SARMAT E 4000 ESERCITAZIONI MILITARI: ECCO PERCHE’ LA NATO TEME LA RUSSIA

Il ministro della Difesa della Federazione Russa Sergei Shoigu, durante una teleconferenza presso il Centro di controllo della difesa nazionale, ha dichiarato l’avvio di esercitazioni su larga scala, su tutto il territorio della Federazione Russa; lo scopo dell’esercitazione è quello di simulare vari scenari bellici, tra cui l’invasione di uomini e mezzi nemici fin dentro il territorio russo.

L’ultima volta che un esercito ha varcato i confini russi è stata la Wehrmacht, in quell’occasione l’inedia dello stato maggiore e la scarsissima organizzazione difensiva dell’allora Unione Sovietica aveva permesso una facile avanzata all’esercito nazista. Il Cremlino, in caso di un eventuale conflitto, non vorrebbe commettere gli stessi errori del passato, quando concesse all’esercito invasore chilometri del proprio territorio senza fare incontrare alcuna forza difensiva.

Per questo motivo, data la calda situazione in Donbass e il possibile allargamento della NATO all’Ucraina (secondo il ministero della Difesa russa), nel mese di aprile saranno svolte 4048 esercitazioni di varia scala, in particolare 812 esercitazioni bilaterali, presso 101 campi di addestramento e 520 strutture della base di addestramento e materiale. Lo scopo di questo addestramento su larga scala e generalizzato sarà, per lo stato maggiore di Difesa russo, quello di valutare la prontezza di risposta dell’esercito su scenari differenti, terrestre, montuoso, artico, marino o fluviale.

Le esercitazioni coinvolgeranno tutti i distretti militari, l’estremo nord della Federazione e quindi il territorio artico, la Kamchatka fino a giungere alle Isole Curili, nell’estremo oriente del continente asiatico.

Oltre a questo, l’arma segreta che preoccupa di più la NATO e l’occidente in generale è la creazione del missile SARMAT. Avevo affrontato un’argomentazione simile durante questa analisi, ma, senza specificare quanto sia temibile il nuovo missile russo.

Il quotidiano cinese Sina, ha addirittura nominato i missili balistici intercontinentali RS-28 “Sarmat” l’arma più preziosa che la Russia possa mai avere.

Tali missili balistici intercontinentali (ICBM) RS-28 Sarmat, come scritto dallo stesso quotidiano cinese, forniscono un deterrente nucleare contro ogni possibile intervento della NATO.

È necessario un solo missile [Sarmat] perché un paese grande come la Francia scompaia dalla faccia della terra. Dieci di questi missili garantiranno la completa distruzione degli Stati Uniti”

Sulla base di informazioni di dominio pubblico, l’ICBM Sarmat ha un peso totale di circa 100 tonnellate con un raggio di tiro di almeno 10mila chilometri. Inoltre, è in grado di trasportare fino a 16 testate guidate, comprese le ultime testate ipersoniche.

Si noti che i missili “Sarmat” hanno due versioni: una modulata per carico ed equipaggiamento destinata agli Stati Uniti e l’altra destinata all’Europa.

Secondo il membro corrispondente dell’Accademia russa delle scienze missilistiche e dell’artiglieria, il capitano di primo grado Konstantin Sivkov, le caratteristiche del missile balistico intercontinentale Sarmat RS-28 forniranno alla Russia un vantaggio innegabile e costringeranno gli americani a sedersi al tavolo delle trattative.

“Secondo i dati annunciati dalla nostra leadership militare, il missile Sarmat può avere una portata globale, cioè può sparare in qualsiasi punto del pianeta, anche volando lungo traiettorie non ottimali”.

Nella speranza che tali armi non vengano mai utilizzate, ma possano fungere solamente da deterrente, è innegabile quanto stia accadendo nel corso delle ultime settimane tra Russia – Ucraina – Stati Uniti; con la tensione che continua a crescere sembra che lo scontro non sia più un’opzione ma un inevitabile destino.

Ad inizio aprile il Ministero della Difesa russo ha deciso di schierare due battaglioni e tre unità militari delle forze aviotrasportate in direzione del confine sud occidentale, quello con l’Ucraina.

Inoltre, il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, ha spiegato che queste decisioni sono state prese a causa delle minacciose attività militari della NATO, la quale sta trasferendo le proprie truppe lungo l’intero confine europeo della Russia. Secondo Shoigu, il potenziale principale è concentrato nelle regioni del Mar Nero e del Baltico, per un totale di militari schierati che si aggira tra i 40.000 soldati e 15.000 unità meccanizzate.

All’inizio di aprile, l’Ucraina ha accusato la Russia di rafforzare la sua presenza militare nel Donbas e ha invitato i paesi della NATO ad aumentare la loro prontezza al combattimento. Il Cremlino, a sua volta, ha definito l’Ucraina una regione esplosiva e ha osservato che Mosca sta adottando le misure necessarie per garantire la propria sicurezza.

Da un fronte all’altro, dal confine sud al confine nord, il 13 aprile, sempre il ministro Shoigu, ha annunciato il rafforzamento della flotta settentrionale per consolidare le difese del paese e proteggere gli interessi nell’Artico. 

La situazione sulla linea di confine rimane tesa anche se la diplomazia sembra già essersi attivata affinché il peggio venga evitato; tanto che i presidenti Biden e Putin hanno tenuto nel corso della prima decade di aprile, diversi colloqui telefonici. I due capi di stato hanno discusso della stabilità strategica, del controllo degli armamenti, degli attacchi informatici ai dipartimenti americani, dell’interferenza nelle elezioni statunitensi e della situazione in Ucraina.

Per una discussione più dettagliata di tutte le questioni, il presidente statunitense ha invitato il presidente russo a incontrarsi nei prossimi mesi in un Paese terzo e discutere di come riconciliare quelle relazioni diplomatiche che USA e Russia avevano dimostrato di avere negli ultimi 30 anni. 

L’incontro tra i due risulta essere promettente, anche se la strada sembra in salita e non iniziata sotto i migliori auspici; almeno così sembra da quanto comunicato dalla Casa Bianca

“Il presidente Biden ha anche chiarito che gli Stati Uniti agiranno con decisione per difendere i propri interessi nazionali in risposta alle azioni russe come le incursioni informatiche e le interferenze elettorali. Il presidente Biden ha sottolineato l’impegno incrollabile degli Stati Uniti per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Il presidente ha espresso la nostra preoccupazione per l’improvviso aumento del potere militare russo nella Crimea occupata e ai confini dell’Ucraina e ha invitato la Russia a ridurre le tensioni “

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