DALLA LIBIA ALLA SIRIA: IL RITORNO DEI MERCENARI

[Fonte: syrianobserver.com]

I responsabili dell’aeroporto libico di Maitika hanno dichiarato domenica scorsa che più di mille mercenari saranno trasferiti fuori dalla Libia entro la prossima settimana.

I responsabili dell’aeroporto libico di Maitika hanno dichiarato domenica scorsa che più di mille mercenari sirianisaranno trasferiti fuori dalla Libia entro la prossima settimana. Il primo aereo è partito questo domenica. A bordo c’erano duecento combattenti che sono stati trasferiti ad Arfin, area sotto il controllo delle milizie antigovernative sostenute da Ankara.

Gli eventi che hanno seguito lo scoppio Primavera Araba hanno portato alla progressiva regionalizzazione e internazionalizzazione dei conflitti che ne sono scaturiti con il conseguente forte afflusso di armi e combattenti di diversa provenienza a sostegno dell’eterogeneità degli attori presenti sul territorio.

Sono stati soprattutto le nuove generazioni, che costituiscono la maggiore componente demografica degli stati regione, a essere ingaggiati come mercenari sotto la promessa di considerevoli guadagni economici.

La situazione in Libia è paradigmatica in questo senso. A inizio dicembre scorso l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Stephanie Williams, ha rivelato la presenza di 20.000 forze straniere e mercenarie nel paese descrivendo questa situazione una terribile violazione della sovranità nazionale.  

Lo scorso anno migliaia di siriani, per lo più giovani al di sotto dei trent’anni, sono stati reclutati da Ankara per combattere in Libia con la promessa di remunerazioni o altri incentivi.

Gran parte di questi avevano militato nelle file dell’opposizione siriana a seguito dello scoppio della Primavera araba nel paese. Ankara, tuttavia, non è il solo paese invischiato nei flussi di foreign fighters che hanno interessano la Libia negli ultimi mesi. 

A maggio 2019 un rapporto della Commissione dell’ONU ha rivelato che due compagnie commerciali, con sede a DubaiLancaster 6 DMCC e la Opus Capital Asset Limited FZE, sono state coinvolte nell’invio di combattenti, occidentali e sudafricani, per combattere a sostegno delle truppe di Khalifa Haftar. Qualche settimana prima, al-Jazeera aveva riportato che alcuni funzionari emiratini erano giunti a Khartoum per una visita segreta finalizzata a reclutare nuovi combattenti in funzione antiturca, alla luce del supporto logistico militare offerto da Ankara al governo di accordo nazionale di Tripoli.

La progressiva uscita dei mercenari dalla Libia, in questo nuovo contesto di risoluzione politica del conflitto, pone dinnanzi alla comunità internazionale diverse questioni che dovranno essere affrontate nei prossimi mesi: il rinserimento dei mercenari nella società di provenienza, o di nuova acquisizione, e il ripristino del contratto sociale che li lega allo stato o a quello che ne rimane.

Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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