DIGITALIZZAZIONE E KAZAKHSTAN: PUÒ FUNZIONARE?

Chi ha viaggiato in Asia Centrale, ed in particolare in Kazakhstan e Uzbekistan, può confermare che questi paesi sono in molti campi ricchi di contraddizioni.

Questa affermazione si può ben applicare anche per quanto concerne lo sviluppo tecnologico: se da una parte ci sono città, come l’imponente Nur-Sultan e Almaty, che potrebbero essere quasi paragonate a Tokyo in termini di avanzamento digitale, dall’altra vi sono ampissimi spazi rurali che non hanno neppure una connessione ad Internet.

Accanto a centri di ricerca scientifica estremamente avanzati, anche le industrie e le piccole imprese imprenditoriali risultano ferme a metà del secolo scorso, sia in termini di tecnologie per la produzione, che per la comunicazione e il marketing. Quali prospettive in termini di avanzamento digitale e, conseguentemente, di sviluppo economico e commerciale internazionale, si aprono, dunque, per questi paesi – ed in particolare in Kazakhstan? 

Il commercio internazionale e l’innovazione tecnologica

Il commercio ed il progresso tecnologico sono storicamente interconnessi tra loro; l’innovazione tecnica, infatti, a partire dall’invenzione della ruota, ha sempre avuto un decisivo impatto sullo sviluppo dei processi socioeconomici. L’accelerazione del progresso, accompagnata dalla crescita del volume degli scambi di beni e servizi a livello globale soprattutto nella seconda metà del secolo scorso, ha portato ad un netto incremento del reciproco dialogo tra questi due aspetti, aprendo da una parte numerose opportunità, al contempo profondamente modificando il panorama del commercio internazionale.

La globalizzazione odierna, infatti, a differenza dell’omonimo fenomeno nel 1800, risulta essere stata fortemente modificata dalla cosiddetta rivoluzione ITC – information and communication technologies, nel corso degli anni Novanta. Mentre nella prima fase si è fortemente acuita la separazione tra i paesi più industrializzati ed il cosiddetto “sud del mondo”, dalla fine degli anni Novanta si è intensificato un processo di delocalizzazione della produzione che ha contribuito alla circolazione delle conoscenze e del know-how.

Questo ha permesso anche ai paesi precedentemente esclusi da queste dinamiche di dare inizio al proprio processo di sviluppo industriale, contribuendo alla deindustrializzazione delle nazioni più avanzate. Inoltre, “between 1996 and 2014, technological advances have reduced the costs of international trade by 15% and will do so between 31 and 34 cumulative percentage points in the next 15 years, despite the current commercial tensions”.

Secondo il report del 2018 pubblicato dal WTO sul commercio internazionale, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una nuova rivoluzione tecnologica, che porterà ad un totale rimodellamento delle dinamiche commerciali internazionali grazie all’avvento della cosiddetta “industria 4.0”. Se da una parte sono previsti dei grandi benefici in termini di riduzione dei costi ed aumento della produttività, dall’altra si prospetta anche un aumento della competizione a livello globale.

Questo processo rappresenta una vera e propria nuova forma di globalizzazione che, come racconta anche Baldwin nel suo libro “The Globotics Upheaval”, segue la fase di circolazione prima delle merci e poi della loro produzione. Mentre infatti si stanno riducendo i flussi di commercio dei beni materiali, sta invece crescendo copiosamente l’intensità degli scambi di servizi, conoscenze e tecnologie a livello internazionale. 

Digital Kazakhstan

Il progetto “Digital Kazakhstan” è un piano di sviluppo nazionale lanciato nel 2018, con l’obiettivo di sostenere la crescita economica del paese attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. Il piano ha ottenuto dei risultati molto positivi nei primi due anni, generando quasi due miliardi di dollari e favorendo la creazione di numerosi posti di lavoro. Inoltre, quasi tutti i servizi pubblici – chiaramente per quanto concerne le principali città – sono stati totalmente digitalizzati. I principali obiettivi di questo progetto possono essere sintetizzati come segue:

  • Digitalizzazione dei settori economici;
  • Transizione verso il governo digitale; 
  • Sviluppo della Digital Silk Road; 
  • Sviluppo di un capitale umano specializzato;
  • Implementare la creazione di un ecosistema ad alto livello innovativo.

Nonostante i primi risultati decisamente positivi, numerose sono le critiche che sono state avanzate a questo progetto. Tra le varie, spicca sicuramente la questione della cybersecurity, tema molto caldo a livello globale, considerata in Kazakhstan come insufficiente e sempre a rischio di attacchi esterni. 

Come anticipato, anche il tema della disuguaglianza digitale non può essere dato per scontato. Tale differenza nel livello di adozione delle tecnologie può essere letta su due livelli: orizzontalmente, tra le città e le zone rurali (che costituiscono la maggior parte del territorio), e verticalmente a livello sociale, tra la popolazione più agiata e quella meno abbiente. 

Manca inoltre uno standard per quanto riguarda l’integrazione dei servizi. Questo fattore è molto rilevante, poiché uniformità e l’adozione di pratiche e strumenti simili è fondamentale per l’efficienza dei servizi digitali offerti – come è accaduto anche in Italia per quanto riguarda la gestione dei sistemi di vaccinazione. 

Altro elemento tristemente caratterizzante il Kazakhstan è quello della corruzione, diffusa a tutti i livelli amministrativi e governativi, e della mancanza di trasparenza; purtroppo questa caratteristica si è trasposta fin troppo semplicemente anche nell’erogazione di servizi digitali, che sono anche nel resto del mondo considerati come molto deboli sotto questo punto di vista. Basti pensare, semplicemente, a Facebook e la questione di condivisione delle proprie policy in materia di utilizzo dei dati.

Infine, ma non per importanza, emerge anche il tema della mancanza di personale qualificato all’utilizzo e allo sviluppo di questi sistemi, problema che si erge sulla mancata erogazione di una formazione adeguata se non, come detto precedentemente, in determinati centri di ricerca o settori, non sufficienti comunque a colmare questo knowledge gap

L’impatto sulle imprese kazake

Come si traduce dunque tutto questo in termini di imprese e commercio? 

Il settore maggiormente digitalizzato, come anche nel resto del mondo, è sicuramente quello dei servizi. Le strutture ricettive turistiche, ad esempio, hanno negli ultimi due anni fatto enormi passi avanti in materia di digitalizzazione, così come le imprese di consulenza, stimolate dalla concorrenza straniera presente e ben radicata nel territorio – ed in particolare ad Almaty. 

Tuttavia, la maggior parte delle imprese kazake appartengono al comparto manifatturiero e delle industrie estrattive, chiaramente per via delle risorse minerarie e petrolifere presenti nel paese. Di queste, quasi l’85% utilizza ancora strumenti della cosiddetta “industria 2.0” (per intenderci, la produzione di massa). 

Come possono queste imprese, dunque continuare a commerciare ed essere competitive in un contesto che, come descritto precedentemente, sta rapidamente cambiando? 

La soluzione potrebbe essere quella di creare il più possibile legami con le industrie straniere presenti in loco, facendo leva sulla loro digitalizzazione per agevolare così il loro stesso avanzamento tecnologico. Di questo, certamente, dovranno tenerne conto anche le imprese italiane che da più di quarant’anni presidiano il mercato kazako e sono ormai strettamente legate all’economia e ai cambiamenti politici e sociali del paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from RUSSIA E CSI