GROSSO GUAIO A SEUL

Oh Se Hoon torna ad essere sindaco di Seul dopo il precedente mandato dal 2006 al 2011 (Credit: Japan Forward)

Le elezioni a Seul e Busan hanno inflitto un duro colpo al partito del Presidente Moon Jae-in.

Le elezioni in Corea del Sud per scegliere i nuovi sindaci di Seul e Busan hanno inflitto un duro colpo al Partito Democratico del Presidente Moon Jae-in. 

In entrambe le città il Partito Conservatore (meglio noto come PPP) ha riportato una vittoria schiacciante: nella capitale sudcoreana il candidato del PPP Oh Se Hoon si è imposto sull’avversaria Park Young-sun ottenendo il 57% dei voti mentre nella prefettura di Busan Park Heong -Joon ha riportato una netta vittoria, ottenendo il 62% contro Kim Young-choon, candidato del Partito Democratico che è arrivato solo al 34%. 

I risultati dimostrano come in soli due anni il Partito democratico sia crollato, travolto dai numerosi scandali politici e dalle manovre di governo sbagliate. Il malcontento della popolazione nei confronti dell’amministrazione di Moon Jae-in è chiaro: a marzo l’indice di gradimento si attestava tra il 34% e il 37%, la percentuale più bassa mai registrata dal Presidente Moon durante il suo mandato. 

Le due pesanti sconfitte riportate mercoledì diventano un chiaro segnale di come la strada verso le elezioni presidenziali del 2022 sarà in salita. Secondo molti, il Partito Conservatore sarebbe pronto a candidare per il 2022 Yoon Seok- youl, procuratore ed ex-membro della squadra che ha svolto le indagini dello scandalo politico riguardanti Lee Jae Yong, ex-Presidente di Samsung, e l’ex Presidente Park Geun-hye, condannata a 20 anni di carcere per abuso di potere e corruzione. 

Dal Partito Democratico al PPP

Le elezioni comunali permetteranno ai nuovi sindaci delle due maggiori città della penisola di portare a termine i mandati dei loro predecessori, che, in entrambi i casi, si sono conclusi in anticipo rispetto alle scadenze. A Seul infatti l’amato sindaco Park Won-soon, membro del Partito democratico, si era suicidato lo scorso 9 luglio: il giorno precedente l’ex sindaco era venuto a conoscenza della denuncia per molestie sessuali sporta nei suoi confronti dalla sua segretaria.

Nella città portuale di Busan invece, solo due mesi prima della dipartita del sindaco di Seul, si era dimesso anche Oh Keo-don, accusato a sua volta di molestie sessuali. Nonostante il tentativo del Presidente Moon di ridare maggiore credibilità al proprio Governo sostituendo alcuni ministri, il voto popolare ha visto il trionfo del Partito Conservatore nelle due città più importanti: da una parte Seul, capitale e centro amministrativo con i suoi dieci milioni di abitanti, e dall’altra Busan, la seconda città del Paese per abitanti e sesto porto più grande del mondo (preceduta solo da alcune città cinesi e da Singapore) rappresentano quasi un quarto della popolazione della Corea del Sud. 

In passato proprio il voto di Seul spesso è diventato la cartina tornasole di come si sarebbero poi concluse le elezioni presidenziali. 

Dopo i risultati, sono poi arrivate le parole dei vincitori: giovedì, durante la conferenza stampa, Oh Se Hoon ha ringraziato la cittadinanza per la fiducia e ha affermato che sarà necessario al più presto soddisfare le esigenze dei cittadini di Seul.

Tra le maggiori sfide per Oh nei prossimi quattordici mesi di mandato c’è sicuramente l’implementazione del piano vaccinale nella capitale sudcoreana e la necessità di combattere l’aumento vertiginoso del costo degli affitti: secondo le statistiche, il prezzo degli affitti a Seoul sarebbe cresciuto del 50% negli ultimi quattro anni, la crescita più alta registrata nel mondo

Simile discorso è giunto dal nuovo sindaco di Busan Park Heong-Joon che ha espresso la sua gratitudine e ha confermato che il Partito Conservatore lavorerà con trasparenza ed efficienza.

È avvenuta lo stesso giorno anche la conferenza stampa di Kim Tae-nyeon, leader del Partito del Presidente Moon, che ha rassegnato le sue dimissioni, scusandosi per i risultati riportati dal Partito Democratico.

I problemi del Partito Democratico: oltre agli scandali, il Covid e la sfiducia giovanile 

Secondo diversi analisti, sono tre i fattori decisivi che stanno facendo crollare il consenso nei confronti del Governo del Presidente Moon Jae-in: i numerosi scandali politici, la gestione della pandemia Covid19 e il malcontento giovanile. 

Oltre ai già citati scandali di molestie sessuali, in cui erano coinvolti entrambi gli ex sindaci di Seul e Busan, si è aggiunto lo scandalo dell’azienda Land and Housing Corporation, in cui era coinvolto l’ex Ministro del Lavoro e dell’Edilizia Beyon Chang-heum: secondo le indagini, l’azienda, di cui Beyon era Presidente fino allo scorso dicembre, è stata accusata di compiere forti speculazioni edilizie al fine di ottenere ingenti guadagni. Un altro ministro del Governo Moon era poi finito in una rete di scandali due anni fa: l’ex-Ministro di Giustizia Cho Kuk si era dovuto dimettere nell’ottobre 2019 poiché accusato di abuso di potere.  

La gestione della pandemia è risultato essere un altro anello debole per il Presidente Moon: all’inizio del 2020 il Paese era visto come un modello da seguire per combattere il Covid19, ma oggi sono evidenti le difficoltà della Corea del Sud che si ritrova a dover affrontare una nuova ondata di casi. 

A ciò si aggiunge la somministrazione dei vaccini iniziata in notevole ritardo rispetto a molti Paesi del mondo: la Corea del Sud ha iniziato a vaccinare il personale sanitario solo a metà febbraio ed oggi risultano somministrate solo 1,20 milioni di dosi in tutto il Paese (tra i Paesi con le maggiori economie solo il Giappone ha fatto peggio). 

Infine si è rivelato fondamentale il voto giovanile per l’esito delle elezioni di Seul e Busan: secondo le statistiche, oltre il 70% degli uomini sotto i trent’anni ha votato per il candidato del PPP a Seul, mentre una buona parte delle donne della stessa fascia d’età ha preferito votare per qualsiasi partito al di là di quello democratico.

L’insoddisfazione per il governo attuale è particolarmente presente tra i giovani sudcoreani, stanchi di sentirsi raccontare di politiche volte a promettere uguali possibilità per i giovani e maggiore trasparenza, quando ciò evidentemente non è avvenuto, specie negli ultimi due anni della Presidenza di Moon. 

Quando manca ormai meno di un anno alle elezioni presidenziali del 2022, il Partito Democratico si trova a dover lottare nel tentativo di recuperare la fiducia degli elettori, pericolosamente sprofondata sia a causa delle questioni di politica interna, sia per quelle che riguardano la politica estera del Paese (in particolar modo il rapporto controverso con la Cina e la Corea del Nord). 

Qualora l’amministrazione del Presidente Moon Jae-in non dovesse riuscire a ricucire il gap che si è creato con il Partito Conservatore, il prossimo anno in Corea del Sud è plausibile aspettarsi come nuovo inquilino della Blue House non un membro del Partito Democratico sudcoreano. 

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