IL WAGNER GROUP A PROCESSO

Nel decennale dell’inizio della guerra civile in Siria, il 15 marzo, tre compagnie per i diritti umani hanno dato via ad un’azione legale contro il gruppo mercenario chiamato “Wagner Group”, fondato nel 2013, accusato di Torture ed altre brutalità dal loro arrivo in Siria nel 2015.

Prima di iniziare bisogna chiarire chi sono e da chi è composto questo gruppo, che si autodefinisce come una compagnia militare privata, ma che per la maggior parte è nota come la mano invisibile del Cremlino, quest’ultima, in effetti ha fatto largo uso dei servizi della compagnia, in particolare dal 2014, nel corso della crisi nell’est ucraino, ed anche dal 2015, in Siria, ma si segnala la presenza del gruppo anche in Libia e in altri paesi africani. 

Composto principalmente da ex militari e membri delle forze speciali russe, è guidato da Dmitrij Utkin, un ex membro dei servizi segreti russi e finanziato da Yevgenii Prigozhin, conosciuto ai più come “Il cuoco del Cremlino.” Non è l’unica PMC (private military companies) di cui fa uso il Cremlino, ad esempio fa uso anche della Chastnye Voennie Company, ma senza dubbio è la più conosciuta.

È specializzata in interventi su aree definite a bassa/media intensità, ovvero dove si fa un uso limitato e non generalizzato della violenza, come invece avviene in aree con conflitti ad alta intensità, in cui il gruppo in ogni caso si è trovato ad operare.

L’uso del Wagner Group permette alla Russia, di poter intervenire in aree instabili, con costi contenuti e di smorzare gli effetti che un intervento diretto di militari russi avrebbe in termini di reazioni internazionali e di perdite sul campo.

L’azione legale, promossa da tre ONG provenienti da Francia, Russia e Siria, poggia sull’accusa di tortura ed esecuzione di alcuni prigionieri avvenuta nel 2017, dove fonti video mostrano l’omicidio e la decapitazione di un prigioniero in territorio siriano.

Sui sei protagonisti, identificati dopo due anni, pesa l’accusa di tortura e omicidio.

Mazen Darwish, direttore del centro siriano per i media e la libertà di espressione, ha dichiarato che il governo russo deve “assumere la sua responsabilità per le violazioni commesse dal suo esercito, compresi gruppi privati”. Ufficialmente il Cremlino ha sempre negato l’uso di gruppi mercenari. 

Con il processo, si apre una fase delicata, ma che difficilmente porterà ad una riconsiderazione dell’utilizzo dei contractor, essendo come già detto un importante strumento per gli interessi geopolitici del Cremlino.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from RUSSIA E CSI