DONBASS INFUOCATO: È TENSIONE TRA MOSCA E KIEV

Le ostilità in Donbass sembrano aver perso la latenza che aveva contraddistinto i recenti sviluppi del conflitto. Prima gli accordi di Minsk e poi il cessate il fuoco deciso nel luglio 2020 sembravano aver calmato le acque e congelato il conflitto, ma negli ultimi giorni sembrerebbero spirare venti di guerra sulla regione contesa. Russia ed Ucraina si accusano vicendevolmente di far avanzare le rispettive truppe sulla linea di confine del territorio bollente e l’escalation militare non è uno scenario utopistico.  

Genesi del conflitto:  

La guerra dell’Ucraina orientale, meglio conosciuta come guerra del Donbass, è un conflitto che va avanti dal 2014, quando alcuni manifestanti armati assediarono alcuni palazzi istituzionali dell’Ucraina orientale e chiesero un referendum per modificare lo status delle loro regioni all’interno dell’Ucraina.

  Intanto le repubbliche popolari di Doneck e Lugansk si dichiararono indipendenti. Nell’Agosto dello stesso anno truppe russe intervennero nel conflitto attraversando il confine ucraino senza il permesso del governo locale. Da lì in poi le ostilità non sono più cessate. Sebbene in alcuni momenti il conflitto sia apparso “congelato” le parti non si sono mai realmente impegnate a cessare ogni malanimo. 

E recentemente la miccia è stata riaccesa; la presenza russa al confine si è intensificata notevolmente, ci sono stati scontri e vittime nella città di Shumy e l’Ucraina si è detta pronta a rispondere alle provocazioni russe.  

La posizione russa: 

Il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov ha accusato l’Ucraina di voler innescare una nuova guerra civile a causa dell’avanzamento delle truppe verso la linea di contatto. L’illusione della risoluzione militare nel Sud-Est del Paese, aggiunge poi Maria Zakharova, starebbe fomentando la postura bellicosa di Kiev, così come l’isteria dei media ucraini che paventano un attacco di matrice russa (smentito da Mosca).   

Secondo le voci del Cremlino poi, i partners occidentali di Kiev starebbero incoraggiando lo scoppio delle ostilità invece che stemperare il clima di tensione. 

Dmitry Kozav, vicecapo dell’Amministrazione del Cremlino non ha escluso la possibilità che Mosca reagisca ad eventuali attacchi ucraini; “tutto dipenderà della scala della conflagrazione” ha detto, aggiungendo poi che se la situazione in Donbass emulerà il caso di Srebrenica, la Russia sarà necessariamente chiamata ad intervenire.  

La risposta di Kiev:  

Secondo il Presidente ucraino Zelenskyy l’unico modo per dare un segnale alla Russia di Putin è l’ingresso del suo Paese nella NATO. I suoi appelli al Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica si fanno sempre più insistenti, sottolineando come la velocizzazione delle procedure per l’inclusione dell’Ucraina all’interno dell’organizzazione siano fondamentali per lanciare un segnale chiaro e inequivocabile alla Federazione Russa. 

Infatti, secondo il numero uno di Kiev la protezione dell’Alleanza Atlantica sarebbe la sola maniera per porre fine al conflitto. Per questo ha chiesto di accelerare il processo di adesione. Inoltre, l’Ucraina si dice contraria ad intervenire militarmente contro i separatisti filorussi, poiché causerebbe migliaia di morti, che il Paese non vorrebbe e non accetterebbe.  

Le reazioni della Comunità Internazionale: 

La presenza russa al confine non ha lasciato indifferente la comunità internazionale. Prontamente è arrivato l’intervento del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg che ha definito l’avanzamento russo come “la più grande mobilitazione di uomini al confine dall’annessione illegale della Crimea nel 2014” aggiungendo che Mosca è chiamata a procedere alla de-escalation e a rispettare i suoi impegni internazionali.

La tempistica con cui è arrivato l’intervento di Stontelberg è molto significativa; infatti, queste parole sono state pronunciate durante lo svolgimento della conferenza congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba e in seguito alle accuse provenienti dalla compagine russa. Il viceministro degli esteri russo ha infatti Sergei Ryabkov ha additato la NATO di aver trasformato l’Ucraina in una “polveriera” tramite un rifornimento di armi sempre più cospicuo.   

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha chiesto a Putin, nel corso di una telefonata con il capo del Cremlino, di de-intensificare la presenza militare al fine di ridurre le tensioni con l’Ucraina ma la risposta del leader di Mosca non è sembrata accomodare le richieste tedesche.  

Peter Stano, portavoce dell’Alto Rappresentante Ue Josep Borrel ha espresso la richiesta di “una soluzione pacifica al conflitto” chiedendo alla Russia di attuare gli accordi di Minsk ed evitare ulteriori tensioni. Ma Putin sembra reticente a qualsiasi richiesta di prudenza richiestogli dalla Comunità Internazionale, sostenendo che la Federazione Russa si muoverà sempre nella direzione dell’interesse nazionale, ovunque esso conduca.  

Conclusione:  

La situazione nel Donbass è critica. La Russia trasferisce al confine carri armati e attrezzature militari e se anche l’obiettivo di Mosca non fosse l’escalation militare, certo è che l’atteggiamento provocatorio nei confronti di Kiev non facilita la tregua. Molti pensano che la Russia voglia mettere pressione sull’Ucraina per trasformare Kiev in uno strumento di contrattazione volto a liftare le sanzioni al gasdotto russo Nord stream 2. Qualunque sia la strategia del Cremlino, allontana qualsiasi soluzione diplomatica. 

Secondo l’analista di KyivStratpro Andrey Buzarov nemmeno Zelenskyy sarebbe interessato all’escalation. Ciononostante, l’Ucraina potrebbe utilizzare l’avanzata dei separatisti filorussi per accendere i riflettori sui propri interessi strategici, come l’ingresso nella Nato.  

Sebbene non sia ancora evidente come si evolverà la situazione, ciò che appare lampante è l’incremento del numero delle vittime e degli sfollati nella regione. E seppure un’escalation su vasta scala non si dovesse verificare, le sofferenze umane continueranno indisturbate.  

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from RUSSIA E CSI