ERDOĞAN VUOLE CHIUDERE IL HDP, CHE SUCCEDERÀ AI CURDI?

Credits: : Middle East Institute

Il Partito Democratico dei Popoli (HDP), fondato nel 2012, è stato realizzato con l’obiettivo di proteggere i diritti di circa 20 milioni di curdi presenti in Turchia e di altre minoranze non rappresentate in parlamento. Sin dalla creazione, il governo centrale turco ha sempre disapprovato le proposte del partito, continuamente accusando i membri di propaganda terroristica. Nelle ultime settimane il governo di Erdoğan ha deciso di mettere ufficialmente fine a questo partito e fare in modo che tutti i membri vengano cacciati o incarcerati (alcuni addirittura uccisi). Questa continua rappresaglia contro il HDP avrà delle ripercussioni estremamente forti sulla comunità curda in Turchia, visibili già adesso, e renderà il partito di Erdoğan l’unico con la maggioranza per governare. Questa analisi vuole spiegare come il governo turco abbia iniziato a perseguire il HDP e quali possano essere le conseguenze sulle minoranze presenti nel paese. L’analisi riprende il dibattito dell’Istituto Curdo di Washington.

Selahattin Demirtaş fu il primo membro del HDP e rappresentate del partito a candidarsi nelle elezioni del 2014, ma nonostante il partito non riuscì a vincere alcun seggio, iniziò ad ingrandirsi e a raccogliere sempre più elettori – iniziando così a destare l’interesse del partito centrale turco guidato da Erdoğan.

Invece, nelle elezioni generali del 2015, l’HDP ottenne il 13% dei voti (superando così la soglia di sbarramento del 10%), portando in parlamento curdi, alevi, armeni, cristiani siriani, attivisti, donne e molte altre minoranze mai rappresentante. Quella del 2015 fu una vittoria estremamente importante, dato che risollevò il dibattito sulle minoranze nel governo, che, fino al quel momento, non furono mai accolte.

Nel 2016, dopo il fallito tentativo di colpo di stato e le seguenti elezioni (dove ancora, il HDP, rinnovò i suoi seggi) il governo di Erdoğan iniziò a concentrare sempre di più i suoi poteri sullo smantellamento stesso dell’HDP – considerando tutti i membri, curdi e no, una minaccia domestica.

Sotto ordini di Erdoğan, la magistratura turca iniziò a trovare modi per collegare i membri dell’HDP a delle organizzazioni terroristiche – anche senza alcuna prova reale.

Infatti, dopo le elezioni del 2016, il parlamento decise di revocare l’immunità a diversi parlamentari e nel maggio dello stesso anno, il leader del partito HDP, Selahattin Demirtaş, fu incarcerato con accuse fasulle. Demirtaş fu accusato di diffondere propaganda contro il governo turco e di lavorare a favore del Partito Lavoratori del Kurdistan (PKK), considerato un gruppo terroristico domestico.

Tuttavia, questo fu solo un altro tentativo di smantellamento dell’HDP, che però non ha mai smesso di lottare per i diritti dei propri elettori – anche se continuamente perseguitati e con un leader in prigione. 

Da allora, migliaia di membri dell’HDP sono stati incarcerati senza accuse, e circa 150 parlamentari sono stati rimossi dal proprio incarico e sostituiti da fiduciari (non eletti) legati al partito di Erdoğan. L’HDP non si è mai fermato, e per questo neanche Erdoğan ha mai smesso di perseguitare i rappresentanti. 

Il 17 marzo di quest’anno, il procuratore della corte turca, minacciato dal Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) e dai suoi alleati, ha intentato una causa per chiudere definitivamente l’HDP. Il 30 marzo, la Corte Costituzionale ha rinviato il caso, citando carenze procedurali (alcuni membri del HDP citati in giudizio, sono in realtà defunti o già in carcere – rendendo nulla, per ora, la procedura).

Al centro di questa causa ci sono legami, non provati, dell’HDP con il terrorismo e la propaganda del PKK, ma non ci sono prove ufficiali. Effettivamente, non c’è davvero nulla da criminalizzare, il che rende questa la prova che ciò che Erdoğan stia facendo sia semplicemente una mossa politica per eliminare qualsiasi opposizione e godere pieni poteri. Inoltre, l’accusa vuole anche bandire tutti i 680 membri dell’HDP in Parlamento per i prossimi 5 anni. 

Sicuramente, l’AKP e i suoi alleati non smetteranno di perseguire la chiusura del HDP. Tuttavia, questa è la prova del progetto a lungo termine di Erdoğan: avere il controllo totale e ri-guadagnarsi una posizione di controllo in Medio Oriente. Per quanto riguarda la comunità curda, già con Atatürk, erano considerati come nemici.

Erano la popolazione che avrebbe potuto impedire la “turchizzazione” del popolo a causa del loro forte senso di Kurdayetî (identità sociale), e per questo dovevano essere eliminati, banditi, o almeno silenziati. Quindi, in realtà il governo turco non ha mai smesso di perseguitare i curdi, e questo di oggi ne è l’ennesimo sforzo.

Per concludere, è difficile analizzare cosa succederà alla comunità curda e a tutte le altre minoranze rappresentate dall’HDP se il partito dovesse chiudere ufficialmente. I curdi sono già oppressi dalla Turchia al confine con la Siria a causa del “safe-zone”, ma anche nel Rojava, ad Idlib e nel Kurdistan Iracheno. Dunque, l’eliminazione del HDP potrebbe mettere maggiormente in pericolo una comunità già fortemente colpita. 

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