KERRY SCOMMETTE SUI PRIVATI

John Kerry si appresta a mobilitare ingenti capitali privati per la salvaguardia del pianeta stringendo solide partnership con i leader dei diversi settori.

John Kerry, inviato presidenziale speciale degli Stati Uniti per il clima, è in discussione con i maggiori leader del settore finanziario sulla possibilità di mobilitare ingenti capitali a favore dello sviluppo e dell’attuazione di tecnologie verdi ed energia pulita, visto l’impegno del presidente Joe Biden di portare l’intera economia americana ad emissioni nette zero entro il 2050.

Kerry si dice fiducioso riguardo la creazione di una solida partnership fra il settore privato e il governo federale al fine di implementare il ricorso all’energia pulita. Già in occasione della XXI Conferenza delle Parti dell’UNFCCC (o COP21) nel 2015, che portò alla negoziazione dell’Accordo di Parigi – nel quale gli Stati Uniti sono recentemente rientrati –, Kerry si espresse in merito alla necessità di una stretta e rapida cooperazione con il settore privato al fine di ridurre le emissioni e di far ricorso ad un sempre più vasto utilizzo di energie pulite per la cura del pianeta e per la tutela della biodiversità. 

Kerry ha affermato: “I don’t frankly look to government to solve this problem over the course of the next few years. I look to the private sector. I have absolute confidence in the ability of capital to move where the signal of the marketplace says ‘go’ after Paris”.

 Tenendo conto della riduzione dell’attività economica correlata alla pandemia da COVID-19 che ha causato cambiamenti nella domanda e nell’offerta di energia durante lo scorso anno continuando a farlo in futuro secondo quando stabilito dallo Short-Term Energy Outlook (STEO), Kerry auspica ad una transizione completa dell’economia americana verso fonti energetiche pulite da attuarsi nel più breve tempo possibile per il bene del pianeta e delle future generazioni.  

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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