ORIGINI E CONSEGUENZE DEL BLOCCO DEL CANALE DI SUEZ: “COME DIAVOLO È SUCCESSO?”

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Per quasi una settimana, il mondo ha tenuto gli occhi puntati sul cargo della compagnia navale giapponese Ever Given, ormai noto per il blocco del Canale di Suez, dal quale dipende circa il 13% del commercio mondiale. 

Cos’è il Canale di Suez e chi lo controlla?

Il Canale di Suez, lungo 120 miglia – circa 193 chilometri –, è un corso d’acqua artificiale che collega il Mar Rosso con il Mar Mediterraneo. Ad oggi, è di proprietà dell’Egitto.

Quando fu aperto nel 1869, il Canale facilitò il commercio globale offrendo un percorso che permetteva una navigazione diretta dal Mediterraneo all’Oceano Indiano, eliminando la costosa necessità di circumnavigare l’Africa attraverso l’Oceano Atlantico lungo la rotta di capo di Buona Speranza. Ancora oggi, Suez resta un canale di transito fondamentale per il commercio internazionale, soprattutto nel settore petrolifero.

Come ha fatto ha bloccarsi la nave?

Adesso che il cargo è libero, il mondo è in attesa di risposte. Ciò che sappiamo è che durante una tempesta di sabbia, il 23 marzo, la nave da carico Ever Given, gestita dalla compagnia taiwanese Evergreen, è stata colpita da forti venti. Alcuni esperti ipotizzano che il gran numero di container trasportati possa aver agito come una vela, così da spingere la nave fuori rotta. Ciò nonostante, rimane aperta la possibilità che possano essere coinvolti altri fattori. Il tenente generale, Osama Rabie, capo delle autorità del Canale di Suez, ha dichiarato che non è ancora stata esclusa l’eventualità di “un errore tecnico o umano”. 

La nave Ever Given è stata liberata il 29 aprile, in seguito ad una complessa missione di salvataggio sottoposta ad uno scrutinio globale. Proprio alla luce di ciò, il 31 marzo, l’Egitto ha annunciato l’avvio di un’indagine sull’accaduto. Un team di esperti si è già recato a bordo della nave per raccogliere informazioni sul comportamento e la preparazione dell’equipaggio. 

Date le 400 navi rimaste in coda, le autorità egiziane hanno raddoppiato il numero giornaliero di navi autorizzate a passare attraverso il Canale, aumentando così la pressione sugli equipaggi e i capitani delle navi. In questo contesto, è utile evidenziare che il pilotaggio delle navi da carico attraverso il Canale è un’operazione attentamente pianificata. Secondo i dati delle autorità del Canale di Suez, il corso d’acqua nel 2020 è stato attraversato da più di 50 navi al giorno. 

“Ognuno di noi ha visto le foto e pensato: come diavolo è successo?” ha affermato Emily Hannah Stausboll, un’analista di spedizioni presso BIMCO. Per questo, è altamente probabile che l’incidente sollevi diversi interrogativi circa le dimensioni appropriate delle navi portacontainer, la larghezza del Canale e la gestione della sicurezza nello stesso. 

La nave Ever Given è una delle navi più grandi in circolazione, lunga 400 metri, larga quasi 60 metri e con un peso di 224mila tonnellate per 20mila containers. La sua lunghezza corrisponde esattamente a quella massima consentita all’interno del Canale. Per dare un’idea concreta di tale imponenza è sufficiente evidenziare che è più grande della Torre Eiffel e lunga quanto l’Empire State Building. 

In che modo l’incidente ha influenzato il commercio mondiale?

Come anticipato, secondo Allianz, circa il 13% del commercio mondiale passa attraverso il Canale di Suez. Ne consegue che l’impatto di questo episodio non sarà misurato e assorbito in giorni o settimane, ma piuttosto in mesi. Per sei giorni, miliardi di dollari di commercio internazionale sono rimasti paralizzati alle due estremità del Canale di Suez. Il blocco in questione ha rappresentato la chiusura più lunga del Canale dagli 8 anni di inattività che hanno seguito la Guerra dei Sei Giorni nel 1967.

La maggior parte del commercio marittimo mondiale avviene attraverso l’impiego di container – scatole di metallo che vengono impilate su navi da carico e spostate avanti e indietro da gru giganti – trasportati in tutto il mondo secondo un piano ideato meticolosamente.

Ciò che tarda ad arrivare in un porto innesca una catena di ritardi di altre merci che devono essere spedite. Considerando che le catene di fornitura erano già messe duramente alla prova dalla pandemia, ora sono ulteriormente rallentate ulteriormente da questo shock. I calendari di spedizione sono stati completamente stravolti, causando incertezza e disagio tanto ai consumatori quanto ai produttori. 

Secondo le stime di Lloyd’s List, ogni giorno oltre nove miliardi di dollari di merci transitano attraverso il canale di Suez, registrando un movimento commerciale di circa 400 milioni di dollari all’ora.

Per quanto riguarda i prezzi del petrolio, inizialmente saliti a causa della riduzione dell’offerta a fronte di una domanda invariata, è utile rilevare che adesso risultano in calo. Chiaramente, la legge della domanda e dell’offerta non è la sola responsabile della fluttuazione dei prezzi.

Altri fattori hanno altresì influenzato il loro andamento. In primo luogo, l’incertezza circa la ripresa delle operazioni e la reazione delle economie. In secondo luogo, ha avuto un ruolo fondamentale sulle aspettative l’imminente incontro del cartello petrolifero dell’OPEC. Per concludere, è interessante osservare che Brian Coulton, economista capo presso Fitch Ratings, ha dichiarato che se, da una parte, il blocco del Canale di Suez probabilmente non avrà un impatto materiale sul PIL mondiale, d’altra parte, potrà esercitare delle pressioni sul tasso di inflazione globale

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