CHI È LA NUOVA AMBASCIATRICE ITALIANA NEGLI STATI UNITI?

Fonte: OnuItalia.com

Mariangela Zappia, classe ‘59 da Viadana (Mantova), è stata scelta dal Governo Draghi come nuova ambasciatrice italiana negli Stati Uniti.

 Dopo 30 anni di carriera tra Palazzo Farnese, il Senegal, Bruxelles e le sedi delle Nazioni Unite a Ginevra e New York, Zappia va a sostituire come titolare del corpo diplomatico italiano negli Stati Uniti Armando Varricchio, il quale a sua volta andrà ad esercitare funzioni a Berlino.

Aumentato ruolo femminile nei processi diplomatici e di mediazione nei conflitti, sviluppo sostenibile e protezione del patrimonio culturale: ecco i cavalli di battaglia rilanciati più volte dalla Zappia nei forum internazionali (soprattutto le Nazioni Unite), e che le sono valsi – fa sapere il Governo– il grande riconoscimento di gestire le relazioni diplomatiche tra l’Italia ed il fondamentale alleato statunitense. 

Dopo il conseguimento del master in Diplomazia e Politica internazionale, una giovane Zappia entra nel corpo diplomatico italiano della Farnesina. Matura una considerevole esperienza: prima al Consolato Generale italiano di New York, poi alla Rappresentanza italiana permanente presso le Nazioni Unite (sempre a New York); fino al ruolo di Capo della Delegazione UE presso la sede ONU di Ginevra.

Posizione, quest’ultima, che ricoprirà fino al 2014, quando il Governo Renzi la scelse per rappresentare l’Italia presso la NATO. Richiamata successivamente a Palazzo da Chigi come consigliere diplomatico, lavorerà sotto Renzi, Gentiloni e Giuseppe Conte, che nel 2018 le assegna la guida della Rappresentanza permanente italiana alle Nazioni Unite.

Il ritorno a New York della Zappia coincide con la prima nomina di una donna come rappresentante dell’Italia all’ONU, così come avvenne quattro anni prima con l’incarico alla NATO. Se la storia si ripete, con la promozione a Washington, Zappia diventa la prima donna a capo della diplomazia italiana negli Stati Uniti. 

Ricordiamo in questa sede una parte del discorso pronunciato dalla Zappia durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (2018). La mediazione, diceva, “non è solo un modo per superare la crisi, bensì un’occasione per rinvigorire le forze positive di un Paese; promuovere dialogo e inclusione, e, in ultima istanza, eliminare le cause originarie dei conflitti”.

A ciò si collega il suo storico impegno per l’empowerment femminile nei processi di pace internazionali. La Zappia partecipa, inoltre, ad una rete internazionale denominata “International Gender Champions Network”, che si propone di mettere in condizione le donne ad entrare nei processi diplomatici, con particolare attenzione alle attività di pace nella regione del Mediterraneo.

Oggi più che mai queste ultime battaglie possono tornare di attualità, e Washington è il posto giusto da cui difenderle e promuoverle. Dunque, auguri e buon lavoro a Mariangela Zappia ed al corpo diplomatico italiano che dirigerà negli States.

Emanuele Gibilaro

Classe 95, analista di politica estera USA, membro del direttivo IARI e brand ambassador. Studente magistrale in Relazioni Internazionali (indirizzo Diplomazia e Organizzazioni internazionali) presso l’Università degli Studi di Milano. Ho conseguito la laurea triennale in “Storia, politica e Relazioni internazionali” a Catania- città di cui sono originario- con una tesi sul rapporto tra giornalismo e comunicazione politica durante alcuni eventi salienti della storia contemporanea di Italia e Stati Uniti.
Per IARI mi occupo di politica estera e interscambio diplomatico degli Stati Uniti con i principali attori internazionali. Ma anche di questioni energetiche e sicurezza nazionale. Approfondisco tali tematiche da diversi anni, in un’ottica che contempera dimensione giuridica, storica, diplomatica, militare ed economica.
Ho sposato il progetto IARI fin dal primo giorno della sua fondazione, perché ho visto un gruppo affiatato, competente e motivato a creare una realtà che diventasse un punto di riferimento per il mondo accademico italiano, ma anche per chi desidera avere un quadro sulla politica e i fenomeni internazionali. Abbiamo scelto il formato di think tank specializzato in quanto fenomeni complessi come quelli internazionali meritano un’elaborazione analitica, precisa e pluridimensionale, che non semplifichi le questioni con ideologie e luoghi comuni (così come spesso accade nelle testate giornalistiche del nostro Paese). Pertanto, l’analista deve mettere le sue competenze a disposizione del lettore, individuando possibili scenari e fornendo a chi legge tutti gli elementi necessari alla formazione di un’opinione.

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