SPIONAGGIO ITALIA-RUSSIA. QUALI CONSEGUENZE POLITICHE?

Credits:https://www.lastampa.it/cronaca/2021/03/31/news/roma-spionaggio-e-rivelazione-di-segreto-fermati-due-ufficiali-di-marina-e-forze-armate-russe-1.40094224

Il caso dell’ufficiale italiano scoperto a spiare per i russi avviene in un momento storico in cui le relazioni internazionali tra la Russia e l’Occidente sono ai minimi storici. Si apre la crisi delle relazioni diplomatiche italiane con Mosca.

La vicenda 

Lo scorso martedì, Walter Biot, un capitano di fregata della Marina italiana è stato fermato in un parcheggio romano subito dopo aver ceduto una pen drive con informazioni su sistemi di telecomunicazione militare NATO a un agente russo in servizio presso l’ambasciata di Roma in cambio di 5mila euro.

Secondo i Carabinieri, gli arresti di martedì sono stati il risultato del lungo lavoro di intelligence svolto dall’Agenzia per la sicurezza interna italiana (AISI)con il supporto del Capo di Stato Maggiore Militare. I sospetti di spionaggio, infatti, erano già emersi qualche mese prima dopo che l’AISI aveva segnalato una relazione tra il capitano della marina e l’ufficiale russo.

Le motivazioni del tradimento, stando a quanto riportato dall’ ufficiale, sarebbero di natura economica: Walter Biot avrebbe infatti accettato di cedere informazioni in cambio di denaro per fronteggiare gravi problemi familiari. Un caso dunque classico di spionaggio in cui il reclutamento avviene sfruttando le debolezze personali dell’obiettivo: i problemi economici e/o l’insoddisfazione verso la propria carriera. 

Il caso Biot non è il primo caso di spionaggio in Italia. Nel 2016 un funzionario del Serviço de Informações de Segurança portoghese aveva ceduto documenti top secret sui sistemi di difesa della Nato e sull’infrastruttura di comunicazione tra i Paesi aderenti a un agente del SVR russo di nome Sergey Nicolaevich Pozdnyakov. Nel 2019 fu poi arrestato Alexander Korshunov a seguito di un mandato di cattura internazionale sollecitato dall’FBI, secondo cui su era impadronito di segreti militari della General Electric Aviation System. 

Questa è la prima volta però che viene alla luce un caso che coinvolge informazioni sulla difesa e sulla sicurezza, trattandosi precedentemente di casi di spionaggio politico o industriale. 

Il significato politico e internazionale dell’operazione

Sebbene i documenti sottratti, secondo quanto riportato dagli americani, non sarebbero stati di particolare rilievo, è importante guardare al contesto internazionale in cui il tradimento si è verificato: la vicenda arriva infatti sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Mosca e l’Occidente.

La postura particolarmente assertiva della NATO in Ucraina e nei Paesi baltici attraverso l “Enhanced Forward Presence” rappresenta un grande minaccia per Mosca. Le relazioni tra il Cremlino e l’Occidente hanno toccato i minimi storici anche a seguito delle più recenti accuse mosse da Joe Biden che ha definito Putin “un assassino” e dopo l’incarcerazione di Alexei Navalny, che ha innescato le sanzioni dell’UE contro alti funzionari russi.

La settimana scorsa, Vladimir Putin ha rilasciato una dichiarazione in cui lamentava “lo stato insoddisfacente dei legami Russia-UE”, che ha attribuito alle “politiche non costruttive, spesso conflittuali dei nostri partner“.

Conoscere le attività in corso della NATO e penetrare nei suoi sistemi di telecomunicazioni militari, rappresenta un vantaggio per Mosca tanto più in questa fase in cui il Cremlino cerca di consolidare la propria presenza militare in Libia e in tutto il Mediterraneo centro-orientale.

Le relazioni diplomatiche Roma-Mosca 

Una questione rilevante della vicenda, è il fatto che l’Italia sia stata scelta come terreno d’azione di Mosca per accedere alle informazioni dell’Alleanza. Che l’Italia sia vista dal Cremlino come la pedina debole dell’Alleanza è una domanda aperta.

Quel che è certo è che la penisola è, tra gli altri Paesi occidentali, un terreno ad altissima concentrazione di operazioni di spionaggio in ambito politico-militare, economico, scientifico e industriale. Washington vede in Roma uno dei principali interlocutori europei mentre la Russia percepisce il paese come uno dei punti di accesso privilegiati nell’ambiente NATO. L’Italia si ritrova a essere così lo scacchiere sul quale si gioca la partita gli Stati Uniti e la Russia, una nuova guerra ibrida tra le due superpotenze.

Non poche sono le asserzioni secondo le quali il controspionaggio italiano non sarebbe stato abbastanza efficiente da impedire che un simile tradimento si verificasse. Il controspionaggio civile e militare italiano potrebbe esser stato in parte frenato dalle relazioni culturali e commerciali con Mosca dal momento che la Russia rappresenta un mercato molto importante sia per la dipendenza energetica che per l’importanza delle esportazioni italiane.

Negli ultimi anni, inoltre, si sono susseguiti diversi governi filorussi, sia di centro-destra, sia di centro-sinistra e i rapporti tra Mosca e Roma sono stati particolarmente stretti durante i governi Conte 1 e 2 con il case study rappresentato dalla missione dei medici militari russi a Bergamo durante la prima fase dell’emergenza. Il nuovo governo Draghi e l’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca hanno in parte cambiato questo scenario e, secondo Mark Galeotti, docente e scrittore esperto di affari di sicurezza russi, sembrerebbe che l’Italia stia progressivamente allentando le buone relazioni diplomatiche con il Cremlino.

Questa vicenda smonta la retorica dell’amicizia tra italiani e russi svelando come, nei momenti di crisi, l’Italia tenda a schierarsi da una parte e la Russia dall’altra. Di fronte alla pronta reazione dell’Italia, a poco valgono dunque le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che spera di preservare “il carattere molto positivo e costruttivo dei rapporti italo-russi”.

È possibile invece, che la stessa uscita della storia di spionaggio (simile ad altre, di solito tenute segrete per prassi e utilità) sia stata voluta dal governo italiano per segnalare la ritrovata fedeltà all’amministrazione statunitense ora che Biden pretende di ricompattare il fronte europeo. Data la fermezza con cui ha reagito l’Italia all’intrusione della Gru (i servizi segreti militari russi), l’affare spionistico, più che allarmare la NATO, potrebbe dunque confortarla. 

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