COORDINAMENTO USA-UE: UNICA STRADA PER FIACCARE LE AMBIZIONI DI ERDOGAN

Credits: The Nation, Azerfocus.com

Se gli Stati Uniti sperano in un appoggio dei Paesi europei in funzione anticinese, devono aiutare l’UE a fronteggiare le minacce provenienti dalla Turchia di Erdogan

La recente polemica rispetto all’ospitalità riservata dal Governo turco al Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, è di per sé poco significativa; tuttavia potrebbe essere ricordata in futuro come il momento in cui gli Stati occidentali hanno definitivamente cambiato linea nei confronti della Turchia di Erdogan.

In questo senso, le parole del Primo Ministro italiano, Mario Draghi, sul Presidente turco andrebbero analizzate in un quadro più ampio. Draghi è stato il primo capo di Governo europeo a definire apertamente Erdogan come un “dittatore”, attirando da una parte le dure reazioni del Governo turco, dall’altra i plausi di alcuni esponenti della politica occidentale.

Risulta difficile affermare che un uomo misurato e poco loquace come Draghi si sia espresso in quei termini in assenza di un coordinamento con gli alleati europei ed extraeuropei. Perché, sebbene l’approccio sia ancora in via di definizione, anche da Washington, con l’insediamento di Biden alla Casa Bianca, la Turchia di Erdogan viene seguita con crescente scetticismo e preoccupazione.

Al di là delle considerazioni di carattere militare (la partecipazione della Turchia alla NATO), finanziario e commerciale, la situazione interna sul fronte delle libertà e dei diritti umani; l’intraprendente politica estera nel Mediterraneo, in Libia e nel Caucaso; il sistema di alleanze internazionali in cui la Turchia è inserita (Russia, Cina, Iran) collide nettamente con i valori e gli interessi atlantici. I tempi sono maturi per ammetterlo senza imbarazzo. 

Infatti, a seguito della “polemica del divano” alcuni funzionari europei hanno fatto sapere che il rilancio delle relazioni UE-Turchia dipenderà da una maggiore attenzione per i diritti umani in Turchia, in quanto essi non sono un «tema negoziabile».

Come ha ben spiegato il diplomatico Marc Pierini in un articolo sul think-tank Carnegie Europe, sia l’Unione Europea che gli Stati Uniti non vogliono continuare a dare legittimità alle politiche di Erdogan, poiché significherebbe sconfessare i valori fondamentali su cui si regge il consolidato asse Washington-Bruxelles. Pertanto, un più stretto coordinamento strategico ed operativo tra le due sponde dell’Atlantico è indispensabile per affrontare le sfide geopolitiche provenienti da Ankara. 

Emanuele Gibilaro

Classe 95, analista di politica estera USA, membro del direttivo IARI e brand ambassador. Studente magistrale in Relazioni Internazionali (indirizzo Diplomazia e Organizzazioni internazionali) presso l’Università degli Studi di Milano. Ho conseguito la laurea triennale in “Storia, politica e Relazioni internazionali” a Catania- città di cui sono originario- con una tesi sul rapporto tra giornalismo e comunicazione politica durante alcuni eventi salienti della storia contemporanea di Italia e Stati Uniti.
Per IARI mi occupo di politica estera e interscambio diplomatico degli Stati Uniti con i principali attori internazionali. Ma anche di questioni energetiche e sicurezza nazionale. Approfondisco tali tematiche da diversi anni, in un’ottica che contempera dimensione giuridica, storica, diplomatica, militare ed economica.
Ho sposato il progetto IARI fin dal primo giorno della sua fondazione, perché ho visto un gruppo affiatato, competente e motivato a creare una realtà che diventasse un punto di riferimento per il mondo accademico italiano, ma anche per chi desidera avere un quadro sulla politica e i fenomeni internazionali. Abbiamo scelto il formato di think tank specializzato in quanto fenomeni complessi come quelli internazionali meritano un’elaborazione analitica, precisa e pluridimensionale, che non semplifichi le questioni con ideologie e luoghi comuni (così come spesso accade nelle testate giornalistiche del nostro Paese). Pertanto, l’analista deve mettere le sue competenze a disposizione del lettore, individuando possibili scenari e fornendo a chi legge tutti gli elementi necessari alla formazione di un’opinione.

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