JCPOA: “SANCTION DILEMMA”

Iran nuclear deal talks: US, Germany voice cautious optimism on negotiations | News | DW | 10.04.2021

Dopo una lunga fase di stallo, le negoziazioni riguardo l’accordo sul nucleare iraniano sono state riprese e gli Stati Uniti si sono mostrati disposti a ritirare le sanzioni “inconsistenti”. Ma quali sanzioni sono da considerarsi tali?

La ripresa del JCPOA, l’accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Vienna nel 2015 tra l’Iran, il P5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) e l’Unione Europea, costituisce una priorità per la Repubblica Islamica.

A giocare un ruolo di grande rilievo è la possibilità di ripresa economica successiva al ritiro delle sanzioni unilaterali da parte di Washington – ai fini di una piena implementazione dell’accordo – e la possibilità di aver accesso al prestito di 5 miliardi di dollari richiesto al FMI a marzo 2020.

Aspetti di non poco conto data la stagnazione economica – circa 7 milioni di cittadini iraniani vivono in condizioni di estrema povertà e la disoccupazione giovanile ammonta a circa il 27% – e le difficoltà legate alla pandemia da Coronavirus.

Complicazioni di non poco rilievo per una buona riuscita delle negoziazioni tra le parti sono le questioni interne in cui l’Iran sarà impegnato nel corso di quest’anno. A giugno 2021, infatti, sono previste le elezioni presidenziali e l’accordo sul nucleare sarà presumibilmente un elemento chiave della campagna elettorale. 

Tuttavia, dopo una fase di stallo iniziata nel 2018 con il ritiro unilaterale degli Stati Uniti, si è conclusa, lo scorso venerdì, la prima settimana di negoziazioni tra i vari attori coinvolti. Elemento fondamentale per una piena ripresa del JCPOA restano le sanzioni imposte dall’amministrazione americana.

Il ritiro statunitense nel 2018, infatti, è stato accompagnato dalla re-introduzione delle “sanzioni secondarie” relative al programma nucleare iraniano, dalla natura extraterritoriale, ponendo ingenti pressioni sull’economia della Repubblica Islamica.

A queste sono successivamente seguite, nel 2020, delle sanzioni aggiuntive supportate dall’accusa statunitense di una mancata “protezione dei diritti umani” in Iran e parte di un programma di counter-terrorism. Ciò ha complicato ulteriormente un ritorno all’accordo per l’amministrazione Biden.

Il ritiro di suddette sanzioni consentirebbe, senza dubbio, una ripresa dell’economia iraniana riconoscendo a Teheran la possibilità di firmare nuovi accordi per l’export delle proprie riserve petrolifere e la ripresa delle transazioni finanziarie.

Di rilievo è la dichiarazione di Ned Price, portavoce del dipartimento di Stato statunitense, dello scorso giovedì. Quest’ultimo ha rivelato, infatti, la predisposizione degli Stati Uniti verso la rimozione delle sanzioni imposte, incluse quelle “inconsistenti” con l’accordo.

Resta un problema. Quali sanzioni sono da considerarsi come tali? Il ritiro delle sanzioni “inconsistenti” con il JCPOA sarà sufficiente per una piena ripresa dell’accordo e un ritorno, seppur graduale, degli Stati Uniti nel JCPOA? Data l’importanza strategica dell’accordo, tuttavia, è presumibile che le parti coinvolte condurranno le negoziazioni raggiungendo un punto d’incontro che possa garantire l’implementazione di una win-win solution per tutti gli attori interessati.

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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