DEFENDER EUROPE 2021: USA E NATO SI ALLENANO AL CONTENIMENTO DELLA RUSSIA

Credits: NATO

Lo scorso 15 marzo è iniziata l’edizione 2021 di Defender Europe. Le esercitazioni annuali congiunte tra i paesi Nato termineranno il prossimo giugno e sono guidate dallo United States Army Europe and Africa. Sospesa causa Covid-19nel 2020, quest’anno Defender Europe vede impegnati 30 mila soldati, provenienti da 27 Stati, in giochi di guerra compiuti in 12 paesi.

Defender Europe mira a rafforzare la deterrenza verso la Russia migliorando la coesione e l’interoperabilità dei contingenti multinazionali Nato e testando la prontezza strategica ed operativa del rapido schieramento a lungo raggio e su larga scala di truppe ed attrezzature belliche dal territorio metropolitano Usa verso il fronte orientale della Nato, dal Baltico al Mar Nero, tra Estonia, Romania e Bulgaria, esercitandosi nel cortile di casa russo, alle porte del bacino eusino. 

Inoltre, quest’anno Defender Europe sarà associata all’esercitazione Africa Lion che avrà il suo perno in Marocco. Inedito che rivela come lo Us European Command (che dall’autunno 2020 racchiude anche Africom) intenda dissuadere l’espansione russa in Nord Africa, in Libia (Cirenaica) e nel Mediterraneo sempre più contestato, definito il “più caldo bacino d’acqua del pianeta”, dall’ex Comandante Supremo delle Forze alleate Nato, l’ammiraglio in pensione James Stavridis.

I russi stanno ampliando la presenza permanente dei silenziosi sottomarini classe Kilo dotati di missili da crociera Kalibr in grado di minacciare il fronte sud della “fortezza Europa” e la sicurezza dei cavi sottomarini in fibra ottica, di cui pullulano le acque dello Stretto di Sicilia e attraverso i quali scorrono le comunicazioni digitali che connettono gli Usa all’Eurasia e all’Africa. Dinamiche che hanno indotto la Us Navy ad aumentare il numero di unità e di risorse a disposizione della VI Flotta e il ritmo delle esercitazioni nell’area.

L’altro messaggio, implicito, di esercitazioni come Defender Europe è rassicurare le cancellerie del Vecchio Continente, cui viene segnalato il “ferreo impegno” degli Usa nel garantire la sicurezza europea e la difesa degli alleati dal disperato tentativo del Cremlino di recuperare profondità strategica nel proprio “estero vicino”.

Questo vale particolarmente per i partner dell’Europa centro-orientale, come Polonia, Paesi Baltici e Romania. Mentre gli europei occidentali, anche solo per ragioni di lontananza geografica, non avvertono come imminente una minaccia russa al proprio territorio, la russofobia della “Nuova Europa” torna utile agli americani per mantenere un diaframma geopolitico tra Mosca e Berlino.

Vi è poi l’Ucraina, la più esposta alle attività coercitive e ibride, nella zona grigia al di sotto del conflitto armato, con le quali Mosca saggia la credibilità delle “linee rosse” tracciate da Washington, seguendo la celebre massima di Lenin: “Sonda con una baionetta: se incontri l’acciaio, fermati. Se incontri la poltiglia, allora spingi”.

In questo senso va letta la recente massiccia mobilitazione di forze e asset militari russi al confine ucraino, volta a tastare l’entità del supporto americano a Kiev. Casa BiancaDipartimento di Stato e Pentagono hanno ribadito il “fermo sostegno degli Stati Uniti alla sovranità, all’integrità territoriale e alle aspirazioni euro-atlantiche” ucraine, fornendo un nuovo pacchetto da 125 mld$ in armi letali e capacità di comando e controllo.

Mentre Kiev torna a chiedere l’apertura del processo di adesione alla Nato per dissuadere i russi, con il rischio di alimentare ulteriormente le tensioni.

Infine, agli alleati viene ricordato il loro ruolo di “Scudi della Repubblica”, funzionali a garantire la “difesa avanzata” del territorio Usa. A mantenere le minacce alla sicurezza lontane dall’isola nordamericana, permettendo al dispositivo militare dell’egemone di affrontarle là dove emergano, allontanando la prima linea di difesa dalle coste nazionali.

Confutando quelle analisi che descrivono l’Europa come quadrante geopoliticamente secondario, subordinato all’Asia-Pacifico. Per vincoli strategici, Washington non può abbandonare l’Europa. E l’Alleanza Atlantica continua ad essere fondamentale per assicurare il controllo del continente cardine dell’impero americano.

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