IL RUOLO DELL’UE NELLA NUOVA GUERRA FREDDA TRA STATI UNITI E L’ASSE PECHINO-MOSCA

Fonte foto: https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20200206IPR72010/opening-february-plenary-session-27-new-seats

Venti di Guerra Fredda nell’Artico. Il nuovo Segretario di Stato americano incontra i Ministri degli Esteri europei per parlare di Russia e Cina. L’Europa sarà uno scudo per gli Stati Uniti o un intermediario?

Passano i giorni e vanno delineandosi gli aspetti strategici che, probabilmente caratterizzeranno le relazioni diplomatiche e commerciali nell’Artico del prossimo futuro. Russia e Cina cercano sempre di più il supporto reciproco, legandosi dapprima per questioni commerciali, poi perché accomunate dalle sanzioni applicate da Stati Uniti ed UE a Pechino, soltanto pochi giorni fa. I rapporti delle due superpotenze con l’Unione Europee potrebbero raggiungere livelli minimi, sempre tenendo conto del mero aspetto diplomatico.

L’aspetto economico potrebbe restare su tutt’altro piano. Dall’altra parte invece, Washington sta concretizzando ciò che era stato ampiamente annunciando: rinsaldare i rapporti con l’alleanza atlantica. In quest’ottica va considerata la visita del nuovo Segretario di Stato americano Anthony Blinken a Bruxelles. Blinken incontrerà i Ministri degli Esteri dei paesi NATO, per discutere della pericolosità di Russia e Cina per la difesa dei confini atlantici.

Quindi, la motivazione che ha spinto Blinken a raggiungere l’Europa è palese e manifesta; le reazioni di Mosca non sono mancate: l’ambasciatore russo a Washington è stato richiamato

Perché gli Stati Uniti corrono ai ripari adesso? Oltre alla politica estera e questioni di sicurezza c’è dell’altro. La Cina ha scavalcato gli Stati Uniti nel 2019, diventando così il primo partner commerciale per l’Unione Europea. Ed è per questo motivo che la visita del Segretario di Stato americano a Bruxelles assume toni d’urgenza, nel tentativo di rinforzare i legami con gli alleati europei tramite la NATO.  

Altro punto cruciale è il Nord Stream2: un gasdotto che collega Germania e Russia, senza passare da paesi terzi. Tony Blinken ha bollato il gasdotto come “una pessima idea per UE e Stati Uniti”. Da questo punto di vista, il progetto minerebbe la sicurezza energetica di Ucraina, Polonia ed altri paesi. È probabile.

Ma altrettanto probabile è pensare che tale progetto vada a rinsaldare la dipendenza europea dall’energia di Mosca, minando il business delle compagnie americane, che estraggono gas in Medio Oriente. 

Che ruolo giocherà l’Unione Europea, è tutto da vedere. L’Unione si schiererà con gli Stati Uniti, i quali stanno facendo e faranno leva sulla NATO per rinforzare il legame.

Tuttavia non è da escludere che, Washington voglia manovrare Bruxelles finché ne condivide gli intenti. Sappiamo bene che l’approccio statunitense nell’Artico e non solo, è quello del containment, rispetto a Cina e Russia: è più conveniente raffreddare la tensione e spostare l’attenzione politica e commerciale altrove.

Quindi, se l’intenzione degli Stati Uniti è creare un deterrente continuo che scoraggi le due superpotenze a continuare la loro ascesa, l’Europa può servire a tale scopo. Ad ogni modo, resta da chiedersi se, in tale ottica L’Unione Europea avrà un ruolo determinante e decisivo, o sarà solo uno scudo per Washington.

La cosa certa è che l’UE si trova in mezzo. Gli stati membri fanno parte anche della NATO, ma è vero anche che intessono continuamente rapporti commerciali ed economici con Russia e Cina.

Una posizione che non fornisce risalto a Bruxelles, ma la cosa certa è che, se l’Unione vuole avere un ruolo decisivo, può orientarsi nel tentativo di fare da mediatore. Una prospettiva alquanto improbabile adesso.

Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
La macroarea di cui mi occupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori.
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