HEALTH SILK ROAD E COMMERCIO: IL NUOVO RUOLO DELLA CINA IN MEDIO ORIENTE

Fonte immagine: Iran, China Sign 25-Year Cooperation Agreement | Voice of America - English (voanews.com)

Gli aiuti umanitari forniti in periodo di pandemia diventano per la Cina uno strumento per raggiungere obiettivi commerciali e di politica estera. Il recente accordo con l’Iran ne è la dimostrazione.

Lo scorso sabato l’Iran e la Cina hanno firmato un accordo di cooperazione per i prossimi 25 anni. Seppure l’intesa sia in parte frutto delle dinamiche concernenti il JCPOA (l’accordo sul nucleare), le negoziazioni per consolidare la cooperazione tra Teheran e Pechino sono in corso dal 2016. 

L’accordo si presenta come il più recente tassello della Belt and Road Initiative (BRI) che gioca un ruolo di fondamentale importanza nell’assicurare alla Cina una considerevole espansione della propria influenza in Medio Oriente e Nord Africa.

Si tratta di un progetto volto all’apertura di due corridoi infrastrutturali – uno marittimo Marimitime Silk Road (MSRI), e l’altro terrestre Silk Road Economic Belt (SREB) – volto al miglioramento della cooperazione tra i Paesi dell’Eurasia sulla falsariga delle antiche Vie della Seta. La centralità della Cina nel progetto di collegamento dell’Asia dell’Est all’Africa e all’Europa conferisce a Pechino un grande ruolo strategico.

L’annuncio di tale iniziativa nel 2013 aveva confermato l’importanza strategica della regione Mediorientale per le ambizioni politiche internazionali cinesi. Così, la Repubblica popolare cinese grazie agli accordi di cooperazione della BRI è riuscita a presentarsi come un valido partner commerciale per i paesi dell’area Mena

Il Covid-19 ha ulteriormente facilitato quest’espansione facendo da ponte tra la Cina e il Golfo tramite la “Health Silk Road”.

Infatti, se le teorie cospirazioniste riguardo alle origini del virus abbiano costituito una consistente minaccia alla diplomazia sanitaria globale (intesa come forma di collaborazione e cooperazione per una risposta coordinata all’emergenza sanitaria), essa ha costituito, allo stesso tempo, un nuovo teatro per la competizione tra Pechino e Washington (considerando, in questo caso, la diplomazia sanitaria uno strumento volto al raggiungimento di obiettivi politici). 

È presumibile che le reali motivazioni alla base della cooperazione e degli aiuti forniti agli stati dell’area Mena da parte di Pechino siano legate alla volontà di promuovere un cambiamento degli ordini mondiali e presentarsi, dunque, come un leader a livello globale.

Pertanto, è possibile che il coinvolgimento cinese non sia dovuto unicamente ad interessi umanitari e, piuttosto, faccia parte di un tentativo strategico per avanzare i propri obiettivi di politica estera nella regione. Nelle scorse decadi, infatti, Pechino ha ben valutato le proprie scelte di politica estera per espandere la propria posizione politica, economica e militare. Lo scoppio della pandemia ha poi creato le condizioni per la sua nuova prominenza, assieme al limitato coinvolgimento degli Stati Uniti.

In effetti, il relativo successo di Pechino nell’affrontare la pandemia così come la “Covid-19 diplomacy” implementata hanno generato un grande livello di fiducia nei paesi del Medio Oriente, area geografica, quest’ultima, che ha costituito il fulcro della diplomazia medica cinese. Il recente accordo con Teheran ne è una dimostrazione.

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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