare la “diplomazia sanitaria” per fare pressioni sul governo di Asunción

Il Ministro degli Esteri del ParaguayEuclides Acevedo, avrebbe declinato l’offerta del governo cinese, essendo impegnato in primo luogo a stabilire contatti con Taiwan ed il suo maggiore alleato, il governo degli Stati Uniti, affinché i vaccini contro il Covid-19 siano prontamente resi disponibili anche in Paraguay. Eppure, nonostante la posizione della maggioranza di governo sembri ferma, l’opposizione si dimostra interessata a trarre vantaggio dai benefici promessi dal governo cinese. La senatrice di sinistra Esperanza Martínez, ex Ministra della Salute, è la portavoce di questa corrente che si dice favorevole a stabilire relazioni con il governo di Pechino. 

Ripercussioni geopolitiche

La lotta alla pandemia di Covid-19 si configura come la maggiore sfida per il governo del Paraguay. Oltre ad influire sul futuro economico e sanitario del Paese, la questione della mancanza di vaccini potrebbe avere un risvolto diplomatico e causare importanti ripercussioni geopolitiche. Questo poiché gli alleati del Paraguay, principalmente Taiwan e gli Stati Uniti, non stanno provvedendo a rifornire il paese con le dosi necessarie, mentre il governo di Pechino ha esportato ingenti quantità di dosi del vaccino cinese Sinovac verso diversi paesi sudamericani, dimostrando nuovamente potere e influenza diplomatica. 

L’amministrazione Biden ha espresso preoccupazione e disappunto verso la possibilità che il Paraguay possa dirigersi verso un accordo con il governo di Pechino. In una telefonata con il Presidente Benítez, il Segretario di Stato Antony John Blinken ha esortato il governo del Paraguay a continuare a collaborare con gli alleati democratici, inclusa Taiwan, al fine di superare le sfide poste dalla pandemia globale. Inoltre, il governo americano si dimostra assai preoccupato per gli sforzi di Pechino di conquistare i pochi alleati diplomatici rimasti fedeli all’Isola di Formosa.

Per la prima volta, l’obiettivo di Pechino – ossia quello di vedere Taiwan isolata politicamente –  sembra essere concretamente a portata di mano. Un cambio di rotta nella politica estera del Paraguay rispetto alla questione del riconoscimento di Taiwan avrebbe importanti ripercussioni sul piano diplomatico. Di fatti, se il Paraguay decidesse di abbandonare Taipei in favore del governo di Pechino, Taiwan resterebbe isolata in America Latina, non avendo più alcun alleato. Il Paraguay, in tal modo, seguirebbe la scia di paesi come El Salvador, Panama e la Repubblica Domenicana che negli ultimi anni, decidendo di instaurare relazioni diplomatiche e commerciali con Pechino, hanno voltato le spalle al governo di Taipei.

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