LA COOPERAZIONE MILITARE TRA ITALIA E QATAR:VERSO UNA PARTNERSHIP STRATEGICA?

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Nel corso degli ultimi anni, l’Italia ha intrecciato una serie di importanti relazioni in materia di cooperazione militare e vendita di armamenti con diversi paesi del Medio Oriente. Tra questi, per quantità e qualità degli accordi siglati, spicca certamente il piccolo ma influente Stato del Qatar.

Secondo i dati riportati nella relazione annuale sull’export di armamenti, presentata al Parlamento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel quadriennio 2016-2019 l’Italia ha autorizzato esportazioni militari verso il Qatar per un valore totale di 6,5 miliardi di euro: Doha ha rappresentato, dunque, uno dei principali mercati di destinazione degli armamenti italiani negli ultimi anni.

Nello specifico, tra gli accordi raggiunti, vanno segnalati il contratto con Fincantieri per la costruzione di 4 corvette, 2 pattugliatori e una nave per operazioni anfibie (7 navi militari per un valore economico di circa 5 miliardi di euro) siglato nel 2017, e quello per la fornitura di 28 elicotteri multiruolo NH90 firmato nel 2018 con Leonardo, che agisce in qualità di prime contractor per il consorzio NHIndustries, composto da Leonardo, Airbus e Fokker. Tali contratti sono integrati con i rispetti pacchetti relativi a supporto logistico, manutenzione e addestramento.

Inoltre, va segnalato anche l’interessamento di Doha per i sottomarini di Fincantieri, con la possibilità che il Qatar acquisti in futuro due sommergibili di produzione italiana, elemento che renderebbe il piccolo Stato del Golfo l’unico, tra i membri del Gulf Cooperation Council (GCC), a possedere forze subacquee, accrescendo notevolmente le sue capacità militari e la sua influenza nell’area.

La cooperazione militare tra Italia e Qatar non spicca solo per il mero valore economico delle commesse industriali (basti pensare che nel solo 2016 furono autorizzate esportazioni militari al Kuwait per un valore totale pari a 7,7 miliardi di euro). Infatti, si può affermare che il valore aggiunto delle relazioni tra Italia e Qatar risieda nell’importanza strategica degli accordi sottoscritti e nella capacità di fare “sistema” da parte dell’Italia.

Da un lato, a livello industriale e logistico, Fincantieri costruirà il nucleo portante della futura marina militare di Doha, oltre a fornire supporto logistico e ad addestrare il personale che sarà poi imbarcato sulle navi qatariote. Una grande responsabilità, che però è emblematica dei profondi e stretti legami tra l’azienda triestina (e quindi, l’Italia) e lo Stato del Qatar.

Dall’altro lato, anche la cooperazione politico-istituzionale tra i due paesi si è rafforzata nel corso degli ultimi anni, e le recenti visite in Qatar del Ministro della Difesa Guerini (a novembre) e del Ministro degli Esteri Di Maio (a dicembre) hanno ulteriormente suggellato la partnership tra Roma e Doha.

Dal punto di vista militare, poi, non bisogna dimenticare diversi accordi di cooperazione sottoscritti dalle Forze Armate italiane con le controparti qatariote. Tra questi, a titolo esemplificativo, vanno ricordati il recente accordo per l’addestramento in Italia dei piloti militari del Qatar, la cooperazione su programmi di sicurezza cibernetica e la collaborazione tra gli Eserciti dei due Paesi (di cui l’esercitazione congiunta NASR 2019 è uno dei maggiori esempi, con la partecipazione in quell’occasione di 800 militari italiani, 1200 soldati qatarini e 250 tra veicoli da combattimento e logistici).

Inoltre, proprio in occasione della recente visita del Ministro Guerini, il Qatar ha chiesto il supporto delle Forze Armate italiane nella gestione della sicurezza per i mondiali di calcio in programma nel paese arabo nel 2022.

Infine, è da segnalare la firma del cosiddetto “Dialogo Strategico” tra Italia e Qatar avvenuta in occasione della visita del Ministro Di Maio lo scorso dicembre. Tale evento è indicativo di come i rapporti bilaterali tra i due Stati siano cresciuti nel corso degli anni, e di come la partnership tra Roma e Doha non sia limitata ormai al solo settore militare-industriale, ma si estenda a numerose aree di comune interesse per i due Paesi: commercio, energia, investimenti, turismo, scienza e tecnologia.

Il Qatar si conferma, dunque, un partner cruciale con cui dialogare nell’ambito della regione del Mediterraneo allargato, anche alla luce del suo ruolo nella crisi libica. Inoltre, dati i recenti sviluppi relativi alla fine dell’embargo verso Doha da parte di Riad, Abu Dhabi e Il Cairo, il Qatar potrebbe configurarsi sempre più come il perno della politica estera italiana in Medio Oriente.

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