PROSEGUONO I COLLOQUI TRA ATENE E ANKARA

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Le parti si incontreranno nuovamente ad aprile, ma il clima resta teso nello scacchiere del Mediterraneo orientale. 

Martedì scorso si è svolto ad Atene un nuovo round di colloqui esplorativi tra Grecia e Turchia. Si tratta del secondo incontro dall’inizio dell’anno, dopo quello del 25 gennaio, e del 62esimo dall’avvio dei negoziati, che sono iniziati nel 2002 e sono andati avanti fino al 2016, quando hanno subìto una battuta d’arresto. Sebbene le posizioni dei due Paesi siano ancora molto distanti, la ripresa dei colloqui ha sancito un importante punto di svolta nelle relazioni tra Grecia e Turchia.

L’anno scorso, infatti, Atene e Ankara hanno rischiato di scontrarsi nel Mediterraneo orientale a causa delle esplorazioni energetiche condotte dalle navi turche in acque contese, mentre negli ultimi mesi sono tornate a dialogare sulla definizione delle frontiere marittime. Nonostante ciò, però, c’è ancora molto lavoro da fare. 

Il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, e il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, hanno annunciato che un terzo incontro potrebbe svolgersi il 14 aprile in Turchia, confermando la volontà di entrambe le parti di dare continuità ai colloqui. Si tratta di un segnale importante per i leader europei, che torneranno a discutere delle relazioni tra Bruxelles e Ankara durante il Consiglio europeo del 25 e 26 marzo. Ankara rappresenta un partner strategico per l’Unione europea nell’ambito della lotta all’immigrazione clandestina dalla Turchia all’Europa.

Proprio pochi giorni fa ricorreva il quinto anniversario dell’accordo tra UE e Turchia sulla gestione dei migranti. Tuttavia, gli eventi dello scorso anno – in particolare le attività esplorative condotte all’interno delle ZEE greca e cipriota – hanno portato le istituzioni europee a manifestare preoccupazione per le azioni provocatorie di Ankara nel Mediterraneo orientale e, in ultimo, ad applicare sanzioni alla Turchia per le attività di trivellazione non autorizzate. 

Negli ultimi mesi, Ankara, intenzionata a ricucire gli strappi con Bruxelles, si è certamente mostrata maggiormente propensa al dialogo. Allo stesso tempo, però, ha mantenuto con fermezza le proprie posizioni in merito alle questioni pendenti con Grecia e Cipro, ha proseguito le esercitazioni militari nell’ambito del programma Mavi Vatan 2021 e, recentemente, ha contestato la sottoscrizione del Memorandum di intesa tra Grecia, Israele e Cipro in relazione al progetto EuroAsia Interconnector, sostenendo che il cavo sottomarino che metterà in collegamento le reti elettriche dei tre Paesi attraverserà la piattaforma continentale turca. È uno scenario complesso, dunque, quello sul quale i leader europei si pronunceranno la settimana prossima.  

Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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