IL QUAD PRENDE FORMA

Venerdì 12 marzo il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha partecipato (in modalità online causa Covid-19) al primo incontro a livello di leader del Quadrilateral Security Dialogue (Quad), insieme ai primi ministri di Giappone, Australia e India. I quattro paesi si sono impegnati a distribuire, in coordinamento con l’Oms, un miliardo di dosi di vaccini (da produrre in India) in tutto l’Indo-Pacifico entro la fine del 2022.

La mossa mira a tamponare la penetrazione delle “vie della seta della salute” cinesi nel Sud-est asiatico, a diminuire la dipendenza di quei paesi dalle fiale siniche. Verrà formato un gruppo di lavoro a tal riguardo, anche se la distribuzione inizierà solo dopo che “i vaccini siano stati messi a disposizione della nostra gente”. Quindi non prima della seconda metà del 2021. Altri due gruppi di lavoro verranno istituiti per coordinare gli sforzi climatici e la promozione di supply chains strategiche a prova di coercizione cinese in materia di standard e tecnologie critiche (terre rare, semiconduttori, prodotti farmaceutici, batterie per veicoli elettrici).

Nato nel 2004 come informale meccanismo di cooperazione politico-diplomatico per rispondere in modo coordinato a catastrofi naturali (il devastante tsunami che in quell’anno colpì numerosi paesi dell’Indo-Pacifico), il Quad si inabissaper circa un decennio dopo il primo meeting del 2007, tenuto in sede Asean a Manila. Soltanto nel 2017 verrà recuperato dall’amministrazione Trump in chiave prettamente militare, come forum di cooperazione su difesa e sicurezza marittima (esercitazioni congiunte; diplomazia navale; operazioni per la libertà di navigazione), nell’ottica del contenimento della proiezione oceanica della Repubblica Popolare Cinese. Il Dipartimento di Stato guidato da Mike Pompeo aveva auspicato la sua istituzionalizzazione e trasformazione in formale architettura difensiva regionale anti-cinese. Una sorta di “Nato asiatica” che inglobasse anche Corea del Sud, Vietnam e Nuova Zelanda (Quad plus).

Ma il timore dei soci asiatici della superpotenza, profondamente legati a Pechino sul piano economico, di aderire a rigidi automatismi difensivi, di militarizzare i rapporti con la Cina, di rimanere imbrigliati in dilemmi di alleanze, ne ha provocato la riluttanza a sposarne tale evoluzione. 

I burocrati saliti ai posti di comando nel governo Biden hanno colto l’infattibilità dell’approccio da “guerra fredda” propugnato dall’apparato necon capeggiato da Pompeo. Hanno avvertito la necessità di impostare la competizione con Pechino nel più ampio spettro economico, tecnologico, cibernetico, industriale, infrastrutturale e nelle iniziative di soft power, coordinando le Indo-Pacific Strategy dei paesi Quad.

Per fare massa critica contro i tentativi pechinesi di mutare lo status quo nei Mari Cinesi, dalle Senkaku a Taiwan, attraverso l’aggressività militare e la coercizione economica con cui far avanzare le proprie rivendicazioni territoriali. Come ribadito dai nuovi Segretari di Stato e della Difesa, Tony Blinken e Lloyd Austin, nei loro primi incontri con le controparti nipponiche e sudcoreane.

Il Quad dev’essere una delle tante frecce dell’arco di contenimento della potenza cinese, principale nucleo (insieme ai Five Eyes) del network a “geometria variabile” con cui gestire nel lungo termine e da “posizioni di forza” la sfida cinese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from ASIA E OCEANIA