BIDEN ATTACCA PUTIN. PERCHÉ?

Fonte: cfr.org

L’intervista esclusiva rilasciata la scorsa settimana ad Abc News dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha suscitato smottamenti dall’Atlantico al Pacifico per l’attacco, senza precedenti, scagliato al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

Definito, su assist dell’anchorman George Stephanopoulos, un “killer senz’anima che pagherà un duro prezzo” per le interferenze russe nelle ultime elezioni americane, denunciate in un rapporto dell’Intelligence.

Biden è stato spesso accusato di compiere gaffe nelle sue uscite pubbliche. Ma non è questo il caso. L’offensiva è stata premeditata e ci offre tre messaggi che rispondono a precise esigenze strategiche.

Declinate sul piano tattico con il ricorso ad un’aggressiva narrazione, sostanziata dal recupero del discorso idealista improntato sulla difesa dei valori democratici e dei diritti umani dalle ingerenze delle autocrazie.

Agire che informerà la doppia pressione nei confronti di Cina e Russia e l’approccio verso gli europei occidentali per ampliarne il fossato con l’Oriente sino-russo. Come comunicato dall’affondo degli americani nelle piaghe interne alla Cina (Hong Kong, Xinjiang, Tibet) durante il primo, teso, incontro bilaterale ad Anchorage (Alaska). 

Primo. Il malessere interno all’America, figlio diretto del fardello imperiale, ha raggiunto livelli di guardia. Mantenere a casa tensioni e violenze frenerebbe l’azione geopolitica della superpotenza o, nello scenario peggiore, potrebbe condurla alla paralisi.

Non potendo rinunciare all’impero come propugnava Trump, né impicciarsi in nuovi conflitti, che alimenterebbero vieppiù le convulsioni endogene, per ricompattare l’home front, meglio distrarre gli americani offrendo loro la classica retorica manichea con la Russia nel tradizionale ruolo di nemico ideologico per eccellenza.

Responsabile di buona parte delle divisioni del paese. Colpevole di alimentare la sfiducia degli elettori verso le istituzioni e i processi democratici. Considerata la principale minaccia agli Usa da un quarto degli americani, dietro solo alla Cina

Secondo. La superpotenza vede il Dragone dallo specchietto retrovisore, a distanza siderale dal primato mondiale. Altrimenti, non attaccherebbe Mosca con il rischio di spingerla ulteriormente tra le braccia di Pechino. Piuttosto, ripercorrerebbe la strada tracciata da Kissinger negli anni ’70, a parti invertite, aprendo al Cremlino in funzione anti-cinese.  

Last but not leastBiden attacca Putin con in testa l’EuropaSempre più coincidente con la Germania, secondo gli strateghi americani. Macchiare il leader moscovita con un’accusa così grave è funzionale a manutenere il controllo sul Vecchio Continente. Per cui, sarebbe “immorale” farsi inoculare vaccini o raddoppiare i flussi di gas (Nord Stream 2) provenienti da un paese il cui leader viene accusato di esser un “assassino” dal proprio referente strategico. In geopolitica poi conta anche la tempistica.

Non casualmente l’attacco è arrivato dopo la manifestazione di interesse di Berlino e Roma verso Sputnik V. Di cui non “abbiamo assolutamente bisogno”, secondo il francese Thierry Breton, capo della task force sui vaccini della Commissione Europea. E prima del viaggio del Segretario di Stato Antony Blinken a Bruxelles, da dove ha minacciato sanzioni contro il gasdotto russo-tedesco, “una cattiva idea che divide l’Europa ed espone l’Ucraina e l’Europa centrale alla manipolazione e alla coercizione russa”.

E il cerchio si chiude.

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