LA RUSSIA E IL SUO NUOVO ESERCITO

Secondo il Ministero della Difesa russo gli Stati Uniti stanno conducendo un nuovo tipo di guerra contro Mosca, la quale potrebbe avere conseguenze nefaste per la prossima generazione. Ma perché da Washington giungono sempre voci e notizie circa una possibile guerra con la Russia? Forse certe dichiarazioni hanno più funzione apotropaica anziché propiziatorio.

Il consigliere del ministro della Difesa della Federazione Russa, Andrei Ilnitsky in un’intervista alla rivista “Arsenal of the Fatherland” ha detto che l’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, è riuscita nell’intento di creare un’ostilità psicologica di massa contro la Russia, le cui conseguenze saranno evidenti soprattutto nelle generazioni future; “tutto questo sta portando all’emergere di un nuovo tipo di guerra”. Oltre a questo, Ilnitsky ha detto che lo scopo della nuova guerra è “la distruzione dell’autocoscienza degli individui, in modo da cambiare la percezione che si ha del nemico, affinché la manipolazione delle future generazioni nei confronti della Russia sia completa”.

Secondo Ilnitsky, i paesi occidentali evitano il confronto militare diretto con la Russia sia a causa del proprio arsenale nucleare che, soprattutto, del recente ammodernamento dell’interno comparto bellico, motivo per cui, sempre secondo il portavoce, è altamente improbabile che vi sia uno scontro militare diretto tra le due potenze, almeno per i prossimi dieci anni.

Ma perché un portavoce del Ministero della Difesa russo parla del recente ammodernamento dell’esercito russo come deterrente per scongiurare una possibile guerra? Le dichiarazioni di Ilnitsky sono frutto di un accecamento da hybris greca o sono realmente riscontrabili?

Ad un’attenta analisi, bisogna considerare un fattore quanto mai importante, ovvero che non è da sottovalutare il budget investito dal Cremlino, per volontà soprattutto del presidente Putin, negli ultimi dieci anni nel comparto della Difesa.

Facendo un veloce disamina, partendo dall’aviazione, di recente, La United Aircraft Corporation (UAC) russa, ha pubblicato in anteprima dei video sul volo del primo caccia da combattimento stealth di quinta generazione Su-57.  Il ministro della Difesa Sergey Shoigu ad inizio marzo aveva comunicato, riferendolo al TASS (nota agenzia di stampa russa), che l’aereo è già stato prodotto e consegnato al ministero della Difesa nell’ambito del contratto sulla spedizione di 76 esemplari.

L’ UAC ha confermato che l’impianto di produzione di Komsomolsk-on-Amur implementerà la produzione a partire dal 2021. Per quanto concerne la marina, nel settore della cantieristica navale, sono di nuova produzione le navi d’assalto anfibie universali Project 23900 (AAS). 

Va ricordato che solo poche flotte al mondo possono vantare navi d’assalto anfibie universali, (navi militari da guerra addetta al trasporto di fanteria, aerei e mezzi da sbarco in grado di operare anche in posti sprovvisti di attracco).

I compiti principali delle unità AAS, sono lo sbarco di forze di spedizione armate su coste attrezzate e non attrezzate all’attracco; il supporto di azioni militari compiute dalla fanteria con mezzi di aviazione e l’immediato dispiegamento di veicoli corazzati pesanti nella zona di azione. Inoltre, gli AAS, spesso svolgono, in caso di azione imminente in un determinato territorio, anche il ruolo di quartier generale.

Due prototipi di nuova generazione AAS sono già stati progettati, rispettivamente nello stabilimento di Zaliv, a Kerch. Va specificato che questo è il primo caso in cui, mezzi di questa classe, vengono costruiti in Russia. 

La determinazione di realizzare unità anfibie nasce già alla fine degli anni 2000, per volontà dell’allora neo eletto presidente Putin. Durante la prima decade del nuovo millennio la Russia però, a causa delle pesanti conseguenze economiche derivate dal precedente decennio derivate dalla dissoluzione dell’ URSS, la Federazione russa non poteva permettersi di concentrare i propri sforzi economici sull’ingegneria bellica e sulla creazione di unità anfibie.

Così nel dicembre 2010 il Ministero della Difesa firmò un contratto con aziende francesi affinchè realizzassero due portaelicotteri d’assalto anfibio universali di classe Mistral di primo grado, simili alle odierne AAS, che la Russia avrebbe dovuto ricevere nell’autunno del 2014. Tuttavia però, a causa della crisi in Crimea, Parigi, sotto la pressione degli alleati, ha sospeso il contratto e venduto le Mistral al governo egiziano.

Dopo un decennio dalla commessa, visto il netto miglioramento dell’economia russa, e conseguentemente l’incremento del budget per la spesa militare, il Ministero della Difesa russo ha deciso di autoprodurre le prime unità anfibie, costruendo per la prima volta mezzi totalmente made in Russia.

Le due AAS risultano fondamentali in quanto fornirebbero ai reparti dell’esercito russo un proprio mezzo di trasporto in grado di fornire una presenza a lungo termine di contingenti militari in aree remote del mondo, fornendo loro supporto aereo e pieno controllo. I due AAS appena ideati, denominati “Vladivostok” e “Sevastopol”, sono stati sviluppati dalla Zelenodolsk Design Bureau. 

Secondo i piani, dovrebbero essere costruiti, testati ed inseriti nella flotta entro il 2027/2028. Gli specialisti a Kerch si trovano ad affrontare un compito estremamente non banale: secondo il progetto, lo spostamento di ogni AAS è di circa 40mila tonnellate. Navi così grandi non sono mai state installate nella Russia post-sovietica.

Come se non bastasse, di recente sono stati resi i test di una delle ultime armi di progettazione russa in campo bellico, ovvero del missile ipersonico Zircon.

Proprio l’11 dicembre 2020, la fregata Admiral Gorshkov ha lanciato un missile Zircon dal Mar Bianco contro un obiettivo costiero situato presso il campo di addestramento di Chizha nella regione di Arkhangelsk. L’obbiettivo principale dello “Zircon” sono le navi di superficie nemiche di diverse classi, dalle fregate alle portaerei, così come qualsiasi altra struttura militare di terra.

 Le caratteristiche di velocità dello Zircon (fino a 9000 km / ho 2500 m / s) lo rendono inaccessibile ai sistemi di difesa missilistica nemici esistenti, impossibile da schivare e rilevarne il lancio in tempo. Il razzo vola su una sezione di crociera a un’altitudine di 30-40 km, dove la resistenza dell’aria è bassa; una tale altitudine di volo può aumentare significativamente la portata e la velocità del razzo.

Ciò che però fa davvero preoccupare gli Stati Uniti, è quanto emerso da un Recente rapporto dei loro servizi segreti, i quali indicano che la Russia ha sviluppato un’arma a “impulso superelettromagnetico” (EMP), insieme a una testata (il proiettile che trasporta l’arma) in grado di viaggiare alla velocità di Mach 20.

Gli sviluppi allarmanti sono stati documentati in un rapporto pubblicato dal Dr. Peter Vincent Pry, direttore esecutivo della Taskforce EMP sulla sicurezza nazionale. Pry ha detto che queste nuove armi ad impulso elettromagnetico EMP “potrebbe oscurare il Nord America e la NATO in Europa e vincere la terza guerra mondiale alla velocità della luce“.

Le armi EMP sono progettate per esplodere ad altitudini elevate da poter spazzare via la tecnologia, comprese le reti elettriche, su vaste aree di terreno sottostante. L’interruzione risultante potrebbe durare più di un anno. Per questo motivo gli USA cercando di tenere sempre sotto pressione il confine occidentale della Russia, come strategia della tensione volta a incutere il timore di una rappresaglia in caso di eventuale attacco e/o conflitto. 

Tanto che per l’estate 2021, secondo quanto riferisce la CNN, l’esercito USA simulerà – virtualmente – uno scenario di scontro terrestre sia contro la Cina che contro la Russia. In breve, i militari USA dislocati nelle rispettive basi all’estero, avranno installato sui PC in dotazione un software, simile ad un gioco di guerra altamente classificato, che avrà come scopo principale quello di ricreare scenari virtuali di azioni di guerra contro l’esercito russo e cinese.

Diversi funzionari della difesa hanno spiegato alla CNN che il gioco di guerra è una priorità assoluta per il presidente del Joint Chiefs of Staff, Mark Milley, che guiderà l’esercitazione. 

Il gioco di guerra è progettato per preparare i massimi dirigenti delle forze armate statunitensi ad affrontare una crisi globale immaginaria che scoppia su più fronti e i giocatori dovranno affrontare scenari in continua evoluzione e competere per risorse militari come portaerei e bombardieri.

Gli USA però non hanno intenzione di fermarsi al livello virtuale. Questa settimana, gli Stati Uniti e il Canada hanno svolto esercitazioni militari, in condizioni difficili in cui le temperature possono scendere fino a -20 Celsius. Insomma, in un ambiente come quello Artico. 

Intanto si susseguono i voli USA e NATO di aerei spia ai confini russi. A tal proposito è interessante notare come la prospettiva, propagandata negli ultimi anni, di una NATO finalizzata ad una alleanza difensiva con lo scopo di contenere l’espansionismo russo non abbia alcun fondamento nella realtà. I fatti la smentiscono in maniera inesorabile. 

In occidente si possono anche continuare a portare avanti narrazioni mendaci su una Russia che sarebbe ancora arretrata dal punto di vista tecnologico e produttivo. La realtà, però, continua a smentire certe narrazioni funzionali tese a fare credere all’opinione pubblica che sussista ancora una superiorità militare ormai perduta dei paesi occidentali rispetto ad attori emergenti come Russia e Cina. 

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