MERCATO REAL ESTATE: IL FRAMEWORK “VERDE” DELL’UNIONE EUROPEA

I cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia enorme per l’Europa e il mondo. Il 40% dei consumi energetici riguarda gli edifici. L’UE ha adottato delle strategie per permettere al settore edile una transizione in chiave green.

L’Europa è dichiaratamente orientata a dimezzare il suo impatto inquinante entro il 2030 e ridurre a zero le emissioni nette di CO2 nei prossimi trent’anni e affinché il piano non resti un semplice impegno politico, ma diventi un obbligo giuridico che stimoli gli investimenti, la Commissione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen ha proposto unpiano europeo sul clima; il cosiddetto Green Deal.

 La “transizione verde” punta a:

  • decarbonizzare il settore energetico, in quanto la produzione e l’uso dell’energia rappresentano oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE;
  • ristrutturare gli edifici;
  • sostenere l’industria in un processo di economia circolare perché al momento nel comparto si utilizzano solo il 12% di materiali riciclati; 
  • rendere il sistema dei trasporti più pulito: oggi la mobilità è causa del 25% delle emissioni. 

Bruxelles ha presentato la cosiddetta Renovation Wave, ossia una strategia per la ripresa post-Coronavirus. Al centro vi sono l’edilizia sostenibile e le ristrutturazioni green. L’obiettivo dichiarato è quello di ristrutturare 35 milioni di edifici entro il 2030, creando fino a 160.000 posti di lavoro in più nel settore delle costruzioni.

L’edilizia è uno dei settori dell’economia a consumo più elevato di risorse in Europa. Considerando l’intero ciclo di vita di un edificio, il settore rappresenta circa la metà di tutti i materiali estratti, la metà del consumo energetico totale, un terzo del consumo di acqua e un terzo della produzione di rifiuti.

Gli edifici sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra dell’UE. Ma solo l’1% viene sottoposto ogni anno a ristrutturazioni che ne garantiscono l’efficienza energetica.

A ciò si aggiunge un dato che fa riflettere: quasi 34 milioni di cittadini europei non possono permettersi di mantenere le proprie case riscaldate.

Non c’è dubbio, quindi, che il raggiungimento degli obiettivi climatici che l’Europa si è data con scadenza 2030 (SDGs), passa inevitabilmente anche per una riconversione green dell’edilizia e per una rigenerazione in chiave sostenibile delle città. 

Con la Renovation WaveBruxelles prova a confrontarsi con queste cifre e a superare le barriere che oggi rendono la ristrutturazione degli edifici un’operazione lunga, complessa, e costosa.

Il mercato real estate dell’UE si compone di circa 220 milioni di unità immobiliari. Tenendo conto del fatto che i progetti di ristrutturazione comportano determinati tempi di consegna, il tasso annuo di rinnovo energetico previsto è dell’1% per il 2021-2022, che dovrebbe salire all’1,2% all’anno nel 2023-2025 prima di stabilizzarsi almeno al 2% all’anno nel 2026-2029.

Il tasso di ristrutturazione che riguarderà il solo ricambio degli impianti di riscaldamento dovrebbe raggiungere invece circa il 4% nel 2026-2030 sia nel settore residenziale che in quello dei servizi. 

Per farlo, sono richiesti investimenti pari a 275 miliardi di euro.

In base alla nota diffusa dalla Commissione Europea, le modalità attraverso cui verranno erogati i finanziamenti includono sia un sostegno diretto al bilancio dell’UE che strumenti finanziari tra cui, ad esempio: i fondi del Recovery and resilience Facility, la finestra “Infrastrutture sostenibili” di InvestEU, i fondi della politica di coesione nell’ambito di REACT-EU o tramite ELENA (European Local Energy Assistance), Horizon Europe per l’innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie, compreso un partenariato dedicato, Built4people.

Per allontanarsi dal modello economico lineare di “prendere, produrre e sprecare” e approdare, invece, a quello dell’economia circolare basato sull’efficienza delle risorse, l’Europa ha bisogno anche di edifici sostenibili e di una riconversione green del settore edile

Priorità alla decarbonizzazione del riscaldamento e raffreddamento, agli interventi sugli edifici con le prestazioni peggiori e alla ristrutturazione di edifici pubblici come scuole e ospedali.

Per il rilancio in chiave green gli edifici delle città europee, l’UE ha quindi annunciato Level(s), un framework destinato a progettisti, architetti, costruttori e istituzioni pubbliche per capire quanto è sostenibile l’immobile su cui si sta operando e cosa fare per renderlo più green

L’idea innovativa è quella di fornire un “linguaggio comune” a tutti gli stati dell’Unione Europea, in grado di fornire direttive e definizioni chiare per la progettazione, costruzione e il mantenimento di un edificio sostenibile a tutti gli effetti durante tutto il suo ciclo di vita.

Level(s) è un tool che contiene indicatori di prestazioni che abbracciano diversi ambiti (tra cui: carbonio, materiali, acqua ed energia, ma anche la salute e il comfort dell’edificio o l’impatto sui cambiamenti climatici) e che hanno lo scopo di valutare l’impatto del singolo edificio rispetto agli obiettivi europei per la sostenibilità.

Level(s) aiuta, quindi, a progettare e costruire edifici sostenibili, tenendo presente l’intero ciclo di vita dell’immobile e le risorse impiegate per la sua costruzione e gestione.

Level(s) aiuta, ad esempio, architetti e imprese edili a supportare – con dati alla mano – le discussioni iniziali tra appaltatori e clienti su i punti sui quali concentrarsi per rendere il progetto più sostenibile e per capire su dove conviene o bisogna investire.

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