IL CONSIGLIO DELL’UE DICE SÌ AD UNA NUOVA AGENDA PER IL MEDITERRANEO

Credits: (https://www.avrupa.info.tr/en/eeas-news/joint-statement-members-european-council-26-march-2020-10209

Il Consiglio dell’Unione Europea si è espresso favorevolmente al rinnovamento e al rafforzamento del Partenariato con il Vicinato sud del Mediterraneo. Nuovi fondi, nuove prospettive per il prossimo futuro. Ma la vera domanda – aperta – è: quale modello per questo futuro?

Il Consiglio dell’Unione Europea si è espresso in favore del rinnovamento e rafforzamento del Vicinato con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Non è la prima volta che si procede al rinnovamento strategico del Partenariato sud, con i Paesi del Mediterraneo, comprendente dieci Paesi, di seguito elencati: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia. 

Il Partenariato Euro-Mediterraneo (PEM), risalente al 1995, è stato infatti rinnovato – meglio dire, riformulato – nel 2004, con il lancio della Politica Europea di Vicinato (PEV), a sua volta rinnovata a seguito delle Primavere arabe. Con tale rinnovamento, la PEV ha subito un radicale ridimensionamento nella dimensione multilaterale. Le rivoluzioni arabe avevano costretto l’Ue ad un ripiegamento, lasciando ampio spazio politico ai singoli Paesi membri, preferendo dunque un approccio bilaterale (Bicchi, 2011). 

Con il cambio politico alla guida dell’Ue, le crisi causate dalla pandemia da COVID-19 e i risvolti politici a dieci anni dalle Primavere arabe, risulta necessario per la Commissione e il Consiglio ripensare e rinnovare il Vicinato mediterraneo. Ad aggiungersi alle certezze presenti, vi sono poi le variabili politiche future, quali le elezioni in Germania e, soprattutto, in Francia, da sempre attenta alle questioni politiche ed economiche mediterranee. Variabili che porteranno irreparabilmente ad incertezze che l’Ue deve necessariamente prevedere e fronteggiare

La proposta di nuova Agenda per il Mediterraneo non solo sottolinea maggiormente la cooperazioneambientale e digitale – e sanitaria, che sembra la vera e centrale novità dell’Agenda e che andrebbe ulteriormente approfondita -, ma richiama la necessità di un “piano economico e d’investimento per i vicini meridionali”che possa aiutare a stimolare la ripresa socioeconomica, affrontando gli squilibri strutturali e sprigionando il potenziale economico della regione mediterranea. Gli investimenti andranno indirizzati nei settori chiave delle economie mediterranee e serviranno ad attrarre sempre più investimenti privati. Per il periodo 2021-2027la Commissione europea ha proposto di mobilitare finanziamenti da 7 miliardi di euro, da destinare al Neighbourhood and Development and International Cooperation Instrumentche avranno la capacità di mobilitare ulteriori 30 miliardi di investimenti pubblici e privati

Tale piano di investimento potrebbe dipendere – come era ovvio – dal progresso politico, dalle riforme strutturali e dalle relazioni bilaterali fra i Paesi partner. In termini geopolitici, dunque, molto dipenderà dalle capacità di riforma e allineamento al modello – politico, economico e legislativo – europeo dei Paesi del vicinato. Allineamento diplomaticamente complesso, non solo per l’instabilità politica dei Paesi della sponda sud, ma anche per l’incertezza che attraverserà l’UE nel prossimo futuro e le sfide geopolitiche globali, con Stati Uniti e Russia sempre più ai ferri corti, la penetrazione cinese sempre più pressante ed un Mediterraneo che rischia di diventare nuovamente teatro di battaglia – non solo armata. 

Quale, in effetti, sarà il modello – politico, economico e legislativo – europeo del futuro? Se alle porte dell’ultimo decennio del Novecento, Francis Fukuyama fissava il liberalismo – politico ed economico – come “fine della storia” (Fukuyama, 1989) – salvo poi accettare che la storia effettivamente continua a scorrere ancora -, quale sarà, nel prossimo futuro, in un mondo in continua tensione, la nuova “fine della storia”?  

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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