LA CINA INTERVIENE PER RIDURRE IL PROPRIO DEBITO PUBBLICO

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Secondo le ultime stime ed analisi la Cina ha deciso di avviare un corso di politica monetaria restrittiva con l’intento di arrestare la crescita del proprio debito. 

Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere la decisione della Banca Popolare Cinese di inasprire la propria politica monetaria. Oltre alla variazione settimanale del tasso repo fissato intorno al 3,5%, valore indicativo con cui le banche centrali sono solite fissare il rendimento dei depositi delle banche commerciali, la Banca Popolare Cinese ha messo in atto ulteriori misure quali, l’aumento dei tassi di interesse, quello dei coefficienti di capitale e, infine, l’irrigidimento delle condizioni per la concessione dei prestiti.

Ovviamente, è fuori da ogni dubbio che qualsiasi altro istituto di credito si debba adattare a queste nuove direttive e che la Cina stia cercando di limitare il proprio debito pubblico; ma perché si sta procedendo in questa direzione se l’espansione monetaria e fiscale ha salvato il Paese sia dalla crisi del 2008-2009 sia dagli effetti economici della pandemia?

La risposta a questa domanda è abbastanza semplice in realtà, le autorità infatti sono sempre state consapevoli che essa non avrebbe potuto reggere per sempre la crescita cinese e che, a lungo andare, avrebbe provocato un buco nel debito pubblico e per questo, vista anche la congiuntura favorevole, dovuta  al fatto che la politica della dual circulation sta iniziando a dare i suoi frutti con un settore dei servizi cinese in rapida espansione e delle stime di crescita che si aggirano intorno al 8,4%, hanno ritenuto che fosse giunto il momento di limitarsi. 

Tra l’altro, la decisione cinese arriva in un momento molto caldo per i mercati finanziari internazionali, in quanto il debito pubblico americano continua a crescere e il fatto che le autorità statunitensi fatichino a controllarlo preoccupa molto quelle cinesi, in quanto se il deficit americano dovesse continuare a crescere uno dei possibili scenari è il seguente: una morsa sui capitali globali che porterebbe molti di essi ad essere ritirati anche dal mercato cinese. Dunque, la Cina sta cercando in tutti i modi di arginare questo pericolo e di rendere il proprio mercato azionario il più stabile e sicuro possibile, con prospettive di crescita reali e sostenibili.

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