DIALOGO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE: IN ARRIVO LA SVOLTA TANTO ATTESA?

Credits:https://www.globalist.it/world/2016/06/27/i-serbi-sognano-l-europa-il-60-favorevole-a-un-ingresso-nella-ue-202619.html

Il Parlamento Europeo si dice pronto a inviare i suoi rappresentanti per avviare il processo di dialogo tra il partito di maggioranza serbo e l’opposizione.

Da mesi e settimane il Parlamento Europeo, che dovrebbe mediare il dialogo, si dice pronto a inviare i suoi rappresentanti. Tuttavia, affermano le autorità di Belgrado, non c’è motivo di velocizzare il processo. Sebbene esse non abbiano fretta, il messaggio da Bruxelles è che nei prossimi mesi gli occhi saranno ancora puntati sui colloqui tra parti e che si attendono progressi concreti in termini di condizioni elettorali, se la Serbia vorrà continuare il processo di adesione all’Unione Europea.

Inoltre, il successo del dialogo non sarà una condizione formale per l’ulteriore apertura dei capitoli nei negoziati con Belgrado, bensì che i colloqui dei partiti politici mostreranno effettivamente quanto la Serbia sia pronta a lavorare sulla democratizzazione della società e ad adempiere quanto necessario nel percorso verso l’adesione all’UE – essere uno Stato democratico con mezzi di comunicazione liberi in cui lo Stato di diritto è un principio e non un ideale.

Gli eurodeputati vengono per insegnare alla Serbia cos’è la democrazia e aiutare i “magnati angusti” dell’opposizione a vincere le elezioni, come afferma il governo, o per determinare attraverso il dialogo se la Serbia rimanga veramente impegnata nel suo obiettivo strategico, cioè l’appartenenza all’Unione europea, come dicono i partiti di opposizione?

I deputati hanno ripetutamente affermato che il dialogo rappresenta la buona volontà della Serbia e che i rappresentanti del Parlamento europeo stanno arrivando a Belgrado su invito formale del presidente dell’Assemblea nazionale, Ivica Dačić, che guiderà il dialogo. In più occasioni, l’eurodeputata Viola Von Cramon, ha espresso la volontà delle istituzioni europee a supportare il dialogo tra i partiti serbi, ricordando che senza la volontà degli interessati si potrà fare ben poco.

Per incentivare il dialogo, l’Unione Europea vanta diversi meccanismi a sua disposizione, in particolare quelli relativi all’uso dei fondi IPA di preadesione, perché il ritiro di fondi per progetti strategici potrebbe essere condizionato dai progressi della Serbia nel campo dello stato di diritto e democratizzazione della società. Ha ricordato inoltre anche gli obblighi che deve adempiere un paese se vuole far parte dell’Unione Europea.

Bruxelles ha provato una nuova metodologia per risolvere il problema della mancanza di democrazia nei paesi che attendono di aderire all’Unione Europea. Il principio fondamentale è scandito dai criteri di Copenaghen che prevede elezioni libere e democratiche, lo stato di diritto, la libertà dei media e il funzionamento di istituzioni indipendenti. Anche il progresso dei candidati in tutte le altre aree dipenderà da questo.

Tuttavia, non ci si dovrebbe aspettare che il successo del dialogo interpartitico diventi parte delle condizioni formali per Belgrado sulla strada verso l’UE, ritiene l’eurodeputato e relatore per la Serbia Klemen Grošelj del terzo gruppo più forte “Renew Europe”. Egli Aggiunge che il processo negoziale stesso dovrebbe preparare la Serbia a diventare membro dell’UE e superare alcune cose che non devono certo caratterizzare un paese che fa parte della famiglia europea.

Secondo l’eurodeputato il dialogo tra i partiti dovrebbe essere uno strumento importante per superare l’estrema polarizzazione politica in Serbia, dato che al momento non esiste una sostanziale opposizione nell’attuale Assemblea nazionale. 

Il problema dell’esigua forza dell’opposizione non è nuovo. All’inizio della pandemia il Parlamento europeo incaricò Tanja Fajon e Vladimir Bilčik per svolgere il ruolo di mediatori al fine di creare un programma di miglioramento delle condizioni elettorali in Serbia.

La strategia ad oggi non è cambiata, pertanto l’Unione Europea è convinta che il dialogo dovrà risolvere i problemi elettorali menzionati nei rapporti delle organizzazioni internazionali, come l’OSCE / ODIHR, le quali affermano che la Serbia debba superare la criticità del dominio generale del partito al governo, pressioni sugli elettori e acquisto di voti, ma anche controllo dei media da parte delle autorità.

Anziché concentrarsi sul contenuto del dialogo e sulle concessioni che è pronto a fare per creare le condizioni affinché l’opposizione possa candidarsi alle prossime elezioni, il governo sta lavorando a un nuovo progetto – formando un dialogo parallelo che includa partiti che non voglio essere parte del processo.

Ne ha parlato anche il Presidente della Serbia Aleksandar Vučić in una intervista del 13 marzo 2021 per TV Pink dal Bahrain, dove si trovava in visita ufficiale.  Tra i molti temi affrontati, ha avuto modo di rispondere sulla questione delle libertà di voto. Ha affermato che le elezioni in Serbia sono sempre libere, a prescindere dal fatto che alcuni partiti decidano di non prendere parte.

Riferendosi alle scorse elezioni parlamentari ha criticato la strategia dell’opposizione dicendo che il boicottaggio è stato deciso poiché sicuri della sconfitta, trasformando così una pessima figura in una protesta. Inoltre, ha affrontato il tema dell’immigrazione per il quale ha promesso un forte dialogo con tutti i partiti, favorevoli e contrari. 

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