IL CONSIGLIO UE APPROVA DIGITAL EUROPE, IL PROGRAMMA CHE FINANZIERÀ LA TRASFORMAZIONE DIGITALE EUROPEA

Lo scorso 16 marzo, il programma Digital Europe ha ottenuto l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione europea. Tale programma, il cui scopo è quello di dare un impulso significativo alla trasformazione digitale, avrà a disposizione un budget di 7,5 miliardi di euro fino al 2027, da suddividere in ambiti strategici quali la cybersecurity, l’intelligenza artificiale e il supercalcolo.

Risale ormai al 2018 la proposta della Commissione di lanciare un programma europeo interamente finalizzato ad affrontare le sfide digitali attraverso l’investimento di ingenti risorse del bilancio a lungo termine (conosciuto anche come “Quadro finanziario pluriennale”) per il periodo 2021-2027.

Allora, tra gli obiettivi principali della Commissione europea figurava l’istituzione di un quadro normativo che si allineasse all’era digitale. Ad oggi, questo quadro normativo si sta delineando con maggiore chiarezza.

Basti citare non solo l’imminente esecuzione del programma Digital Europe, ma anche il già lanciato Horizon Europe, a supporto della ricerca e dell’innovazione, e le iniziative delineate all’interno del Digital Compass, la nuova agenda digitale della Commissione europea per il 2030.

È chiaro, insomma, che l’Europa sta sempre più concentrando i propri sforzi nel rendersi autonoma e sovrana dal punto di vista digitale, soprattutto considerando che la ripresa socioeconomica passerà inevitabilmente dalla capacità dell’Unione di favorire l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

È per questo motivo che il programma Digital Europe rappresenta un elemento chiave per sostenere la crescita delle imprese, la modernizzazione del sistema produttivo e la competitività dell’Unione a livello globale. In questo contesto, l’Unione si impegnerà anche a garantire che la trasformazione digitale sia improntata alla sostenibilità, all’uguaglianza, alla trasparenza delle procedure e all’inclusione. 

I cinque settori di Digital Europe

Con una dotazione finanziaria di circa 7,5 miliardi (oltre due miliardi in meno rispetto alla proposta iniziale della Commissione), Digital Europe sostiene progetti in cinque aree chiave, definiti “obiettivi specifici”, nell’ambito del “Mercato unico, innovazione e agenda digitale”.

Più di 2,2 miliardi sono dedicati al rafforzamento delle capacità di calcolo ad alte prestazioni (supercomputing), in modo tale che venga favorita una più ampia accessibilità a questi strumenti, sia nei settori pubblici strategici (sanità, ambiente, sicurezza) sia nell’industria privata. All’intelligenza artificiale (AI), tecnologia determinante, ma, al tempo stesso, ancora da regolamentare, spettano invece 2,1 miliardi.

In questo campo, sarà di primaria importanza definire un quadro legislativo che permetta di limitarne i rischi e di sfruttarne al massimo i benefici per i cittadini e le imprese, rispettando però una precisa etica. Particolare attenzione deve essere prestata anche al consolidamento di una strategia in materia di dati, così da creare un vero e proprio spazio dati europeo, non più frammentato.

Per garantire la tutela dell’economia digitale, poi, vengono incentivate con 1,6 miliardi tutte quelle iniziative volte a rafforzare la cybersecurity. Per raggiungere tale obiettivo, sarà necessario un maggior coordinamento tra le infrastrutture degli Stati membri. Le infrastrutture tecnologiche critiche, inoltre, dovranno essere protette da eventuali attacchi informatici e da interferenze di paesi esterni favorendo lo sviluppo di competenze avanzate in questo campo.

Un investimento di circa 580 milioni faciliterà l’acquisizione di competenze digitali avanzate da parte degli esperti del settore e, più in generale, dei lavoratori europei. Infine, la restante parte del budget è dedicata all’impiego ottimale delle capacità digitali e all’interoperabilità.

Un ruolo primario sarà giocato dai cosiddetti “Digital Innovation Hubs”, dei veri e propri poli di innovazione che fungeranno da “sportelli unici” per le PMI, le pubbliche amministrazioni e il mondo accademico. I poli di innovazione saranno così dei punti di accesso alle tecnologie più all’avanguardia. Gli Stati membri saranno coinvolti nel processo di selezione degli Hubs, così come la Commissione, che dovrà garantire una “procedura aperta e competitiva tra soggetti designati dagli Stati membri”. 

La posizione del Consiglio dell’Unione europea

La posizione del Consiglio Ue sugli obiettivi di Digital Europe, espressa in prima lettura, è molto chiara: “I cinque obiettivi specifici sono distinti ma interdipendenti. Ad esempio, l’IA necessita della cibersicurezza per essere affidabile, le capacità di calcolo ad alte prestazioni (HPC) sono fondamentali per supportare l’apprendimento nel contesto dell’IA, e tutte e tre le capacità necessitano di competenze digitali avanzate. Sebbene le singole azioni realizzate nell’ambito del Programma possano rientrare in un unico obiettivo specifico, gli obiettivi non dovrebbero essere considerati separatamente ma piuttosto come la struttura centrale di un insieme coerente”.

Inoltre, i ministri Ue hanno ribadito l’importanza di modernizzare i servizi pubblici e le pubbliche amministrazioni attraverso gli strumenti digitali, perché così facendo si riuscirebbero ad accrescere la trasparenza e la velocità delle procedure, sia per le PMI che per i cittadini. Il ministro portoghese delle Infrastrutture e dell’edilizia abitativa Pedro Nuno Santos, nonché presidente di turno del Consiglio, ha commentato in questi termini l’approvazione del programma: “Il programma Europa digitale si inscrive nel quadro del forte impulso dell’UE volto a sfruttare al meglio la digitalizzazione a vantaggio delle società e delle economie dell’UE, aumentare la sua autonomia nelle tecnologie chiave e rafforzare la sua competitività. Ci aiuterà a realizzare servizi digitali all’avanguardia altamente efficienti e sicuri per tutti i cittadini e tutte le imprese all’interno dell’Unione”.

Ora non resta che l’approvazione del Parlamento europeo in seconda lettura. Una volta approvato, Digital Europe entrerà in vigore una volta pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2021 e con validità fino al 2027. Per tutta la durata del programma, dunque, l’Ue sarà impegnata a dare uno slancio ambizioso all’innovazione tecnologica e digitale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from LAW & RIGHTS