PRESENTE E PROSPETTIVE DEI RAPPORTI STATI UNITI-INDIA

La fondamentale importanza dell’India nella politica estera statunitense 

Per far sì che gli Stati Uniti continuino ad esercitare influenza in tutto il mondo- e soprattutto in Asia- è fondamentale per loro riuscire a mantenere dei legami diplomatici forti e stabili con la maggior parte dei paesi asiatici che possano agire da contrappeso alla potenza cinese.

L’alleanza con l’India resta una delle più fondamentali sia per far sì che l’operato nel QUAD proceda al meglio e sia per creare per il paese una valida alternativa alla BRI. Ad oggi, non è possibile definire costanti i rapporti tenutesi tra Stati Uniti e India negli ultimi vent’anni.

Il registro impiegato dai due stati non è sempre stato pacifico né privo di sanzioni da parte dell’una o dell’altra nazione. Tuttavia quando oggi si analizza lo stato delle relazioni indo-statunitensi le parole a descrizione dei rapporti tra i due stati sul sito del governo statunitense sono tutto fuorché negative.

Gli Stati Uniti definiscono la partnership tra i due stati “fondata su un impegno condiviso per la libertà, i principi democratici, la parità di trattamento di tutti i cittadini, i diritti umani e lo stato di diritto. Gli Stati Uniti e l’India hanno interessi comuni nel promuovere la sicurezza globale, la stabilità e la prosperità economica attraverso il commercio, gli investimenti e la connettività.

Gli Stati Uniti sostengono l’emergere dell’India come potenza globale leader e partner vitale negli sforzi per assicurare che l’Indo-Pacifico sia una regione di pace, stabilità e crescente prosperità.” 

L’India e il passaggio di testimone alla presidenza statunitense 

L’amministrazione Trump ha goduto di quattro anni di rapporti inaspettatamente floridi con l’India. Nerendra Modi, primo ministro indiano, si è spesso dimostrato particolarmente vicino all’ex presidente statunitense. Ad unirli c’era sicuramente la questione cinese.

Da sempre l’India vive con difficoltà i rapporti con la grande potenza confinante e questo è risultato essere un punto sicuramente condiviso dall’ex presidente repubblicano. Sebbene oggi Biden sembri anch’egli determinato a frapporsi tra la potenza asiatica e le sue possibilità di crescita geopolitica, il nuovo presidente democratico sembra adottare tecniche sicuramente più diplomatiche, che lasciano una possibilità di mediazione cordiale e occasioni di accordi tra Stati Uniti e Cina. Questo fattore potrebbe sicuramente inficiare i rapporti tra gli Stati Uniti e l’India.

Modi non si è mai dimostrato contrario a Biden. Anzi, il primo ministro indiano ha accolto con favore l’approdo di Biden alla casa bianca ed è stato fra i primi a congratularsi per il suo successo e quello della vicepresidente Harris del novembre scorso. Ciò non vuol dire che i rapporti che si prospettano tra i due stati siano semplici.

Durante la sua campagna elettorale, Biden aveva annunciato la sua voglia di vedere i rapporti tra Stati Uniti ed India crescere. Ciononostante non aveva mancato di sottolineare la necessità per il paese asiatico di migliorarsi nell’aspetto democratico, rimarcando l’importanza per l’India di ottimizzare il suo operato soprattutto nel campo della tutela dei diritti umani. 

Gli ultimi accordi QUAD e l’incontro degli esponenti delle difese nazionali 

L’attuale situazione fa ben sperare in una maggiore collaborazione tra i due paesi. Qualche settimana fa Modi e Biden hanno avuto modo di incontrarsi- sebbene solo virtualmente a causa della situazione pandemica- nell’ambito dell’incontro del Quad, un’alleanza che vede i due paesi collaborare assieme al Giappone e all’Australia sin dal 2004.

L’incontro tra i quattro paesi ha dato modo agli Stati Uniti di Biden di intervenire per la prima volta in Asia: i paesi si sono infatti accordati per una fornitura di oltre 1 miliardo di dosi di vaccino contro il coronavirus entro la fine del 2022, contrastando così la distribuzione in Asia del vaccino cinese. Inoltre, lo scorso 20 marzo, per la prima volta un alto funzionario del governo di Biden, il segretario alla difesa Lloyd Austin si è recato in visita in India.

A Nuova Delhi, Austin ha avuto l’occasione di incontrare il ministro della difesa indiano, Rajnath Singh. I due hanno discusso le modalità di approfondimento della loro collaborazione in materia di difesa, intelligence e logistica. Dopo l’incontro Austin avrebbe dichiarato l’importanza del ruolo giocato dall’India, la quale risulta essere “un partner sempre più importante nelle dinamiche internazionali in rapido cambiamento di oggi”.

Austin ha inoltre riaffermato l’impegno in una partnership con l’India che miri al rafforzamento della difesa globale e che ponga l’India al centro dell’approccio statunitense alla regione indopacifica. 

L’Intelligenza Artificiale e il suo ruolo nella collaborazione India-USA

La collaborazione tra India e Stati Uniti non si ferma, tuttavia, al campo geostrategico ed economico. Già dal 2000 i due paesi collaborano anche nell’ambito dell’iniziativa US India Artificial Intelligence. L’accordo che lega i due paesi ha lo scopo di “agire come catalizzatore per promuovere collaborazioni scientifiche a lungo termine tra l’India e gli Stati Uniti attraverso partnership tra singoli scienziati, istituzioni scientifiche e la comunità scientifica in generale.”

Inoltre, lo USIAI si occuperebbe di “stabilire piattaforme e meccanismi per collegare gli ecosistemi scientifico-tecnologici di entrambi i paesi al fine di agire da terreno fertile per la promozione di partnership individuali e istituzionali in modo naturale e sostenibile.”

Proprio durante le scorse settimane, in occasione dell’Indo-US Science and Technology Forum si è tenuto l’incontro tra il segretario del Dipartimento di Scienza e Tecnologia indiano, Ashotosh Sharma, con Jonathan Margolis- rappresentante per il dipartimento di stato statunitense.

Durante l’evento, Sharma ha sottolineato la necessità per entrambi i paesi di intensificare le relazioni scientifiche e tecnologiche tra India e Stati Uniti, al fine di risolvere i problemi di entrambi i paesi e procedere verso il superamento delle barriere che ancora oggi impediscono ai due paesi di crescere nel settore. 

I rischi delle sanzioni 

Molte questioni restano ancora aperte sul futuro delle relazioni tra Stati Uniti e India. Infatti, nonostante l’incontro avvenuto la scorsa settimana tra il segretario alla difesa statunitense e il ministro della difesa indiana, uno dei maggiori interrogativi a cui non si può ancora dare risposta è quello relativo alla questione sanzionatoria nell’ambito dell’Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA).

La legge approvata nel 2017 mirerebbe a sanzionare i principali paesi avversari degli Stati Uniti, ovvero Russia, Iran e Nord Corea. Tuttavia essa mirerebbe anche a sanzionare qualunque nazione considerata alleata e che decida di intraprendere rapporti commerciali, soprattutto in campo militare con i suddetti paesi.

La legge è stata di recente posta in essere contro la Turchia, poiché quest’ultima aveva deciso di accordarsi per importanti transazioni di rifornimenti militari con un’importante compagni russa, la Rosobornexport. Oggi la stessa sanzione potrebbe ricadere sull’India a causa della scelta di quest’ultima di acquistare il sistema di difesa aereo S-400 dalla Russia.

L’attivazione di questo tipo di sanzioni contro l’India potrebbero comportare un forte allontanamento di Nuova Delhi da Washington ed un suo conseguente avvicinamento al governo di Mosca. Situazione che metterebbe a serio rischio i piani statunitensi nel continente asiatico e influenzerebbe negativamente il già instabile gioco di equilibri nella politica di contenimento statunitense nei confronti della crescente potenza cinese. 

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