MOSCA NON SOSTITUIRÀ COMPLETAMENTE GLI USA NEI RAPPORTI CON RIYAD

FONTE: L’INDRO.IT

A cause dei diversi eventi che si sono verificati nella politica internazionale, tra cui il caso Khashoggi, i rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita si sono leggermente raffreddati. Tuttavia Mosca non riuscirà a sostituirsi a Washington nei rapporti con Riyad.

Considerando l’andamento dei rapporti tra Arabia Saudita e Stati Uniti, con il raffreddamento verificatosi a seguito della nuova presidenza Biden e di un rapporto declassificato dell’Intelligence a stelle e strisce, in cui verrebbe confermata la responsabilità del re saudita Bin Salman, Mosca spera di incrementare la sua influenza nei confronti del Paese del Golfo.

Recentemente, il 10 marzo, il Ministro degli esteri russo Lavrov si è recato in visita in Araba Saudita, completando il tour di Paesi del Golfo che intendeva visitare. Qui sono state discusse varie tematiche, tra cui la fornitura di armi al regno saudita ma non è stata presa nessuna decisione ufficiale, né sottoscritto alcun accordo. 

Tale visita si colloca in un clima di leggero raffreddamento dei rapporti tra Washington e Riyad, specialmente dopo che la portavoce del Dipartimento di Stato N. Price ha fatto riferimento a possibili restrizioni da applicare nei confronti di ben 76 personalità saudite che sarebbero legate all’uccisione del giornalista Khashoggi.

Si comprende chiaramente come, a seguito di tali provvedimenti, le relazioni tra i due Stati potrebbero essere compromessi. A questo si aggiungerebbero le restrizioni messe in atto sull’export di armi al regno saudita come stabilito dal Presidente Biden.

In tutto questo Mosca spera di inserirsi nei vuoti lasciati dagli USA e di rafforzare i propri rapporti con Riyad in vari contesti.

Primo dossier potrebbe essere quello yemenita, riguardo cui gli USA hanno fatto intendere chiaramente di cambiare strategia riducendo il supporto alla coalizione a guida saudita nella lotta contro i ribelli filoiraniani degli Huthi. 

In questo frangente Mosca potrebbe fare la propria parte con la vendita dei propri armamenti, irrobustendo ulteriormente la sua immagine e quella della sua industria bellica all’estero. Inoltre, non è da escludere, anche se si tratta di una condizione abbastanza complessa da attuare, che il Cremlino potrebbe svolgere il ruolo di mediatore nel conflitto tra Arabia Saudita e Huthi, magari al fine di raggiungere un eventuale accordo di pace, senza però trascurare l’influenza che riveste il Consiglio di Transizione del Sud nel conflitto yemenita.

In aggiunta, Mosca potrebbe partire proprio dalla questione yemenita per tentare di espandere la sua influenza rispetto agli altri Paesi del Golfo e quindi del Medio Oriente. In questo senso potrebbe approfittare del vuoto lasciato dagli USA per mediare nei tumultuosi rapporti tra Arabia Saudita e Iran che si contendono l’influenza nella regione mediorientale.

Tuttavia il tema più caldo e più spinoso risulterà quello della vendita delle armi ai Sauditi. Se questo gioca a favore di Mosca perché crea le condizioni ottimali per consolidare e rafforzare i rapporti politico-militari, è pur vero che la vendita di alcune armi non è possibile per la presenza di alcuni accordi sottoscritti con Israele.

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