LA MARCIA INDIETRO NELLE RELAZIONI DI SICUREZZA MESSICO-USA

https://www.brookings.edu/research/us-mexico-security-cooperation-2018-2024/

Il costante deterioramento delle relazioni tra Messico e Stati Uniti avrà gravi conseguenze sulla sicurezza pubblica di entrambi i Paesi.

Il rapporto di sicurezza bilaterale tra Messico e Stati Uniti è travagliato, ma essenziale. Una cooperazione in deterioramento a causa della cattiva gestione della sicurezza pubblica da parte del governo messicano. A ciò si aggiungono le provocazioni del presidente Andrés Manuel López Obrador che possono avere gravi conseguenze sulla sicurezza di entrambi i Paesi. 

Nell’ottobre 2020 l’ex segretario della Difesa del Messico, Salvador Cienfuegos, è stato arrestato e accusatodalle autorità statunitensi di traffico di droga, riciclaggio di denaro e stretta collaborazione con il brutale cartello di Beltrán Leyva. Il Messico, minacciando gli Stati Uniti di proibire l’accesso degli agenti della Drug Enforcement Administration (DEA), ha ottenuto il rimpatrio di Cienfuegos e il dossier dell’accusa statunitense.

A gennaio i procuratori messicani hanno archiviato il caso e promesso di condurre le indagini. Tuttavia il presidente López Obrador sostiene che l’inchiesta di Cienfuegos non sia sostenuta da sufficienti prove, anzi gli Stati Uniti avrebbero inventato le accuse. Inoltre il governo messicano ha pubblicato unilateralemente le 751 pagine di prove contro Cienfuegos che il Dipartimento di Giustizia statunitense gli aveva fornito. In questo modo il Messico ha violato il Trattato di mutua assistenza legale in vigore tra i due Stati, un accordo che disciplina anche la condivisione delle informazioni.

Il proscioglimento dell’ex segretario della Difesa non fa altro che sottolineare ulteriormente la radicata vulnerabilità dello Stato messicano alla manipolazione politica e alle pressioni di attori potenti, sia dei militari messicani che dei narcotrafficanti. Sono numerose le inchieste degli Stati Uniti contro funzionari messicani di alto livello che dimostrano quanto le organizzazioni criminali riescano a infiltrarsi nei più alti livelli di governo. 

Il caso di Cienfuegos non è l’unico problema tra Città del Messico e Washington. A novembre 2020 il segretario agli Affari Esteri, Marcelo Ebrard, ha annunciato che l’Iniciativa Mérida, il quadro di cooperazione di sicurezza con gli Stati Uniti, è senza effetto dato che non risponde più alle esigenze del Messico.

Secondo l’amministrazione López Obrador l’approccio adotatto nei confronti del crimine organizzato sarebbe troppo militarizzato, prediligendo invece una strategia focalizzata sullo sviluppo e sul benessere della popolazione. Di fatto nel 2019 il presidente messicano ha dichiarato la fine della “guerra alla droga” in Messico adottando un approccio più morbido alla sicurezza incentrato sull’uso della politica sociale per prevenire il crimine e la delinquenza.

Tuttavia i dettagli del suo programma non sono mai stati delineati, anzi López Obrador ha ampliato il potere e i fondi dell’esercito messicano a livelli senza precedenti. L’unica certezza è l’intenzione del governo di ridimensionare il ruolo degli Stati Uniti nella sicurezza messicana. Senza consultare Washington su come migliorare la cooperazione in questa materia, a dicembre il Messico ha approvato una nuova legislazione.

La nuova normativa limita la possibilità dei funzionari messicani di cooperare senza previa approvazione, riduce l’immunità per gli ufficiali della DEA e la capacità degli agenti di polizia statunitensi di operare in Messico. In questo modo la cooperazione con gli Stati Uniti viene fortemente frenata, sebbene i cartelli della droga controllano ampie zone del territorio messicano e i tassi di omicidi infrangono i record.

Atteggiamenti che rendono il Messico un partner poco affidabile agli occhi degli Stati Uniti e che dimostrano il disinteresse dell’amministrazione López Obrador di collaborare sulle questioni di sicurezza pubblica e anticrimine.

L’iniziale preoccupazione del Messico per la sovranità sugli affari interni aveva fatto sì che non fosse uno dei principali beneficiari dei fondi statunitensi per la sicurezza. Tuttavia nel 2008 si è conclusa l’Iniciativa Méridavolta all’istituzionalizzazione dell’assistenza alla sicurezza da parte degli Stati Uniti nei confronti del Messico.

Un accordo che ha totalizzato quasi tre miliardi di dollari e prevede progetti come il rafforzamento dell’apparato militare e delle istituzioni, la riforma delle prigioni e la modernizzazione del sistema giudiziario messicano. Questa cooperazione bilaterale si fonda su quattro pilastri. Il primo prevede la condivisione dell’intelligence e lo svolgimento di operazioni congiunte con lo scopo di ridurre i guadagni della criminalità organizzata messicana.

Nonostante non manchino i successi, il numero degli omicidi in Messico è in costante aumento a causa della spirale di violenza provacata dalle organizzazioni criminali. Dall’altro lato del confine, migliaia i decessi per overdose ogni anno. Il secondo pilastro, volto a migliorare e sostenere lo stato di diritto, mira a rafforzare le istituzioni interne. Prevede la riforma del sistema di giustizia penale messicano attraverso lo sviluppo di standard nazionali di formazione per la polizia, i procuratori e i giudici.

Tuttavia l’impunità continua a regnare. Secondo il Global Impunity Index 2020, il Messico è uno dei paesi con l’indice d’impunità più alta. La terza strategia di Mérida ha previsto lo stanziamento di più di 200 milioni di dollari per la modernizzazione delle frontiere aeree, terrestri e marittime messicane. Tuttavia il dialogo si è incrinato da quando la costruzione del muro di confine è diventata il fulcro dell’azione statunitense. Infine, il quarto pilastro si concentra sul miglioramento delle condizioni socioeconomiche sottostanti ai flussi di droga e armi lungo il confine per costruire comunità forti e resilienti.

La United States Agency for International Development finanzia progetti sulla prevenzione del crimine e sui diritti umani, fornendo assistenza tecnica alle ONG in Messico. Tuttavia solo un terzo dei fondi degli Stati Uniti è destinato a questo pilastro, la maggior parte confluisce nell’assistenza militare.

In conclusione, è palese quanto l’amministrazione López Obrador voglia limitare l’interferenza degli Stati Uniti nelle politiche di sicurezza nazionali. Nonostante le ferme prese di posizioni del Messico, la realtà è che un accordo di sicurezza in stile Mérida è fondamentale per entrambi i Paesi.

L’unica soluzione per poter affrontare i relativi problemi di sicurezza che sono altamente interdipendenti. Il neopresidente Biden deve essere consapevole della necessità di cooperare dato che ciò è cruciale per gestire l’emergenza dell’immigrazione e per affrontare le sfide di sicurezza comuni. Una rinegoziazione degli accordi attuali potrebbe essere possibile. Una nuova strategia che deve valutare attentamente le nuove complessità del panorama criminale del Messico e prendere in considerazione le lezioni apprese dall’Iniciativa Mérida.

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