LA REAZIONE RUSSA AL COLPO DI STATO IN MYANMAR

Myanmar's soldiers stand guard at a roadblock manned with an armored vehicle in a road leading to the parliament building Tuesday, Feb.2, 2021, in Naypyitaw, Myanmar. Hundreds of members of Myanmar's Parliament remained confined inside their government housing in the country's capital on Tuesday, a day after the military staged a coup and detained senior politicians including Nobel laureate and de facto leader Aung San Suu Kyi. (AP Photo)

Dopo il colpo di stato, che lo scorso 1° febbraio ha dato inizio ad una dittatura militare nel paese asiatico, Mosca ha assunto un comportamento ambivalente, che da un lato condanna le violenze, ma dall’altro continua a mantenere i rapporti con la giunta militare.

“Veramente preoccupata”, così si definisce Mosca; il riferimento è alle morti provocate dalle reazioni dei militari alle proteste del 27 Marzo, che hanno provocato la morte di quasi cento persone, compresi numerosi minori. In quel giorno, ricade la festa delle forze armate e come di consueto si è svolta la parata militare, normalmente animata da numerosi delegati stranieri, a cui ha partecipato il viceministro della difesa Russo Alexander Fomin, che, in quella occasione ha anche affermato: “Il Myanmar è un alleato affidabile della Russia e un partner strategico nel Sud-est asiatico”. 

Il portavoce del Cremlino Peskov, precisa come la presenza russa alla sopracitata parata “non significa assolutamente che approviamo i tragici eventi che si verificano nel paese”

in effetti, la risposta al golpe che dal 1° febbraio ha sostituito il governo con la giunta militare guidata dal comandante delle forze armate Min Aung Hlaing, non è stata unanime in tutto il globo, e come prevedibile da un lato si ha un occidente che condanna e impone sanzioni, e dall’altra si ha una Cina e una Russia, che più o meno esplicitamente sostengono la giunta.

 I legami fra i due paesi, consistono nella cooperazione militare, e nell’addestramento dei soldati, oltre alla vendita di armi, legami intensificatisi negli ultimi anni.

A gennaio, la Russia ha fornito al paese missili terra-aria Pantsir-s1e diversi droni di sorveglianza, non sorprende dunque, l’uso di convogli militari di fattura russa durante il colpo di stato. 

L’appoggio di Mosca è fondamentale per il Myanmar, insieme alla Cina (altra sostenitrice), entrambi i paesi fanno parte, a titolo permanente, nel consiglio di sicurezza dell’Onu, e possono bloccare eventuali iniziative volte a porre fine al governo della giunta. Dall’altra parte, la Russia mira a non perdere la cooperazione in campo militare che frutta 807 milioni per decennio, e che le permette di avere un alleato importante nella regione.

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