L’ATTACCO DI LAVROV ALL’EUROPA

Lo scorso 23 marzo il ministro degli esteri russo Lavrov, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli esteri cinese Wang Yi, ha commentato lo stato dei rapporti con l’UE.

Continua la caduta libera dei rapporti fra occidente e Russia, a rincarare la dose dopo il “botta e risposta” fra il presidente usa Biden e Putin, ci pensa il ministro degli esteri Lavrov che in conferenza stampa ha affermato come l’Unione Europea abbia “distrutto unilateralmente i rapporti con Mosca”.

Tutto ha avuto inizio verso agosto 2020 a seguito dell’avvelenamento di Navalny, ma le radici poggiano sugli altalenanti rapporti fra la federazione e l’occidente dalla caduta dell’URSS. Da agosto, i rapporti continuano a peggiorare fino a toccare nuovi record, in negativo.

In particolare, le dichiarazioni del presidente usa che ha definito Putin “un assassino”, benché rivolte agli alleati europei, hanno scatenato la reazione di mosca che ha rimandato al mittente le accuse dichiarando che: “vediamo sempre in un’altra persona le nostre qualità e pensiamo che essa sia come noi”.

Non stupisce quindi, che sia mosca che pechino vadano d’accordo, entrambe sono ai ferri corti con l’occidente quest’ultima, con la recente imposizione di sanzioni incrociate con l’Unione Europea.

Nel corso della conferenza, Lavrov non ha mancato di ricordare l’importanza della cooperazione russo-cinese, per poi lanciare un duro attacco all’occidente: “abbiamo sottolineato il carattere distruttivo dell’aspirazione degli Stati Uniti a minare il quadro giuridico internazionale incentrato sulle Nazioni Unite, utilizzando le alleanze politico-militari del periodo della Guerra Fredda. […] abbiamo notato la crescente importanza della cooperazione di Russia e Cina e una vasta gamma di altri paesi per preservare l’attuale sistema di diritto internazionale nel contesto, dei crescenti tentativi occidentali di promuovere il suo concetto di ordine internazionale basato”.

Dunque, non accenna ad attenuarsi lo scontro con l’occidente, con il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che, durante le vacanze di Putin in Siberia, non esita a ricordare come anche la Russia sia in possesso della “valigetta nucleare”: “il presidente russo ha sempre con se gli strumenti di comunicazione necessari, compresi quelli strategici ovunque si trovi”

La dichiarazione, di Peskov è da intendersi come una risposta alla possibilità che gli usa schierino ulteriori forze in Europa e Asia, come annunciato dal capo di stato maggiore dell’esercito USA McConville, il quale ha anche specificato che le suddette unità potrebbero avere armi ad alta precisione a lungo raggio.

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